Mercoledì 8 aprile, Bernie Sanders ha comunicato ufficialmente la decisione di sospendere la sua campagna per le primarie democratiche. Il senatore del Vermont, che nonostante l’età avanzata, grazie alle sue idee progressiste, ha conquistato l’attenzione e la stima dei giovani democratici americani, ha deciso di sospendere la propria corsa alla nomination democratica per la Casa Bianca, lasciando al suo rivale, Joe Biden, un sentiero libero verso le elezioni presidenziali.

Nel comunicare la sua decisione, Sanders ha speso parole di supporto per l’ex vice presidente di Obama, facendo intendere la necessità che il partito democratico si unisca dietro un unico candidato. Il partito ha quindi scelto il candidato democratico alle presidenziali molto prima del previsto: i due candidati alla Casa Bianca non erano mai stati individuati così presto negli ultimi vent’anni.

La fine relativamente precoce della corsa democratica, è sicuramente inaspettata considerando come è iniziata: più di venti candidati erano in lizza per la nomination. Biden dopo un inizio timido e deludente è stato in grado di riprendersi e, dopo il primo Super Tuesday, è ritornato a ricoprire il ruolo di candidato più papabile alla nomination, lasciando a Sanders scarse possibilità di vittoria.

La scelta di sospendere la campagna e permettere così al partito di unire le forze a favore di un unico candidato, certamente non assicura la vittoria, ma potrebbe ridurre le probabilità di una sconfitta. Durante le presidenziali del 2016, Sanders fu accusato di essere rimasto troppo tempo nella corsa democratica alla nomination e, una volta ritiratosi, di non aver fatto abbastanza per convincere i suoi sostenitori a votare la sua rivale Hillary Clinton, permettendo così al candidato repubblicano, Donald Trump, di avere la meglio.

La decisione di mercoledì è sicuramente contrastante con le scelte del 2016, ma la crisi causata dal coronavirus ha sicuramente avuto un ruolo in questa scelta. L’annuncio di Sanders ai suoi sostenitori arriva in live streaming dalla sua casa in Vermont, il senatore ha dichiarato: “Prendendo coscienza della la crisi che sta colpendo la nazione, esasperata da un presidente che non vuole o non è in grado di fornire alcun tipo di leadership credibile, non posso continuare a condurre una campagna che non può vincere, e che interferirebbe con l’importante lavoro richiesto a tutti noi”.

Il “lavoro” cui fa riferimento Sanders, sarebbe sicuramente quello di impegnarsi a evitare un secondo mandato al presidente in carica, ma anche quello di perseguire politiche progressiste e renderle sempre più presenti nel dibattito politico americano. Per fare ciò, il senatore del Vermont, nel suo messaggio ai sostenitori, ha comunque precisato che, nonostante la sua campagna sia effettivamente sospesa, egli ha intenzione di rimanere candidato fino alla fine, in modo tale da conquistare un considerevole numero di delegati e quindi avere la possibilità, alla convention democratica, di esercitare un’ influenza più progressista e socialdemocratica possibile.

Poco dopo l’annuncio di Sanders, Biden ha ringraziato il senatore del Vermont in una lunga dichiarazione, sottolineando che Sanders continuerà ad avere un forte impatto politico su queste elezioni e su quelle che verranno.

Il candidato democratico ha infatti dichiarato: “Bernie ha messo il cuore e l’anima non solo nella corsa alla presidenza, ma anche per le cause e le questioni a cui si è dedicato per tutta la vita. […]So quanto sia stata difficile per lui una decisione del genere – e quanto lo sia per i milioni di suoi sostenitori – soprattutto i giovani elettori – che sono stati ispirati e stimolati e portati in politica dall’agenda progressista che ha sostenuto”.

Tuttavia, non sarà del tutto semplice per Sanders convincere i suoi elettori a votare per Biden. Infatti, in un sondaggio di ABC News/Washington Post del mese scorso, ben il 15% dei sostenitori del senatore ha dichiarato che avrebbe votato per Trump se Biden fosse stato il candidato democratico.

In merito ai possibili scenari futuri, è giusto riconoscere che, nonostante le sue lampanti debolezze, Biden avrà sicuramente più possibilità di quante ne ebbe la Clinton nel 2016 di ottenere i voti dei bianchi facenti parte della classe operaia negli stati industriali che, nelle ultime elezioni, votarono per Trump consegnandogli le chiavi della Casa Bianca.

Inoltre, fino a oggi, Barack Obama, ancora non ha dato l’endorsement al suo ex vicepresidente. Tuttavia, con il ritiro di Sanders, la possibilità che Obama appoggi ufficialmente e attivamente l’unico candidato democratico rimasto in gara diventa sicuramente più concreta.

Fonti

https://eu.usatoday.com/story/news/politics/elections/2020/04/08/step-one-done-sanders-out-joe-biden-gets-early-start/2969990001/

https://eu.usatoday.com/story/news/politics/elections/2020/04/08/bernie-sanders-drops-out-2020-presidential-race-joe-biden-surges/4919641002/

https://www.nytimes.com/2020/04/08/us/politics/bernie-sanders-drops-out.html

 

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