Nella giornata di domenica ventotto luglio le autorità siriane della provincia sud-orientale di Daraa hanno rinvenuto diversi depositi di armi e munizioni abbandonate da terroristi e, probabilmente, da gruppi dell’opposizione, tra le città di Khirbet Ghazala e al-Gharyia al-Sharqyia, situate nell’area periferica, spesso utilizzata come base dai ribelli per condurre attacchi contro i governativi siriani. Le fonti pro-regime non hanno riferito quale organizzazione abbia potuto disfarsi di armi automatiche, munizioni, strumenti di comunicazione e proiettili di mortaio ma la cosa certa è che Assad e i suoi uomini continuano a monitorare la situazione della provincia di Daraa che resta tutt’altro che tranquilla.

Negli ultimi mesi la provincia in questione è stata teatro di diversi attacchi armati, soprattutto contro checkpoint governativi. Si sono verificati, inoltre, scontri sporadici tra uomini armati, probabilmente legati a ciò che resta dell’ormai indebolita opposizione, e le autorità locali. Dopo esser stata oggetto di un accordo di riconciliazione tra il regime e l’opposizione in seguito alla vittoria dei lealisti contro gli insorti nel luglio dello scorso anno, la provincia di Daraa ha potuto godere di una maggiore autonomia che, tuttavia, non è servita per lenire le tensioni tra la popolazione che si sente ancora tradita dal regime. L’economia della provincia in questione resta critica, e l’opposizione, spaccata al suo interno, non può far altro che adeguarsi ai provvedimenti di Assad che cerca così di limitare l’autonomia dell’area per evitare che le violenze sporadiche possano trasformarsi in un’ulteriore spina nel fianco da aggiungersi a Idlib.

Daraa rischia di diventare una nuova fucina di violenze nonostante qui l’opposizione siriana abbia ridotto la propria postura rispetto agli anni scorsi e al 2011. Il regime siriano deve necessariamente tenere sotto controllo tale provincia per non trovarsi a far fronte ad un’eventuale area calda come Idlib. Permettere all’opposizione di ricompattarsi e guidare le azioni violente potrebbe causare la perdita del controllo sulle aree meridionali, fondamentali per il regime per ripristinare il commercio con la Giordania. Daraa non sarà una Idlib 2.0 ma sottovalutare anche le violenze sporadiche potrebbe rivelarsi un errore nel futuro post-conflitto, in cui il regime ambisce a riportare sotto il proprio controllo tutti i territori del proprio Paese.

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