Lo scorso 22 ottobre, il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha presentato al Parlamento il Documento Programmatico Pluriennale 2020‐2022 (DPP), rendendo pubblica la proposta di bilancio per la difesa per l’anno 2020 e per il triennio 2020‐2022, in conformità con la Legge di Bilancio 2020 (Legge 27/12/2019, n.160). Articolato in 377 pagine, il Documento Programmatico Pluriennale non si limita a delineare il quadro finanziario di riferimento ma fornisce attente, sebbene concise, analisi dei numerosi programmi della Difesa di previsto avvio nel triennio in questione. All’interno del DPP, in linea con le disposizioni previste dalle Linee programmatiche del Dicastero e dall’Atto di Indirizzo 2021, il Ministero della Difesa ha infatti esaminato l’evoluzione degli impegni operativi, gli indirizzi strategici della Repubblica italiana e le esigenze operative che ne conseguono. Il DPP si apre dichiarando: “L’emergenza ha evidenziato (…) le nostre potenziali vulnerabilità̀. Bisogna pertanto aumentare la resilienza della Nazione (…), investendo ulteriormente anche nei settori della Sicurezza e della Difesa, attraverso una visione di lungo periodo del Sistema Paese.” 

Di fronte alle sfide poste dal mutato contesto strategico, il DPP presenta un solido piano di sviluppo e modernizzazione dell’intero strumento militare, al fine di sfruttare appieno il potenziale dell’industria militare italiana. In un contesto in cui l’Unione Europea si trova ad affrontare incombenti minacce, il DPP si pone infatti come obiettivo quello di rafforzare le Forze Armate del Paese, per garantire la sicurezza nazionale in tutti i domini, inclusa la dimensione cyber, lo spazio e le minacce ibride.Allo stesso tempo, il DPP delinea le priorità strategiche per il Paese, legate principalmente all’area definita comunemente ‘Mediterraneo allargato’, che collega cinque regioni, ognuna delle quali ha caratteristiche distintive: l’Unione Europea, il Mar Nero, i Balcani, il Maghreb e l’area mediterranea del Medio Oriente. Nel DPP viene dunque ribadita la portata strategica dell’impegno nazionale in Libia, nel Sahel e vengono elogiati i contribuiti italiani alle missioni NATO, in primis, nei Balcani e in Afghanistan, e alle missioni UN ed a guida europea. Alla luce di quanto sopra, il DPP enfatizza l’importanza della NATO e dell’Unione Europea come pilastri alla base della sicurezza del Paese.

In particolare, per quanto concerne la ripartizione degli oneri finanziari all’interno della NATO, il DPP ricorda che i 28 leader dell’Alleanza, sottoscrissero, in occasione del summit NATO in Galles, l’impegno formale a destinare, entro il 2024, almeno il 2% del loro PIL nel settore difesa (‘cash’), almeno il 20 % delle loro spese agli investimenti (‘capabilities’), ed a contribuire attivamente alle missioni della NATO (‘contributions’). Sebbene l’Italia abbia presentato un rapporto spesa Difesa/PIL pari in termini percentuali dell’1,21% nel 2019, Roma rispetta le linee guida dettata dalla NATO per quanto concerne le spese per l’investimento, raggiungendo l’20,57% nel 2019 e il 23,22% nel 2020. Il DPP enfatizza inoltre come l’Italia sia il secondo maggiore contribuente alle Operazioni dell’Alleanza Atlantica, partecipando a 9 missioni della NATO con una presenza massima autorizzata di 2440 unità.

Secondo quanto riporta il DPP, la spesa per la difesa per il 2020 ammonterebbe a 22.941,8 M€, l’1,38% del PIL previsionale. Sebbene in riferimento al periodo 2008 – 2020, il bilancio della Difesa abbia registrato un aumento del 6,3%; nello stesso arco di tempo, il rapporto Bilancio Ordinario Difesa/PIL si è ridotto. Quello che potrebbe sembrare un incremento nel 2020 è in realtà il semplice risultato della contrazione del PIL per via della pandemia in corso. In conclusione, è lecito osservare come vi sia una leggera incongruenza nel documento. Se da un lato, il DPP illustra tutte le misure di previsto avvio per allineare il rapporto tra il budget della Difesa e PIL nazionale alla media degli altri Stati europei, dall’altro, il documento rivela come nell’ultimo decennio si sia registrata una contrazione delle spese per la Difesa, dal valore di 1,51% nel 2008 al 1,35% nel 2019.

 

The following two tabs change content below.
Costanza Pestarino

Costanza Pestarino

Costanza Pestarino. Studentessa del Master di Sicurezza Internazionale presso l’Università SciencesPo (Parigi) con concentrazioni in Europa e Rischi Globali.Nata a Genova nel 1997, ha conseguito la laurea triennale in Politics, Philosophy and Economicspresso la Luiss Guido Carli (Roma). Nel 2018, ha trascorso il programma di scambiobilateralea Mosca presso National Research University Higher School of Economics (Высшая Школа Экономики). Questo periodo le ha permesso di migliorare la conoscenza della lingua russa e di frequentare corsi mirati nel campo della sicurezza internazionale e delle relazioni UE-Russia.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: