Fino a qualche tempo fa si pensava a una Angela Merkel ormai prossima al passo d’addio, dopo aver dominato la scena politica europea per quasi 20 anni sembrava finalmente giunta al canto del cigno, eppure eccola di nuovo lì a dover gestire una delle situazioni più complicate nella storia dell’Unione Europea (se non la più complicata in assoluto) che è stata messa in ginocchio dalla pandemia. A partire dall’1 luglio la Germania potrà decidere l’agenda dei lavori comunitari, la palla passa dunque alla Cancelliera tedesca che nella pandemia ha trovato una vera e propria rinascita politica. 

La Germania è stata uno dei Paesi che meglio ha combattuto l’emergenza Covid-19, si è fatta trovare pronta, con un sistema sanitario efficiente e ben collaudato, la situazione drammatica che ha toccato Paesi come Italia e Spagna è stata sapientemente evitata, un leader come la Merkel ormai prossima al passo d’addio ha improvvisamente ritrovato slancio e autorevolezza, non a caso tutto il Paese si è schierato con lei e gode di un consenso come non lo riceveva da tempo. Certo, un po’ in tutti i Paesi abbiamo notato come in momenti di grande difficoltà si sia sviluppato un forte attaccamento ai punti di riferimento istituzionali (vedi Conte in Italia), ma il quasi plebiscito di cui gode al momento la Merkel non può che rimandare quel passo d’addio che a inizio 2020 sembrava ormai palese sotto gli occhi di tutti.

Non è certo un momento “tranquillo” per riprendere le redini del comando, diciamo che al momento c’è tanta carne al fuoco e parecchie questioni delicate da attenzionare, da un lato abbiamo la più grande crisi economica fin dai tempi del dopoguerra, dall’altro abbiamo la questione Brexit ancora aperta ed è interesse della Merkel fare il possibile per arrivare a una soluzione che non comporti il no-deal (l’export tedesco ne uscirebbe molto penalizzato), dall’altro c’è anche la “grana” Stati Uniti con i quali negli ultimi tempi si è instaurata una freddezza non indifferente e il fatto che si vogliano chiudere i confini europei ai cittadini americani (accogliendo invece quelli cinesi) non esclude un peggioramento dei rapporti. Ricordiamo del “richiamo” della Merkel di un paio di mesi fa a Emmanuel Macron quanto questi denunciò apertamente la cosiddetta “morte cerebrale della NATO”, rinvigorendo il valore del Patto Atlantico per una realtà come l’UE che non dispone di una forza militare comune. Recuperare (o quantomeno non peggiorare) il rapporto con gli USA diventa quindi un passo fondamentale.

Le sfide che dovrà fronteggiare la Merkel sono numerose e complicate, in primis naturalmente quella “interna” che stanno attraversando (chi più, chi meno) tutti i Paesi europei. La crisi economica potrebbe rinforzare i sovranismi e i populismi che già da qualche anno stanno trovando sempre più consensi nel Vecchio Continente, all’iniziale risposta insufficiente data dall’Unione Europea di fronte alla pandemia adesso ci si sta iniziando a muovere verso dei passi concreti come il Recovery Fund europeo, ma questi soldi non arriveranno prima del 2021 e c’è quel MES “soft” recentemente istituito per combattere la crisi che desta ancora parecchi sospetti. Prendiamo il caso dell’Italia, Giuseppe Conte ha ribadito come il nostro Paese non abbia alcun bisogno del MES e a settembre attuerà il suo Recovery Plan per rilanciare l’economia del Paese, la Merkel spinge affinché l’Italia usufruisca del MES viste le sue condizioni di gran difficoltà alludendo al fatto che la crisi economica può essere una base per una crisi democratica. Considerazione legittima, ovviamente, ma è anche vero che la questione MES in Italia è molto delicata, il Movimento 5 Stelle è ancora fermo nella sua posizione contraria, così come gran parte dell’opposizione (Lega e Fratelli d’Italia), un eventuale sì al MES potrebbe essere la bomba perfetta per far esplodere il palazzo e la crisi politica arriverebbe nel momento peggiore possibile. 

Davvero la Merkel accoglierebbe di buon grado, in questo momento particolare, la caduta dell’attuale governo che sarebbe sostituito da uno di centrodestra? Non è opportuno incoraggiare l’Italia a usufruire del MES, la maggior parte degli italiani (a ragione o a torto che sia) ha ormai sviluppato una visione sospettosa nei confronti delle istituzioni europee, d’altronde sono le nostre stesse forze politiche che ormai da anni accalappiano consensi puntando il dito contro l’Europa “ladra” e “franco-tedesca” (vedi M5S, Fratelli D’Italia e Lega). 

Non meno importante è la questione legata al rapporto con gli Stati Uniti. Come anticipato prima, il rapporto con gli USA di Donald Trump negli ultimi anni è stato alquanto freddo (per usare un eufemismo), adesso la pandemia rischia di poter ulteriormente incrinare i rapporti visto che la direzione europea è quella di chiudere i propri confini ai cittadini americani, visto che negli States la pandemia è ancora in una fase cruciale e il numero di contagiati cresce esponenzialmente di giorno in giorno. A questo va ad aggiungersi, ed è chiaramente la questione che potrebbe suscitare maggior scalpore e indignazione da parte degli USA, l’apertura dei confini ai cittadini cinesi, a dimostrazione di come quest’ultimi stiano iniziando pian piano ad avvicinarsi sempre di più a quell’Europa che fin dai tempi del dopoguerra è sempre stata “territorio” americano. Sono mesi che il governo americano attacca la Cina sulla questione Coronavirus, dalle accuse di creazione in laboratorio fino a quelle di diffusione di dati falsi sullo sviluppo dell’epidemia, e adesso l’Europa riapre i confini proprio a loro chiudendoli agli USA? È vero, la situazione negli States è ancora complicata, ma è pur sempre un atto politico pesante.  

Riuscire a gestire una complicata situazione interna e anche i rapporti internazionali dell’Unione è un compito molto arduo che però vede in Angela Merkel forse la guida migliore possibile. La Merkel ha sempre attuato una politica volta alla ricerca di equilibrio, di dialogo, di compromesso, da un lato ha avuto critiche per la sua inadeguatezza nel prendere delle decisioni ferree, dall’altro per aver usato l’Unione ad eccessivo appannaggio di interessi filo-tedeschi, da molti viene vista come il dittatore-ombra che da anni tiene i fili in Europa (soprattutto in Italia) e ancora una volta si ritrova in una posizione di comando malgrado fosse ormai prossima al declino. L’abilità della Merkel è sempre stata quella di saper guardare con attenzione sia a destra che a sinistra, capire come ottenere il massimo risultato possibile senza mai tuttavia prendere una posizione rigida e ferrea contro o a favore di qualcuno, servirà tutta la sua abilità politica che per anni l’ha tenuta inchiodata al timone di una Germania che ancora oggi fa fatica a congedare. Sembra che il suo ruolo non sia ancora finito, anzi, questo potrebbe essere il momento più importante della sua carriera politica.    

The following two tabs change content below.
Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: