Quest’anno il tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente (World Environment Day) è stata la biodiversità, tema d’interesse tanto urgente quanto esistenziale. La biodiversità sta attualmente attraversando una vera e propria crisi, a causa dell’agire indiscriminato dell’uomo a danno della natura. Questo cosa comporterà per il nostro futuro?

Contesto

Quest’anno la Colombia ha ospitato la Giornata Mondiale dell’Ambiente, che, sancita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972 mediante la Risoluzione 2994 (A/RES/2994 (XXVII), è celebrata ogni anno il 5 giugno dal 1974. La data fu scelta per ricordare la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente tenutasi a Stoccolma dal 5 al 16 giugno del 1972, fu in questa occasione, infatti, che venne adottata la Dichiarazione di Stoccolma che definì i 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente. Questa giornata coinvolge attualmente governi, imprese, celebrità e cittadini esortandoli ad indirizzare un maggiore impegno e interesse verso le questioni ambientali. Negli anni l’obiettivo della Giornata è stato quello di “dare un volto umano alle questioni ambientali, facendo sì che le persone diventino agenti attivi dello sviluppo equo e sostenibile; accrescere la consapevolezza che le comunità sono di importanza fondamentale per il cambiamento dell’atteggiamento riguardo le questioni ambientali; promuovere partnership che garantiranno a tutte le nazioni e popolazioni un futuro sicuro e prospero”, ha dichiarato l’ONU. Eventi recenti, dagli incendi boschivi avvenuti in Brasile, negli Stati Uniti e in Australia, alle infestazioni di locuste in buona parte dell’Africa orientale, fino a giungere all’attuale pandemia, dimostrano pertanto l’interdipendenza tra gli esseri umani e le altre specie viventi. La salvaguardia dell’ambiente è al centro dell’Agenda 2030 che dedica uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), precisamente l’Obiettivo 15, a questo tema: “Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità”. Tuttavia, nonostante le tante convenzioni internazionali, le esortazioni da parte delle Nazioni Unite e gli innumerevoli benefici offerti dalla natura, si continua a danneggiare il pianeta.  Sorge dunque spontanea una domanda: conosciamo davvero l’importanza della biodiversità?

Biodiversità. Di cosa parliamo?

Biodiversità, o anche detta diversità biologica, è un termine usato per descrivere l’enorme varietà di vita sulla Terra, dalle piante agli animali, dai batteri ai funghi. Il termine è relativamente recente. Fu impiegato come concetto per la prima volta nel 1968 dall’ecologo Raymond Dasmann e, qualche anno dopo, dal biologo Thomas Lovejoy (conosciuto come il “padrino della biodiversità”) nel suo libro Conservation biology. Solo più tardi, nel 1988, apparve esattamente come “biodiversità”, nel libro dallo stesso autore, una raccolta di saggi curata da Edward Wilson, biologo ed evoluzionista americano. Più formalmente, la biodiversità si compone di diversi livelli, partendo dai geni, dunque dalle singole specie, poi dalle comunità di creature viventi, fino ad arrivare ad interi ecosistemi, come foreste o barriere coralline, dove la vita si interseca con l’ambiente fisico. Queste miriadi di interazioni hanno reso la Terra abitabile per miliardi di anni. Il termine può altresì essere utilizzato più specificamente per riferirsi a tutte le specie presenti in una regione o ecosistema, quindi la varietà di vita che risiede in uno specifico luogo sulla Terra, così come anche la totalità di essa presente sul nostro pianeta. Gli scienziati stimano che esistono circa 8,7 miliardi di specie di piante ed animali, la maggior parte dei quali insetti. Tuttavia, molte specie devono ancora essere scoperte. La biodiversità terrestre risulta essere maggiormente concentrata nei pressi dell’equatore, grazie al clima caldo (Gaston, 2000), mentre la biodiversità marina tende a concentrarsi lungo le coste del Pacifico occidentale, dove la temperatura della superficie del mare è più alta e nella fascia medio-latitudinale in tutti gli oceani. Si stima che Paesi come la Colombia e il Kenya contino ciascuno più di 1000 specie di uccelli nidificanti, mentre le foreste della Gran Bretagna e del Nord America orientale ne ospitino meno di 200. Così come una delle barriere coralline al largo dell’Australia settentrionale può contare circa 500 specie diverse di pesci, mentre il litorale roccioso del Giappone riesce ad ospitarne soltanto 100.

Perché la biodiversità è importante?

La biodiversità è la base della vita sulla Terra e negli oceani. Riguarda ogni aspetto della stessa vita umana, in quanto fornisce aria, acqua pulita, conoscenze scientifiche, medicinali, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. La modifica o la rimozione di un solo elemento parte di questa rete genera ripercussioni sull’intero sistema vitale potendo produrre conseguenze altamente negative. Inoltre, gli ecosistemi forniscono servizi cruciali come l’impollinazione, la dispersione dei semi, la regolazione del clima, la purificazione delle acque, il ciclo dei nutrienti e il controllo dei parassiti agricoli. La biodiversità rappresenta anche un valore di tipo culturale per l’uomo, dal punto di vista religioso e spirituale. Alcune aree del mondo, come il Brasile, il Messico, il Madagascar e il Sudafrica, contano una diversità nettamente più vasta di altre aree del pianeta. Le aree con livelli estremamente alti di biodiversità sono chiamate hotspot. In tutto il mondo si identificano 36 hotspots. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2010 l’anno internazionale della biodiversità (International Year of BiodiversityIYB), una dichiarazione annuale intesa a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della biodiversità e a rafforzare gli sforzi di conservazione. Molti degli obiettivi volti alla conservazione promossi dall’IYB sono riemersi periodicamente nelle successive campagne di sensibilizzazione delle Nazioni Unite, per citarne alcune: l’Anno internazionale delle foreste (2011), l’Anno internazionale del suolo (2015) e l’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo (2017).

L’importanza di preservare la biodiversità

Le azioni umane, come la deforestazione (che ha visto la perdita di ben 32 milioni di ettari di foreste tra il 2010 e il 2015), l’invasione di habitat faunistici, l’agricoltura intensificata, l’inquinamento, la crescita della popolazione e l’accelerazione dei cambiamenti climatici, sono tutte minacce alla biodiversità, spingendo la natura oltre i propri limiti. Queste minacce hanno portato all’estinzione di moltissime specie nel corso del tempo, ed alcuni scienziati stimano che la metà della totalità delle specie sulla Terra sarà spazzata via entro il prossimo secolo. Ci vorrebbero 1,6 pianeti Terra per soddisfare le richieste dell’uomo alla natura ogni anno e se si continua su questa strada la perdita di biodiversità avrà gravi ripercussioni sullo stesso genere umano, comportando il collasso dei sistemi alimentari e sanitari.

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020

“È il momento per la natura (It’s time for nature)” è il motto dell’edizione 2020. Una frase che invita a riflettere sul rapido declino della biodiversità della Terra. Una sorta di estinzione di massa che attualmente vede a rischio circa un milione di specie viventi. Mettere quindi un freno alla perdita di biodiversità è l’unico modo per ripristinare e sostenere un pianeta sano. Ciò sarà possibile solo quando si comprenderà pienamente la rete della vita cui è legata ogni specie vivente. È tempo di mettere la natura al centro dei processi decisionali. Da qui l’appello dell’ONU a tutti i Paesi per far crescere la consapevolezza dei cittadini su temi così delicati, al fine di stimolare azioni concrete. Durante tutto il 2020 sono previsti numerosi eventi in diversi Paesi, molti dei quali online e in streaming a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19. Pertanto, l’UNEP ed i suoi partner stanno aiutando i vari Paesi a sviluppare i propri piani d’azione strategica a livello nazionale sulla biodiversità. L’UNEP supporta anche importanti piattaforme volte ad approfondire la conoscenza sugli ecosistemi e sulla biodiversità, come Global Forest Watch, Global Peatlands Initiative e Interfaith Rainforest Initiative. Dunque, sono necessari grandi sforzi da parte di tutta la Comunità internazionale per preservare la biodiversità e proteggere le specie in pericolo e i loro habitat tanto ora quanto nel prossimo futuro. Dare alla natura lo spazio e la protezione di cui ha bisogno è l’unica risposta.

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