Il 12 Marzo 2020 è atterrato dalla Cina un volo di stato carico di esperti veterani della crisi sanitaria di Wuhan e tonnellate di aiuti sanitari per aiutare il sistema sanitario italiano a fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Sull’Airbus A-350 della China Eastern proveniente da Shanghai, i dottori cinesi hanno indossato anche la doppia divisa di ambasciatori del Paese di mezzo, per poi essere accolti dalle massime autorità italiane.
“Questo è quello che noi definiamo solidarietà e sono sicuro che ne arriverà altra. Non siamo soli, ci sono persone nel mondo che vogliono aiutare l’Italia”. Ha esultato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e ringraziando l’Ambasciatore cinese a Roma; “Tanti ministri degli esteri mi hanno chiamato e mi hanno detto che ci vogliono aiutare”, ha aggiunto.

La Cina ha sicuramente pagato il bilancio più pesante in termini di vite umane, e da questa tragedia ha acquisito competenze importanti nel trattamento dell’epidemia. Visto l’indubbio gesto di altruismo e di buona volontà da parte di Pechino, che nessuno deve osteggiare ma anzi da onorare e apprezzare, da un’altra parte questo volo rappresenta l’inizio della seconda fase della crisi della Cina, ovvero la sua riabilitazione agli occhi del mondo; come ha già fatto inviando medici in Iraq ed Iran.

Ma l’atto di generosità pone anche altre questioni all’opinione pubblica la quale, voltandosi verso i suoi vicini europei, non ha trovato altro che un silenzio assordante. E’ di questi giorni infatti la notizia che, mentre l’Italia sopportava una pesante conta dei decessi e la quarantena forzata, alcuni leader di Stati Europei annunciavano al proprio popolo la non volontà di affrontare la crisi con interventi straordinari: la vita dei cittadini non vale la buona tenuta dello stato.

E’ ancora difficile poter dire se queste affermazioni siano effettivo riflesso di una cultura più avvezza a sopportare le avversità. Ciò che è certo, invece, è la palesatasi inerzia con la quale gli Stati dell’Unione Europea, almeno fino a questo momento, non hanno fornito aiuti sufficienti all’Italia.

Se quindi da un lato il nostro paese deve essere più che lieto degli aiuti cinesi, questa crisi potrebbe rimettere in dubbio il senso di unità del popolo Europeo, se non per la sua coesione sociale allora per la scala di valori ancora così differente di regione in regione.

 

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