Il Comando degli Stati Uniti in Africa (U.S. AFRICOM) ha formalmente confermato che uno dei tre terroristi del gruppo jihadista Al-Shabaab, rimasti uccisi dopo l’attacco aereo statunitense organizzato in cooperazione con il governo somalo, è uno dei leader e fondatori della stessa organizzazione terroristica.

Il Comando degli Stati Uniti in Africa (U.S. AFRICOM) ha formalmente confermatoche uno dei tre terroristi del gruppo jihadista Al-Shabaab rimasti uccisi dopo l’attacco aereo statunitense organizzato in cooperazione con il governo somalo è proprio uno dei leader e fondatori della stessa organizzazione terroristica.

Pare che Yusuf Jiis fosse stato un membro chiave del gruppo e che abbia avuto un ruolo significativo nelle decisioni strategiche dell’organizzazione.

Il raid aereo statunitense ha avuto luogo il 2 Aprile in Somalia ed è stato l’ultimo, sino ad oggi, di una lunga serie di altre missioni militari tutte finalizzate a combattere il terrorismo nel Paese più ad oriente del Corno d’Africa.

A livello globale, secondo le classifiche del Global Terrorism Index 2019, la Somalia è stata inserita al 6° posto (immediatamente dopo Afghanistan, Iraq, Nigeria, Syria e Pakistan) nella classifica dei 138 paesi più colpiti da minacce terroristiche.

È dunque sperato che l’esito di questo attacco possa indebolire sostanzialmente le forze terroristiche presenti nella regione che continuano a mettere a repentaglio la sicurezza dell’intero continente e che sottraggono importanti risorse che potrebbero benissimo essere meglio investite nella lotta contro la povertà estrema o per la creazione di nuove infrastrutture a favore della società civile.

Tuttavia, le dinamiche di queste missioni militari lasciano ancora delle ambiguità e, proprio per questa ragione, sono subito passate al vaglio della lente di ingrandimento delle Organizzazioni internazionali Non-Governative a tutela dei diritti umani (rapporto della ONG Amnety International) a causa di alcune critiche emerse in merito alla presunzione di vittime civili rimaste colpite durante il raid aereo.

Certamente lo scetticismo nasce da altri episodi precedenti in cui pare che l’U.S. AFRICOM abbia mostrato delle discrepanze nelle dichiarazioni relative alle vittime innocenti di queste attività militari. Se ciò fosse confermato comporterebbe addirittura una violazione del diritto umanitario internazionale.

Resta comunque che l’obiettivo principale rimane quello di sradicare completamente il gruppo jihadista che, come altri gruppi terroristici presenti in alcune aree del continente, sta approfittando dell’attuale debolezza derivante dall’ emergenza sanitaria per rafforzarsi ed espandersi.

 

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