Dopo anni di polemiche, dibattiti e incertezze sulla questione, ormai da qualche giorno la Brexit si è finalmente concretizzata. Il Regno Unito lascia l’Unione Europea e più volte ci si è espressi su quelle che saranno le conseguenze, dal punto di vista politico, economico e commerciale, per il vecchio continente a seguito di questo divorzio.  Ma cosa lascia la Brexit al Regno Unito? Qual è la sua situazione politica adesso?
 
La Brexit ha scatenato tante polemiche e soprattutto ha fatto emergere (e riemergere) questioni potenzialmente destabilizzanti. Ricordiamo innanzitutto come il referendum, ormai avvenuto parecchio tempo fa, che ha portato alla nascita della Brexit non si sia espresso con una maggioranza schiacciante, tutt’altro, alcuni Paesi del Regno Unito hanno manifestato in gran maggioranza di voler restare all’interno dell’Unione Europea, alcuni casi spinosi del passato sono riemersi e hanno messo in difficoltà le trattative per completare con successo il divorzio tra UE e Regno Unito, vedi il caso dell’Irlanda del Nord e l’ipotesi di “confine duro” con l’Irlanda che rischiava di far riaffiorare vecchie tensioni che ormai da decenni sconquassano gli equilibri nell’isola irlandese.
 
A tutto ciò va adesso ad aggiungersi l’attuale posizione del primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, che sta ribadendo la sua volontà di staccarsi da Londra in quanto la Scozia non ha scelto la Brexit, non a caso il Paese ha votato in gran parte a favore del Remain durante il referendum. Sturgeon chiede un referendum e la possibilità di staccarsi da Londra per poter decidere il proprio futuro all’interno dell’Unione Europea, chiaro che l’ideale sarebbe un referendum legale ma non esclude a priori la possibilità di un referendum unilaterale se non dovesse arrivare l’ok di Londra. Le basi per l’evolversi di una situazione incandescente e che rischia di spaccare il Regno Unito iniziano a farsi concrete e non dimentichiamo che, nel caso dovessero evolversi gli attriti tra Scozia e Londra, l’Irlanda del Nord già in fermento potrebbe essere fomentata e a quel punto la situazione potrebbe precipitare.
 
Ciò a cui stiamo assistendo adesso va osservato con attenzione e Boris Johnson sta già iniziando a muoversi per rafforzare l’unione tra i Paesi del Regno Unito, puntando forte sulle infrastrutture. Forte è negli ultimi tempi rilanciare l’idea della costruzione del ponte che unisca la Scozia all’Irlanda del Nord, chiaro come tutto ciò sia da considerarsi un importante segnale dal punto di vista politico in quanto il ponte (di cui ancora è da capire quanto sia effettivamente fattibile) sarebbe il primo legame fisico tra Scozia e Irlanda del Nord, guarda caso proprio quelli che negli ultimi tempi stanno minacciando la separazione dal Regno Unito (la Scozia verso l’indipendenza e l’Irlanda del Nord verso la riunificazione con la repubblica irlandese).
Sarebbe così avventato dire, un giorno, che la Brexit non solo è stata la causa della fine del rapporto tra UE e Regno Unito… ma anche l’inizio della fine per il Regno Unito?
 
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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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