L’economista Paulo Guedes, Ministro dell’Economia del governo Bolsonaro, è stato definito recentemente dal Presidente brasiliano ‘l’uomo che decide l’economia del Brasile’. Quale potrà essere il futuro dell’economia brasiliana, se a condurla c’è un instancabile sostenitore di politiche economiche di matrice neoliberale?

Il Presidente Bolsonaro, durante una recente conferenza stampa a Brasilia, di fronte alla sede del Palácio da Alvorada, sua residenza ufficiale, ha dichiarato che ‘l’uomo che decide l’economia del Brasile è uno solo: si chiama Paulo Guedes’. Sarà lui che deciderà le sorti dell’economia brasiliana e che il Paese dovrà far tesoro delle sue preziose raccomandazioni.

Chi è Paulo Guedes, Ministro dell’Economia del governo Bolsonaro?

Paulo Roberto Nunes Guedes, attuale Ministro dell’Economia del governo Bolsonaro, proviene da una famiglia di classe media di Rio de Janeiro, ed ha conseguito un dottorato in economia presso la famosa Università di Chicago, rinomata culla del pensiero neoliberale che ha avuto come suoi studenti, tra gli altri, Milton Friedman e George Joseph Stigler, entrambi vincitori del premio Nobel per l’economia.

Instancabile sostenitore di politiche economiche ultra-liberali, Guedes era in Cile negli anni 70 durante la dittatura militare di Pinochet, quando i cosiddetti Chicago boys, ovvero quel gruppo di giovani economisti cileni che avevano anch’essi studiato presso l’Università di Chicago, sono intervenuti nell’economia del Paese portandola, secondo le parole del Ministro dell’Economia, ad essere ‘ricca come la Svizzera’. Una forte austerità fiscale, un’apertura del mercato, un cambio flessibile, la riforma delle pensioni basata su un sistema di capitalizzazione, la riforma del lavoro, la diminuzione della spesa pubblica e le privatizzazioni sono alcune delle misure economiche di stampo neoliberale adottate in quel periodo, che hanno condotto il Chile verso una rapida crescita economica.

Nel 2018 Guedes decide di accettare la proposta fatta da Bolsonaro di guidare il Ministero dell’Economia, sostenendo già da subito quali saranno le tre priorità della sua amministrazione: riforma delle pensioni, privatizzazioni e semplificazioni fiscali.

Per il Ministro dell’Economia, il successo elettorale del Presidente Bolsonaro si deve soprattutto a quella parte conservatrice del Paese che difende l’ordine e i valori della classe media e che è stanca della corruzione in ambito politico, della recessione economica e della mancanza di sicurezza pubblica. Per Guedes, in un Paese come il Brasile, sempre sull’orlo di crisi e disordini, Bolsonaro rappresenta colui che può finalmente portare l’ordine, mentre lui, liberale, contribuirà a portare il progresso, gli stessi ‘ordine e progresso’ impressi sulla bandiera brasiliana.

Secondo quanto afferma Guedes, sia lui, sia Bolsonaro, mirano a rinnovare il Brasile e a liberare i giovani brasiliani da quel ‘fardello socialista’ rappresentato dal Partito dei Lavoratori (PT) guidato dall’ex Presidente Lula da Silva. Il Partito dei Lavoratori (PT), coinvolto in uno dei più grandi scandali di corruzione del Brasile, è infatti colpevole, nelle parole del “guru” di Bolsonaro, di aver trascinato il Paese verso una grande recessione.

Durante una recente riunione ministeriale del governo Bolsonaro, resa pubblica dal Supremo Tribunale Federale (STF), ovvero la Corte Suprema del Brasile, prova nell’inchiesta che vede il Presidente della Repubblica indagato di presunta interferenza politica nella Polizia Federale, il Ministro dell’Economia ha ammesso come sia necessaria la riduzione della spesa pubblica per evitare di far collassare il Paese, come successe durante i governi degli ex Presidenti Dilma Roussef e Lula da Silva.

Per Guedes, il ‘cammino dello sviluppo’, basato su un’ingente spesa pubblica, ad esempio, per finanziare programmi sociali o per cercare di ridurre il divario tra le varie regioni del Brasile, non è la strada da seguire se non si vuole che il Paese ‘finisca come ai tempi in cui al governo c’era il Partito dei Lavoratori (PT)’, ovvero contrassegnato da stagnazione e conseguente recessione economica. 

Quale potrà essere il futuro dell’economia brasiliana guidata da Paulo Guedes?

La pandemia del nuovo coronavirus ha in parte compromesso la politica economica ultra-liberale del Ministro Guedes, basata su responsabilità fiscale, riforme strutturali ed investimenti privati. Per far fronte ad una situazione sanitaria sempre più precaria, è stato necessario infatti un ingente stanziamento di risorse economiche, considerato però dal Ministro dell’Economia soltanto come una spesa ‘eccezionale’ che non cambierà la rotta finora imboccata dal governo Bolsonaro in ambito economico.

Sicuramente due sono le domande a cui il Brasile, passata l’emergenza di Covid-19, dovrà rispondere. La prima è se il Paese si potrà permettere e potrà reggere ad una drastica riduzione delle spese sociali, come auspicato dal Ministro Guedes. Infatti, secondo quanto presentato dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), il Brasile è il settimo Paese più diseguale al mondo, con 52,5 milioni di persone vivendo in povertà e 13,5 milioni in estrema povertà che beneficiano dei contributi economici dei programmi sociali del governo federale. Gli stessi programmi sociali che nel 2020 hanno subito dei forti tagli di spesa.

La seconda è se ‘l’unione’ Guedes – Bolsonaro durerà ancora a lungo. Infatti, nonostante il Presidente Bolsonaro sembri dare piena fiducia al Ministro dell’Economia, è evidente come un sempre maggiore conservatorismo da parte del Presidente della Repubblica si scontri con un sempre maggior liberalismo in ambito economico promosso da Paulo Guedes.

A fine aprile il governo Bolsonaro ha presentato il nuovo piano di ripresa economica e sociale post pandemia di Covid-19 denominato ‘Pró-Brasil’, che prevede lo stanziamento di ingenti risorse per finanziare investimenti in opere pubbliche e concessioni. Per far fronte alle conseguenze della crisi del nuovo coronavirus, il Presidente della Repubblica ritiene infatti sia necessario un grande investimento da parte del governo federale, per favorire una ripresa economica e garantire l’occupazione, al contrario del Ministro dell’Economia che da sempre si oppone all’aumento della spesa pubblica.

Per il ‘superministro’ del governo Bolsonaro non sembrano esserci dubbi: una ripresa dell’economia sarà possibile solo grazie agli investimenti privati, e minimizza il piano ‘Pró-Brasil’ come un insieme di ‘studi aggiuntivi’ che fanno parte del programma economico redatto dal Ministero dell’Economia per favorire il recupero della stabilità fiscale brasiliana. Il futuro dell’economia brasiliana si dovrà basare sul controllo della spesa pubblica, perché in fin dei conti, secondo Guedes, un eccesso di spesa altro non fa che ‘corrompere la democrazia’ e il Brasile deve percorrere un cammino verso la ‘prosperità’ e non un cammino di ‘disperazione’, per evitare che diventi come l’Argentina o il Venezuela.

 

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Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso

Sono Nicole Bruttomesso, analistae redattoreI ARI per l’America Latina.Possiedo una formazione accademica ed esperienza professionale nell’ambito delle relazioni ed economia internazionali, delle politiche sociali e della comunicazione, maturate tra l’Europa e il Sudamerica. Attraverso lo IARI intendo promuovere sul panorama italiano le dinamiche geopolitiche della regione latino-americana, occupandomi principalmente di Sudamerica ed in particolare di Brasile.
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