Si attende il 12 dicembre per le nuove elezioni, sarà un punto cruciale per il Regno Unito e sugli scenari futuri che andrebbero a ricadere anche sul tema più caldo del momento: Brexit. Qual è la posta in palio? Cosa potrà dirci il post-elezioni riguardo al futuro del Regno Unito e della Brexit?

Ricordiamo i due schieramenti: da un lato i conservatori di Boris Johnson, che in caso di vittoria certificherà la Brexit, dall’altra i laburisti che invece vogliono rivedere gli accordi per poter mantenere una più stretta relazione con l’Unione Europea e offrire un secondo referendum per convalidare o meno l’accordo per uscire dall’Europa.La situazione è alquanto delicata e può essere decisiva per i futuri risvolti del Regno Unito, ciò che passa all’occhio è che ci troviamo di fronte alla prima e vera occasione per poter fare un passo indietro e riportare in auge (concretamente) l’idea di restare in Europa, cosa che finora non si è mai vista negli ultimi anni travagliati in cui le trattative tra UK e UE si sono susseguite l’una dopo l’altra.

Le elezioni potrebbero essere determinanti per ridare linfa al “remain”, sarà curioso vedere come si evolverà il tutto e come gli elettori si comporteranno, chiaro che il fattore Brexit sarà determinante nell’esito delle elezioni e bisogna capire quanto il tema abbia effettivamente logorato l’opinione pubblica generale che voterà per Johnson di modo da “farla finita”, oppure tornerà sui suoi passi e ridarà linfa a quel remain che di questi tempi sta tornando prepotentemente a essere caldeggiato.

La questione Brexit ha del paradossale, tiene banco ormai da anni e continua a far discutere, si è parlato tanto di accordi, modalità, trattative su trattative, ma in fondo questo cordone ombelicale è sempre stato difficile da tagliare.

Perché? Cosa lega ancora il Regno Unito all’Unione Europea?

È sicuramente un discorso molto lungo e articolato che va a racchiudere anni e anni di storia del Regno Unito e del suo rapporto un po’ controverso con l’Unione Europea, il fenomeno dell’integrazione europea è sempre stato arginato e, per certi versi, quasi ostacolato da un Regno Unito che fin da quando la comunità europea ha preso vita ha sempre cercato di mantenere intatta la sua sovranità e si è sempre mostrata poco incline al “delegarla” al diritto comunitario. È molto difficile trovare un inglese “europeista”, il sogno di un’Europa unita non è mai stato forte in Regno Unito, tuttavia col tempo sembra ci sia stia rendendo conto di quanto importante sia stato negli ultimi anni poter godere dell’UE soprattutto dal punto di vista economico (mercato comune), che in fin dei conti è sempre stato il motivo principale per il quale il Regno Unito non ha mai avuto niente in contrario rispetto all’Unione Europea.

È un po’ come pensare a un divorzio, in cui una delle due parti crede di non amare più l’altra, ma la lontananza gli fa capire quanto forse sia stato avventato nei suoi pensieri e, in fondo, un legame c’è e non andrebbe tagliato con troppa nonchalance. Il voto del 12 dicembre (forse) toglierà ogni dubbio e spianerà la strada verso l’epilogo di una storia che più che mostrarci il vero desiderio del Regno Unito, ne ha mostrato le incertezze.

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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