Nonostante le tensioni legislative che hanno scaldato lo scenario politico beninese nell’aprile 2019, oggi il Paese registra una crescita costante sia per quanto riguarda la dimensione economica che per quanto riguarda il benessere sociale. Il tasso di povertà è ancora alto eppure una serie di riforme strutturali e di investimenti mirano a garantire lo sviluppo interno. Inoltre, importanti misure finanziarie sono state adottate per gestire il debito pubblico del Paese.

Gli episodi di violenza che si sono manifestati all’interno della Repubblica del Benin nel periodo immediatamente successivo le elezioni dell’aprile 2019 sembrano essere ormai solo un ricordo. Oggi, il Paese presenta un sistema politico democratico e stabile. Un elemento importante che ha dato al Paese la possibilità di garantire una tale pace e stabilità è la maggioranza assoluta in Parlamento di cui gode l’organo legislativo (composto da 83 deputati). Questa situazione ha certamente favorito l’approvazione di riforme che hanno modificato l’assetto politico del Paese rendendolo meno frammentato. Ne è un esempio la riforma relativa alla creazione di una nuova Carta dei partiti politici votata dall’Assemblea Nazionale nel settembre 2018 e che ha costretto numerosi piccoli partiti e movimenti a riorganizzarsi. Oggi il Benin riconosce circa una decina di partiti politici. Un numero certamente ridotto rispetto ai circa 200 mini partiti presenti prima della riforma.

Tutti i presupposti lasciano prevedere che le prossime elezioni comunali e locali, programmate per giugno di quest’anno, si svolgeranno in un clima di trasparenza e sicurezza.

L’attuale Presidente della Repubblica Patrice Taloni ha vinto le elezioni presidenziali nel marzo 2016 avanzando un programma politico che lo vedeva attivo principalmente nella lotta alla corruzione dilagante nel Paese e nell’attuazione di programmi di risanamento dei settori dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria. Secondo i dati del Corruption Perceptions Index 2019 ii(pubblicati annualmente dall’organizzazione internazionale Transparency International), il Benin è collocato all’80esimo posto in una classifica di 180 Stati.

Sul fronte economico e commerciale, gli scambi commerciali con la Nigeria sono stati di vitale importanza per il Paese. Difatti hanno rappresentato circa il 20 % del PIL totale rendendo il Benin dipendente economicamente per quanto riguarda l’importazione ed esportazione di alcune risorse primarie. Tuttavia, la Nigeria dal novembre dello scorso anno ha deciso di chiudere le frontiere terrestri con i Paesi vicini per porre fine al contrabbando ma provocando perdite economiche significanti. L’accordo di libero scambio (AfCFTA) firmato dal Benin nel luglio 2019 che sarà operativo dal luglio 2020 rappresenta una chance di recupero economicoiii. Negli ultimi anni, il Paese sta adottando una strategia volta a ridurre il livello di importazioni nel Paese e che piuttosto favorisce le esportazioni. La crescita economica del Benin non è data esclusivamente dagli scambi commerciali ma anche da una forte produzione agricola e del cotone. Anche l’attività portuale ha subito una netta crescita (+8,5% nel 2018).


Fiori di Cotone

Essendo il turismo la seconda fonte di guadagno del Paese, si sta puntando ad accrescere il potenziale turistico di alcune zone in modo da aumentare gli introiti.

Insomma, è evidente che negli ultimi anni il Paese si sta impegnando seriamente per ottenere più disponibilità economica possibile in modo da contenere il debito pubblico e restituire i finanziamenti chiesti in passato. L’Unione Europea, l’African Development Bank, le agenzie delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale sono i principali partner economici e finanziari del Paese. Queste organizzazioni ed istituzioni internazionali hanno fornito aiuti e supporti in modo da affrontare le nuove sfide di sviluppo. Il governo beninese nel 2016 ha adottato il Government Action Program (GAP) 2016-2021: Revealing Beniniv, un piano di sviluppo strutturato intorno a 45 progetti specifici volti a migliorare la produttività e le condizioni di vita della popolazione. Il GAP ruota intorno a tre pilastri principali:

  1. Consolidare la democrazia, il ruolo della legge e favorire una governance efficace;

  2. Riformare la struttura economica del Paese;

  3. Migliorare l’ambiente di vita per la popolazione.

I 45 progetti toccano circa nove settori specifici, ossia: turismo, agricoltura, infrastrutture, digital ecoomy, elettricità, ambiente di vita e sviluppo sostenibile, istruzione (con il progetto IKIC – Establishment of an International Knowledge and Innovation City), accesso all’acqua potabile e miglioramento di impianti idrici e protezione sociale.

Inoltre, nel gennaio dello scorso anno è stato lanciato un piano di sviluppo nazionale (NDP) per il periodo 2018-2025 volto a realizzare i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Agenda 2030 del piano di azione delle Nazioni Unitev.

In modo particolare il nuovo piano di partenariato del Gruppo della Banca Mondiale con il Benin per il periodo 2019-2023 (Benin-Country partnership framework for the period of FY19-FY23 – World Bank Groupvi) è stato approvato a giugno 2018. La strategia prevista dal piano di partenariato con il Gruppo della Banca Mondiale è allineata con quella del piano di sviluppo del governo beninese. Il piano è strutturato in tre focus area:

  1. Trasformazione strutturale dell’economia per promuovere la competitività e la produttività;

  2. Investimenti in capitale umano;

  3. Aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilità climatica del Benin.

Gli impegni del Gruppo della Banca Mondiale ammontano a circa 930 milioni di dollari.

Le sfide che il Paese sta affrontando sono numerose e di certo non di facile realizzazione. Eppure non sono impossibili.

 Fonte della fotografia: http://beninconsolatonapoli.it/?page_id=228 Sito-web ufficiale Consolato del Benin a Napoli, sezione Galleria.http://beninconsolatonapoli.it/

Nonostante gli sforzi estesi a tutti i settori di interesse del Paese, particolare importanza dev’essere data all’obiettivo di riduzione della povertà e a rafforzare i campi della sanità e dell’istruzione. A questo proposito, il Benin è stato destinatario di numerosi aiuti mirati a finanziare il settore dell’educazione primaria e secondaria. Un contributo determinante è stato fornito dal programma Benin Global Partnership for Education cofinanziato dalla Banca Mondiale e dal governo della Repubblica del Benin attivo dal marzo 2014 all’aprile 2018vii. L’impegno deve continuare ad essere costante anche per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Ancora oggi le strutture sanitarie locali sia pubbliche che private sono inadeguate e questo giustifica le numerose cooperazioni con gli Stati europei. Un esempio è il legame di cooperazione internazionale con l’Italia che si occupa direttamente, mediante l’azione delle istituzioni diplomatiche (ambasciata e consolati), di attivare partnership con Enti Pubblici, con Associazioni Onlus ed enti privati per offrire al Paese africano supporto umanitario e assistenza sociale e sanitaria.

ii Biographie du Président de la République du Benin Patrice Talon https://presidence.bj/home/la-presidence/le-president/biographie/

iv GOVERNMENT ACTION PROGRAMME 2016-2021: Revealing Benin, Presidency of the Republic of Benin

vi Benin-Country partnership framework for the period of FY19-FY23 – World Bank Group

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