Non solo l’Italia, non solo i propri alleati serbi e bielorussi. Nella scorsa settimana la Russia ha inviato un aereo cargo con mascherine e attrezzature mediche negli Usa, dove è atterrato all’aeroporto di Boston.

 Lo storico evento ha ricevuto l’apprezzamento dell’inquilino della Casa Bianca, ma ha suscitato diverse perplessità in vari ambienti politici e nei think tank vicini al Congresso. “Speriamo che qualcuno dirà a Trump che sta prestando il fianco alla propaganda”, ha scritto ad esempio su Twitter Andrew Weiss, del Carnegie Endowment for International Peace.

Per la Russia è un’occasione irripetibile che le garantirà vantaggi su almeno tre fronti. In primo luogo, la aiuterà a stemperare l’immagine di “Stato canaglia” affibbiatale proprio dagli apparati a stelle e strisce. In secondo luogo, gli aiuti faranno indirettamente pressione psicologica su coloro che a Washington vorrebbero mantenere le sanzioni sine die.

Infine, la manovra consente a Putin di ergersi (almeno temporaneamente) in una posizione di forza rispetto alla superpotenza sua rivale, dato che gli Usa costituiscono attualmente l’epicentro mondiale dei contagi e non possono certo rifiutare aiuti esterni. In Russia l’epidemia è in forte crescita ma molto difficilmente raggiungerà i numeri americani.

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Pietro Figuera

Pietro Figuera

Laureato in Scienze Politiche a Catania e specializzato in Relazioni Internazionali a Bologna, è attualmente borsista di ricerca presso l’Istituto di Studi Politici S. Pio V di Roma. Fondatore di “Russia 2018” e di “Osservatorio Russia”, collabora con Rai Storia, il Groupe d'études géopolitiques, The Post Internazionale e la rivista di geopolitica Limes. È autore del saggio “La Russia nel Mediterraneo”
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