Lo scorso 30 agosto, un tenente-colonello francese è stato arrestato con l’accusa di spionaggio e alto tradimento. Secondo quanto annunciato dalla radio Europe 1, l’ufficiale avrebbe infatti fornito documenti ‘sensibilissimi’ («documents ultrasensibles») ai servizi segreti russi. Il tenente-colonnello, il cui nome è rimasto anonimo per questioni di privacy, era di stanza nel quartier generale della NATO per il Sud Europa, presso l’Allied Joint Force Command (JFC) di Lago Patria (Giugliano), uno dei due comandi strategici operativi del Quartier generale delle potenze alleate in Europa (SHAPE). A corredo di quanto sopra, l’emittente francese, Europe 1, ha rivelato che l’ufficiale era stato visto recentemente entrare in contatto con un agente del G.R.U, i servizi segreti militari russi, mentre svolgeva le sue funzioni in Italia. Si tratterebbe dunque di un caso di HUMINT, “Intelligenza derivata dalle informazioni raccolte dagli operatori umani e forniti principalmente da fonti umane”, un’attività d’intelligence in cui Mosca primeggia. Secondo le indiscrezioni della radio francese, il militare sospetto, padre di cinque figli, avrebbe circa cinquant’anni, radici familiari lontane in Russia e parlerebbe correntemente la lingua russa.

Dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda non si sono fatte attendere a lungo. Il giorno stesso, il ministro delle Forze Armate francese, Florence Parly, ha affermato su ‘Le Grand Rendez-vous’, programma di punta su radio Europe 1, sviluppato in collaborazione con il quotidiano Les Echos e CNews: “Quello che posso confermare è che un alto ufficiale è sotto processo per attentato alla sicurezza”. Nella stessa occasione, il ministro francese ha aggiunto: “Abbiamo preso tutte le misure necessarie  e ora il sistema giudiziario dovrà essere in grado di fare il suo lavoro nel rispetto della segretezza dell’indagine”. Florence Parly ha infatti spiegato che il ministero della Difesa ha invocato l’articolo 40 del Codice di procedura penale, investendo di conseguenza il procuratore della Repubblica di Parigi del caso. L’articolo in questione prevede che qualsiasi autorità costituita, pubblico ufficiale o funzionario pubblico che, nell’esercizio delle sue funzioni, venga a conoscenza di un reato o di un’infrazione ne informi immediatamente l’autorità giudiziaria. In virtù del sopraccitato articolo, la relazione del ministero della Difesa francese del 22 luglio ha dato luogo all’apertura di un’indagine giudiziaria da parte della Procura della Repubblica di Parigi il 29 luglio per ‘intelligence con una potenza straniera che mette a repentaglio gli interessi fondamentali della nazione’.

L’ufficiale, accusato di ‘aver fornito informazioni ad una potenza straniera’, di ‘aver compromesso la segretezza della difesa nazionale’ e di ‘aver raccolto informazioni che danneggiano gli interessi fondamentali della nazione al fine di consegnarle a una potenza straniera’, è stato arresto dalla Direction générale de la sécurité intérieure (DGSI), i servizi per la sicurezza interna francese, mentre era in procinto di rientrare in Italia al termine delle vacanze ed è stato immediatamente trasferito al carcere La Santé a Parigi. Nei confronti della presunta spia francese pendono i quattro capi d’accusa menzionati sopra. Secondo il sistema giudiziario francese, fornire documenti sensibili ad una organizzazione o ente di una potenza straniera è un crimine qualificato come tradimento e in quanto tale rientra del Libro IV (‘Reati e delitti contro la Nazione, lo Stato e la pace pubblica’), Titolo I (‘Attacchi agli interessi fondamentali della Nazione’), Capitolo I (‘Tradimenti e Spionaggio’) del Codice Penale. Ai sensi dell’articolo 411-6 del codice penale francese, Sezione III (‘Della consegna di informazioni a una potenza straniera’) del sopraindicato Capitolo I, questo atto, qualora ‘suscettibile di ledere gli interessi fondamentalidella nazione’ è punito con quindici anni di detenzione penale e con una multa di 225.000 euro. Le accuse e le condanne di spionaggio da parte di agenti militari francesi a favore di un Paese straniero, in primis la Russia, o all’epoca l’URSS, sono rare, se ne riportano meno di una decina dai tempi della guerra fredda.

Nonostante questo, lo scorso 11 luglio, due ex agenti della Direction générale de la sécurité extérieure (DGSE)sono stati condannati, rispettivamente a 12 e 8 anni di reclusione, per spionaggio a favore della Cina. Nel 2001, un altro ufficiale francese distaccato presso la NATO fu condannato per aver fornito informazioni alla Serbia nel 1998 sui raid aerei alleati durante la guerra del Kosovo. In generale, qualunque sia l’esatto numero di attività di spionaggio condotte da militari francesi, il recente caso è uno scandalo per Parigi sia da un punto di vista politico sia prettamente strategico. Da un punto di vista politico, un atto di spionaggio che coinvolge la Russia arriverebbe infatti in un momento inopportuno per il Presidente francese Emmanuel Macron che, da oltre un anno, si impegna a ricostruire le relazioni tra Bruxelles e Mosca. Da un punto di vista strategico, questo ultimo arresto giungerebbe in un momento di alta tensione tra i partner della NATO, dovuto principalmente alle insistenti richieste di Donald Trump ai leader europei per una più forte condivisione degli oneri transatlantici, alle incertezze strategiche causate dalla politica estera statunitense, ma anche alla rivisitazione radicale del contingente statunitense in Europa e  alle frizioni emerse tra Turchia da un lato e Francia e  Grecia dall’altro in merito ai giacimenti di gas nel Mare Egeo. I diversi interrogativi sollevati in merito al futuro e all’integrità della NATO sono da ricercare in primis nei problemilegati alla divisione delle spese militari.

Per quanto concerne la ripartizione degli oneri finanziari all’interno dell’Alleanza Atlantica è infatti di vitale importanza evidenziare come Donald Trump abbia, in molte occasioni, messo in discussione gli obblighi di difesa statunitensi nei confronti dei suoi alleati europei, criticati di non riuscire far fronte ai loro costi di difesa e sicurezza.  Il 5 settembre 2014, in occasione del summit NATO in Galles, i 28 leader dell’Alleanza decisero infatti di impegnarsi ad invertire la tendenza del  calo dei bilanci della difesa, concordando di raggiungere l’obiettivo di spendere almeno il 2 per cento del loro PIL nel settore difesa e di destinare almeno il 20 per cento delle loro spese agli investimenti (incluso R&D) in un decennio, come si legge nel paragrafo 14 della Dichiarazione del Vertice del Galles. Sebbene nel paragrafo 34 della Dichiarazione del Vertice di Varsavia del 2016 si legga che “(…) In soli due anni, la maggior parte degli Alleati ha arrestato o invertito il caso delle spese per la difesa in termini reali (…)”, la spesa militare di larga parte degli Stati Europei rimane al 2 per cento di PIL stabilito al summit NATO del 2014. 

Lo scorso 6 agosto, le tensioni in merito alla ripartizione dei contributi nel quadro della NATO sono riemerse. Il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha infatti proposto di sviluppare un nuovo criterio per ripartire degli oneri finanziari, basato sulle esigenze di difesa di ogni singolo Paese. Il ministro tedesco ha spiegato che il parametro instituito in occasione del summit NATO in Galles (il criterio del 2 per cento) è troppo volatile, obbedendo de facto alle fluttuazioni economiche dei diversi membri dell’Alleanza. In conclusione, l’arresto del tenente-colonnello, incriminato con l’accusa di spionaggio a favore del Cremlino, non ha contribuito a fugare le preoccupazioni derivanti da una combinazione di potenti agenti endogeni ed esogeni che continua a mettere a dura prova la resilienza dell’Alleanza Atlantica. Per contro, è lecito supporre che l’accusa di spionaggio da parte di un militare francese andrà ulteriormente ad alimentare la mancanza di fiducia tra i diversi Stati membri del Patto Atlantico e le vulnerabilità della NATO. Si attendono ulteriori commenti e chiarimenti da parte del Quartier generale delle potenze alleate di Bruxelles.

BIBLIOGRAFIA

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: