Il 31 marzo i miliziani dell’ISIS catturati dalle FDS e presenti nella prigione di Hasaka nord-est della Siria hanno dato vita ad una rivolta che, a quanto pare, è nata a causa del possibile contagio da Covid-19 che nel Paese ha già fatto registrare un morto.

I terroristi sono riusciti a prendere il controllo del piano terra dell’edificio, organizzando quattro tentativi di fuga che non sono però andati a buon fine in quanto neutralizzati dalle Forze Democratiche Siriane. Così è stato riportato dalla North Press Agency, fonte vicina all’amministrazione curdo-siriana.

Nel nord-est siriano sono stanziati circa 700 forze speciali USA a supporto dei Curdi che si trovano nell’area anche a protezione dei pozzi petroliferi controllati dalle Forze Democratiche Siriane e che evitano che le cellule dormienti dello Stato Islamico possano riorganizzarsi. Negli ultimi mesi alcuni miliziani hanno condotto attacchi a Deir Ezzor e Hasaka contro i Curdi per riconquistare alcune aree di cui si erano impossessati in questi anni.

Un’eventuale diffusione del coronavirus, in maniera più massiccia sul territorio siriano, potrebbe indurre l’ISIS a sfruttare il momento di crisi e di insicurezza generale per tentare di riorganizzarsi, magari conducendo ulteriori attacchi a est dell’Eufrate. Ad Hasaka i miliziani potrebbero sfruttare il taglio alle forniture di acqua causato dalle azioni dei ribelli filo-turchi nelle ultime due settimane che ha messo in serie difficoltà gli approvvigionamenti della regione autonoma.

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