Fernandez è arrivato in Italia con un obiettivo preciso: riparare i danni economici del precedente presidente Macrì, aprendo un dialogo con l’Europa. A riceverlo, il primo ministro Giuseppe Conte, il capo dello Stato Sergio Mattarella e Papa Francesco, argentino e sostenitore della politica di Alberto Fernandez.

E’ iniziato venerdì il tour europeo promosso dal neo-presidente argentino Alberto Fernandez, insediatosi formalmente il 10 gennaio. Ad accompagnarlo nel tour ci sono anche Fabiola Yañez, sua consorte, Felipe Solá, ministro degli Esteri e Guillermo Olivieri, sottosegretario del Culto. Tra i Paesi protagonisti del dialogo c’è anche l’Italia, tappa strategica anche per la vicinanza al Vaticano. Infatti, a ricevere il presidente Fernandez, sono stati il primo ministro Giuseppe Conte, il capo dello Stato Sergio Mattarella e Papa Francesco, argentino e sostenitore della politica di Alberto Fernandez.

L’obiettivo della visita europea da parte di Fernandez è, sostanzialmente, prendere tempo. Prendere tempo, con la certezza (o speranza) di innescare nel frattempo un ciclo di crescita economica durevole. Il debito estero contratto con il Fondo Monetario Internazionale e con gli obbligazionisti privati ha raggiunto i 45 miliardi di euro a causa della politica neoliberista del governo di Mauricio Macri: tale cifra è da pagare ai creditori entro il primo semestre del 2020. Una scadenza insostenibile dall’attuale economia argentina: per questo motivo, Alberto Fernandez proverà a correre ai ripari grazie al via libera della Camera dei deputati” alla legge di “recupero della sostenibilità del debito pubblico”, che autorizza il governo a rinegoziare i termini delle obbligazioni con i creditori. Gli interlocutori principali di Alberto Fernandez, ora, sono l’Italia, la Germania, la Spagna e la Francia.

 

Tra la riunione con il primo ministro Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e, successivamente, l’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Alberto Fernandez ha intrattenuto in totale un’ora e mezza di dialogo diplomatico. “Mi sono riunito con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte”, scrive il presidente argentino sul suo account twitter. “Abbiamo dialogato sulle sfide future che accomunano l’Italia e l’Argentina, e ho ricevuto un importante supporto in merito alla risoluzione del problema del nostro debito. Più tardi ho incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha anche supportato i nostri sforzi per sviluppare la nostra economia. Grazie per tale ospitalità”.

Grande accoglienza ricevuta anche, e soprattutto, da parte di Papa Francesco. Pontefice, connazionale e “sostenitore del fronte peronista”. Quest’ultima accusa è stata mossa anche dalla stampa italiana, e trova una sua parziale giustificazione nell’udienza speciale che il Papa ha riservato a Fernandez, nella Biblioteca Privata del Vaticano il 31 gennaio, data coincidente con la nomina del nuovo ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Luis Eugenio Bellando. Un’udienza durata 44 minuti, contro quella breve e puramente formale che Bergoglio aveva concesso a Mauricio Macri nel 2016. Ai giornalisti dell’ambasciata della Santa Sede,  il presidente argentino ha dichiarato: “Gli ho chiesto aiuto sul tema del debito e mi ha risposto che mi aiuta e che mi aiuterà sempre”, evidenziando la sintonia con il Papa sui temi sociali.

Fernandez ha cominciato il suo tour diplomatico con il piede giusto, ma le tappe sono tante e i leader, per poter concedere tempo e sostegno politico, hanno bisogno di certezze. Il prossimo interlocutore sarà la cancelliera tedesca. Sarà in grado di rassicurare l’Europa?

 

 
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