I problemi tra Pakistan e Bangladesh risalgono esattamente a quando nel 1947 i britannici posero fine al loro dominio sul subcontinente indiano. Il territorio, prima interamente governato dal Regno Unito, venne quindi diviso in India e Pakistan, le due regioni erano infatti divise coerentemente alle diverse religioni loro appartenenti, con il Pakistan a maggioranza musulmana e l’India a maggioranza indù. Tuttavia anche l’ex provincia britannica dell’India, chiamata Bengala, era divisa in comunità indù e musulmana. La parte più a est della regione del Bengala, a maggioranza musulmana, venne quindi assegnata come provincia al Pakistan e rinominata Pakistan Orientale. Quasi immediatamente i Pakistani avviarono a una serie di iniziative discriminatorie e oppressive ai danni dei bengalesi, che nonostante fossero di religione musulmana erano comunque appartenenti a un’etnia differente.

Dopo alcuni anni i bengalesi, abitanti del Pakistan Orientale, iniziarono quindi a chiedere energicamente ai loro nuovi governanti l’indipendenza. La risposta dei Pakistani alle proteste dei bengalesi fu la cosiddetta Operation Searchlight, avviata nel marzo 1971, che consistette in quello che molti riconoscono come il genocidio del Bengala, in cui i soldati pakistani commisero gravi atrocità ai danni della popolazione di etnia bengalese. Fu questa la causa scatenante della guerra di Liberazione del 1971. Da marzo a dicembre, le forze militari pakistane uccisero un numero tutt’ora indefinito di bengalesi, mietendo probabilmente tra le 500 mila e i 3 milioni di vittime.

Il primo ministro indiano Indira Gandhi decise quindi di dare inizio al supporto delle forze bengalesi. In primo luogo per facilitare la fine dell’esodo dei profughi bengalesi nel territorio indiano, ma ovviamente anche per danneggiare l’orgoglio dei pakistani, grandi nemici del popolo indiano. Inizialmente l’aiuto degli indiani si limitò a offrire armi e basi militari ai bengalesi, successivamente iniziarono invece a radunare un grande numero truppe al confine, facendo presagire ai pakistani un possibile intervento in guerra. I pakistani decisero quindi di optare per un attacco preventivo, bombardando alcuni territori dell’india settentrionale. L’India decise di dare inizio a un intervento diretto sul campo al fianco delle forze nazionaliste bengalesi portandole così alla vittoria.

Nonostante negli ultimi decenni Pakistan e Bangladesh abbiano migliorato i loro rapporti militari e commerciali, soprattutto al fine di smussare la supremazia indiana nell’area, i due stati continuano a essere divisi dalla questione del genocidio. I bengalesi, infatti, chiedono ancora il riconoscimento da parte del Pakistan delle atrocità commesse ai loro danni durante la guerra del 1971.

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