Viaggio a Kiev: ode alla Realpolitik

Da analista mi è stato insegnato a pensare, quando si tratta di tematiche inerenti le relazioni internazionali o la geopolitica, in termini di Realpolitik. Questo termine, di origine tedesca, si può tradurre che come “politica concreta" o "politica di ciò che è reale".

Il ponte che collega la Russia alla Cina, tra insidie e opportunità

Il 10 giugno 2022 la Russia e la Cina hanno inaugurato un nuovo ponte transfrontaliero situato all’estremo est del Paese; tale iniziativa è volta ad aumentare ulteriormente il commercio tra le due nazioni. Questa semplice opera ingegneristica potrebbe nascondere sia opportunità che insidie

Dmitry Medvedev, il “non-successore” al Cremlino

Il recente attacco nei confronti degli Occidentali da parte di Dmitry Medvedev, attualmente vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo e leader del partito Russia Unita, ha destato scalpore e preoccupazione. Ma veramente tali affermazioni vorrebbero renderlo uno dei papabili (di nuovo) alla

REFERENDUM IN OSSEZIA DEL SUD: UNA NUOVA UCRAINA?

Nuovi venti di tensione sembrano spirare dall’Est, questa volta dalla regione del Caucaso. Il 13 maggio 2022 Anatoly Bibilov, ex-leader dell’autoproclamata Repubblica dell’Ossezia del Sud, al quale è recentemente succeduto alla guida della regione Alan Gagloyev, ha annunciato un referendum da tenersi

IL SILENZIO DI MOSCA, INDIFFERENZA O ASTIO POLITICO?

Non sono ancora giunte dal Cremlino le congratulazioni ufficiali a Joe Biden per la vittoria alle ultime elezioni presidenziali, che hanno fomentato le speranze dei “falchi” americani e dei loro emuli europei, di un rinnovata politica estera statunitense più attenta alle questioni

L’UCRAINA FRA IL SOGNO EUROPEO E LA VICINANZA A MOSCA

La crisi in Ucraina, iniziata con le proteste di piazza a Kiev verso la fine del 2013, continua ancora oggi ad influenzare i rapporti fra l’Unione Europea e la Federazione Russa, ma nonostante i tentativi una soluzione definitiva non è stata trovata

LA TREGUA PER UN NAGORNO KARABAKH SENZA PACE

A 26 anni dal fragile cessate-il-fuoco raggiunto grazie ad una congiunta mediazione internazionale, lo scorso 10 novembre è stato siglato un nuovo accordo per la pace in Nagorno-Karabakh sotto la guida di Mosca. All’indomani della firma, all’aria di festeggiamenti e all’esultante accoglienza

ANKARA IN NAGORNO-KARABAKH: JIHADISTI SIRIANI, BAYRAKTAR TB2 E F-16

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″] Lo scorso 18 ottobre è entrata in vigore una seconda tregua umanitaria nel Nagorno-Karabakh. Nella dichiarazione pubblicata sul sito del Ministero degli Esteri armeno si legge:

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