Il focus della seguente analisi prende in esame il negoziato portati avanti dall’Associazione Europea di Libero Scambio (AELS o meglio conosciuta come EFTA in inglese) costituita da Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera ed il MERCOSUR che costituisce il blocco economico latinoamericano più importante costituito da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay e lo mette a confronto con il l’accordo siglato (non ancora ratificato) tra UE e MERCOSUR.

Vorrei cominciare questa analisi ricordando le principali differenze tra UE e AELS: l’Unione europea, sotto forma di unione economica e monetaria, condivide la stessa politica commerciale, comune a tutti gli Stati membri e adotta le stesse tariffe imponendo una tariffa esterna comune (CET). Inoltre, l’unione monetaria significa che viene creata anche una politica monetaria comune per la zona euro (cioè i paesi che adottano l’euro come valuta nazionale) gestita dalla BCE (Banca centrale europea). Dall’altro lato, abbiamo l’AELS, che è una zona di libero scambio creata il 4 gennaio 1960 in opposizione alla Comunità Economica Europea (CEE) e i cui paesi membri (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda) mantengono la propria politica commerciale, salvaguardando un maggiore indipendenza. Le ragioni storiche per cui questi paesi non fanno parte dell’UE sono varie, in parte legate alla loro neutralità durante le guerre mondiali e alle differenze economiche e culturali rispetto ad altri paesi in Europa. Naturalmente, questo ha portato i due blocchi a utilizzare diverse politiche di negoziazione che si riflettono perfettamente nei loro obiettivi. Proseguiamo con l’analisi dei de accordi.

Associazione Europea di libero scambio

Il 1 luglio 2019 è stato finalmente siglato (in attesa di ratifica) l’accordo di libero scambio (o Free Trade Agreement) tra Unione Europea (UE) e MERCOSUR, conclusione di un processo di negoziazione che iniziò nel 2000. La firma dell’accordo sancisce un momento storico per le due regioni (come affermato dallo stesso Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker), in quanto dal 2000 ad oggi la negoziazione ha attraversato fasi differenti ed è sempre stata ostacolata da varie ragioni economiche interne ad entrambi i paesi. Tra le ragioni storiche fondamentali per cui i due blocchi internazionali non sono riusciti a chiudere nessun accordo troviamo le resistenze sudamericane ed i timori nel settore agricolo in diversi paesi dell’Unione, i cui interessi erano in conflitto con quelli dei membri del Mercosur, in particolare l’Argentina e l’Uruguay [1]; più recentemente invece, troviamo fattori esterni dovuti alle resistenze delle organizzazioni ambientaliste schieratesi contro in seguito alle prese di posizione del Brasile di Jair Bolsonaro contro l’accordo sul clima di Parigi. Ancora oggi, nonostante il patto sia stato siglato, persistono delle problematiche inerenti al settore agricolo relativamente al fatto che molti produttori dei paesi europei come Francia, Spagna e Italia soffriranno la competizione dei grandi produttori agricoli latini, in particolare Argentina, Brasile e Uruguay. E’ importante anche specificare che UE e MERCOSUR sono riusciti a siglare l’accordo di libero scambio anche per la volontà di dare una risposta forte alle misure protezionistiche attuate dal presidente americano Donald J. Trump. Attualmente, UE e Mercosur hanno raggiunto finalmente intese su temi importanti e da sempre motivo di tensioni come ad esempio il taglio delle esose tariffe sull’esportazione di prodotti agricoli europei. Inoltre, un ruolo fondamentale hanno giocato anche gli accordi raggiunti in termini di sviluppo sostenibile, PMI (Piccole e Medie Imprese) e sicurezza alimentare. Ad oggi, l’Unione Europea è il primo partner commerciale e d’investimento del Mercosur per un valore degli scambi commerciali tra i due blocchi che va dagli oltre 88 miliardi di euro per i beni agli oltre 34 miliardi di euro per i servizi[2].

Dall’altra parte abbiamo invece i negoziati tra AELS e MERCOSUR. Dall’11 al 14 giugno 2019 si è tenuto il nono round di negoziazione tra i due blocchi a Ginevra, in Svizzera. L’inizio delle negoziazioni tra i due blocchi risale al 19 gennaio 2017 a seguito di un dialogo esplorativo che portò alla conclusione di una dichiarazione congiunta tra le due parti. I temi affrontati durante le varie fasi della negoziazioni sono simili a quelli portati avanti dall’Unione Europea, ossia: scambio di beni; regola d’origine, misure sanitarie e fitosanitarie, ostacoli tecnici agli scambi, competizione, scambio di servizi, investimenti, proprietà intellettuale, commercio e sviluppo sostenibile ed altri punti. Durante questa nona tornata, le parti si sono avvicinate alla conclusione dei negoziati in tutte le restanti aree, facendo emergere uno degli obiettivi più importanti dei due blocchi: concludere l’Accordo di Libero Scambio al più presto. Da questo elemento che può apparire banale, si evince come cambi l’approccio sostanziale adottato dai paesi costituenti l’AELS nei confronti dei suddetti temi. Infatti, volendo attuare un parallelismo tra accordo UE-MERCOSUR e mettendolo a confronto quello  AELS-Mercosur, notiamo differenze importanti in termini di obiettivi economici e di modello di negoziazione dei due blocchi europei.

I paesi membri del Mercosur

In primo luogo, gli accordi AELS continuano a concentrarsi su aree tradizionali di accesso al mercato come ad esempio eliminazione delle tariffe doganali, mentre gli accordi UE dopo il 1990 sono più elaborati, guidati da valori politici, sociali e ambientali. I negoziati condotti dall’UE con i suoi interlocutori possono durare a lungo e gli argomenti trattati normalmente raggiungono un livello di approfondimento molto elevato. D’altra parte, la negoziazione dell’AELS è caratterizzata da un livello più basso di approfondimento degli argomenti discussi, che si traduce in una maggiore velocità nel raggiungere gli accordi. Prendendo ad esempio l’accordo con il Mercosur, dato che l’AELS non ha politiche comuni in stile UE, come l’agricoltura, la pesca, i trasporti e le regioni, e non ha piani per il tipo di integrazione economica e politica implicita nell’adesione alla zona euro risulta chiaro che velocizzerà il negoziato al fine di concluderlo il più rapidamente possibile e accedere a quel determinato mercato. Infatti, la conclusione di accordi commerciali relativamente rapidamente risulta dannoso per la profondità degli accordi stessi. In conclusione, come blocco, l’UE ha più influenza sui negoziati in tutto il mondo[3]. Le dimensioni del suo mercato e le sue politiche comuni altamente sviluppate fanno sì che l’UE possa contribuire maggiormente al tavolo dei negoziati e disponga di strumenti più forti per rafforzare i propri interessi economici e condizioni politiche rispetto agli Stati EFTA più piccoli la cui politica La cooperazione è limitata. Tuttavia, come affermato in precedenza, una zona di libero scambio come l’AELS è una forma molto più flessibile di unione economica e politica rispetto all’UE [4].

Per quanto riguarda gli obiettivi di negoziazione dei due blocchi, possiamo affermare che, in generale, entrambi seguono una linea molto simile. In effetti, l’AELS ha sempre preso come modello di riferimento l’Unione europea al momento dei negoziati. Tuttavia, differiscono per due aspetti fondamentali: in primo luogo, a differenza dell’UE, i paesi dell’AELS non hanno un obiettivo comune in materia di politica agricola (il che spiega in parte la possibilità di concludere più rapidamente tali accordi). Tali stati sono più difensivi in agricoltura rispetto all’UE e quindi hanno concessioni limitate. La seconda e principale differenza tra i due blocchi europei si riferisce alla natura vincolante dei riferimenti ai diritti umani e del lavoro, come i problemi ambientali e di sostenibilità. Mentre l’UE considera queste regole come “elementi essenziali degli accordi”, l’EFTA ha sviluppato un modello più flessibile.

Per concludere, UE e AELS, pur appartenendo geograficamente alla stessa regione del mondo, fanno parte di due blocchi economici distinti e separati. Ciò deriva storicamente sia dalla neutralità che i paesi dell’AELS hanno dimostrato nelle guerre mondiali, sia dalla loro ricchezza, in generale superiore alla media degli altri paesi Europei. Di conseguenza, anche se i temi affrontati in ambito di negoziazione tra UE-MERCOSUR e AELS-MERCOSUR sono simili, gli obiettivi economici spesso differiscono, tendendo all’unità per quanto riguarda l’Unione Europe e ad una negoziazione più flessibile e più orientata ai risultati per quanto riguarda ai paesi che compongono l’AELS.


[1] European Commission, http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/regions/mercosur/

[2] Euronews, https://www.euronews.com/2019/07/03/eu-mercosur-deal-is-the-agreement-a-threat-to-european-agriculture

[3] Comparing EU and EFTA Trade Agreements: Drivers, Actors, Benefits, and Costs. European Parliament, Directorate-General for External Policies

[4] (Parlamento europeo, 2016, direzione generale delle Politiche esterne, dipartimento tematico, “Confronto tra Accordi commerciali EFTA: driver, attori, benefici e costi “, p. 9)

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