Sono passati trent’anni dalla caduta del muro di Berlino, eppure il divario fra Germania Est (ex Repubblica Democratica Tedesca) e Germania Ovest non è ancora del tutto attenuato: non soltanto sul piano economico ma anche su quello politico-sociale. Il simbolo politico che incarna perfettamente questa discrepanza è il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), il quale, negli ultimi sondaggi, risulta aver superato il partito Socialdemocratico (SPD), confermandosi come terzo partito dopo i Verdi e l’Unione Cristiano-Democratica.

Sono proprio negli ex Stati Federali della Repubblica Democratica Tedesca dove il partito guidato Alexander Gauland si presenta più forte e stabile: in particolare nella Sassonia, la quale capitale, Dresda, ha registrato negli ultimi tempi un aumento vertiginoso delle tensioni, portando il governo cittadino ad dichiarare uno stato d’emergenza a causa dei frequenti episodi di razzismo. Analogamente a quanto accade in Italia, all’Alternativa per la Germania, non manca il sostegno di gruppi dell’ultradestra come PEGIDA (movimento contro l’islamizzazione della Germania), che ogni lunedì sera manifesta nella capitale della Sassonia, luogo in cui è stata fondata nel 2014. Come molti dei partiti di estrema destra europei, anche l’AfD ha avuto profondi mutamenti interni negli anni precedenti.

Primi sondaggi del 2019 in Germania

Il partito venne fondato nel 2013 da Bernd Lucke, ponendo come temi centrali la contrarietà all’Unione monetaria e l’Euroscetticismo in chiave economica. Due anni dopo sarà Frauke Petry ad essere scelta come nuovo capo partito. Questo  episodio determinerà l’uscita di Lucke dall’AfD, ritenendo che il partito avesse preso una svolta troppo estremista, allontanandosi da quelli  che erano i punti da lui considerati principali. Ma il partito sembra diventare fin troppo estremista per Petry, che al contrario, vuole mantenere una linea più conservatrice, decidendo a sua volta nel 2017 di uscire e lasciando la guida ad Alexander Gauland. Ma cosa offre l’AfD per presentarsi davvero come alternativa per il paese? Per rispondere a questa domanda e per capire anche la rapida ascesa di questo partito nella Germania dell’Est, è necessario partire da una premessa storico-culturale.

È risaputo quanto la storia di un paese possa determinarne la cultura contemporanea: per quanto le due guerre mondiali e il nazionalsocialismo siano ormai considerati lontani dai giorni nostri, i tedeschi presentano dei segni indelebili di quel periodo che oggi influenzano la loro cultura. Il dopoguerra ha rappresentato un periodo in cui il popolo tedesco ha riflettuto molto sulla propria identità nazionale, ponendola fortemente in discussione. Tali idee hanno portato ad una cultura nazionale fortemente improntata sull’autocritica, nella quale le forti manifestazioni di orgoglio nazionale non sono sempre viste di buon occhio. Diversi storici sostengono che con la caduta del muro di Berlino si dovrebbe parlare dell’annessione della Germania dell’Es

L’AfD nei singoli Bundes tedeschi

t alla Germania dell’Ovest, piuttosto che di riunificazione tedesca: la caduta dell’Unione Sovietica rappresentò un punto di rottura troppo rapido, lasciando all’interno dell’ex Repubblica Democratica Tedesca un vuoto che la riunificazione nazionale non era riuscita a colmare.

Per i tedeschi dell’est gli anni che seguirono la caduta del muro hanno rappresentato un vero e proprio smarrimento della propria identità nazionale, poiché obbligati ad adeguarsi al modelli occidentali. La situazione economica disastrosa premeva affinché raggiungessero gli standard degli Stati federali dell’ovest. La Germania dell’Est cresceva così nell’ombra di quella dell’ovest e tali differenze sono tutt’ora visibili in diversi aspetti socio-culturali. In questo contesto risulta facile spiegare l’ascesa e il successo rapido di un partito fortemente nazionalista  come l’AfD, soprattutto nella ex Repubblica Democratica Tedesca, spaccando il paese in due frazioni politiche. L’AfD è solita far leva sull’identità perduta dell’Est così come ai numerosi anni di grande storia tedesca, a confronto dei quali il nazionalsocialismo ha rappresentato soltanto un “escremento d’uccello”, come sostenuto da Gauland nel 2018.

Al momento l’AFD non è al governo di alcuno Stato federale tedesco e sembrerebbe molto complicato riuscirci, poiché nessun partito è intenzionato a collaborare con il partito di estrema destra per la costruzione di un governo: il sistema elettorale tedesco favorisce le coalizioni, risultando per un singolo partito molto complicato raggiungere una maggioranza assoluta.

 

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: