Le rivendicazioni sulla Dorsale sottomarina Lomonosov, influendo su rotte e futuri equilibri polari, rivelano il peso geostrategico dell’Artico.
La piattaforma continentale di uno Stato costiero è giuridicamente riconosciuta prolungamento naturale sommerso del suo territorio terrestre, sul quale lo Stato esercita diritti sovrani esclusivi. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982 stabilisce le regole per definire i limiti della piattaforma continentale degli Stati (articolo 76) e disciplina la navigazione e i diritti di sfruttamento delle risorse marine. Secondo l’articolo 76, qualora il margine continentale di uno Stato non si estenda fino alle 200 miglia nautiche dalle linee di base, tale distanza rappresenta il limite entro cui esercitare i diritti sovrani. Tuttavia, la norma fa emergere delle ambiguità nei casi in cui gli Stati presentino una piattaforma continentale superiore alle 200 miglia, consentendone la rivendicazione.
Di particolare interesse è l’eccezione prevista dall’articolo 76, paragrafo 6, che consente di rivendicare un’elevazione sottomarina oltre le 350 miglia nautiche dalle linee di base, a condizione che si tratti di una continuazione naturale della piattaforma continentale dello Stato e non di una dorsale sottomarina separata. La decisione sull’appartenenza a una delle due categorie spetta alla Commissione sui limiti della piattaforma continentale (CLCS), che raccoglie le rivendicazioni delle piattaforme degli Stati ed emette raccomandazioni. La Commissione si è occupata anche della revisione delle rivendicazioni presentate dalla Federazione Russa nell’Artico.
Il caso oggetto d’esame è la Dorsale sottomarina Lomonosov, che si erge sul fondale marino dell’Oceano Artico ed è rivendicata da Russia, Canada e Danimarca. L’interesse delle tre nazioni è rivolto alla regione del Bacino di Makarov e principalmente alla catena montuosa che collega la Russia a Canada e Groenlandia e presenta vette che sollevano il fondale oceanico fino a 3700 metri.
Nel 2008, lo US Geological Survey (USGS) ha condotto uno studio sulle risorse non scoperte di petrolio e gas nell’Artico, creando successivamente un rapporto specifico relativo alla situazione geologica petrolifera della regione Lomonosov-Makarov. Le valutazioni dello studio riguardano la zona tracciata in rosso nella figura sottostante, in cui sono visibili la Dorsale e il bacino. Pur in assenza di trivellazioni esplorative dirette sulla Dorsale di Lomonosov, gli studi geologici e stratigrafici indicano la possibile esistenza di giacimenti petroliferi nella regione.

Le probabilità stimate di rinvenimento di idrocarburi recuperabili e non ancora scoperti sono riportati nella Tabella 1. Mancano, tuttavia, i dati relativi alla Dorsale, poiché la probabilità di rinvenimento di un accumulo di idrocarburi pari o superiore a 50 milioni di barili di petrolio equivalente è risultata inferiore al 10% lungo la catena. La risorsa predominante nella regione è il gas e la stima media della totalità di risorse non scoperte, espresse in equivalenti di petrolio, è pari a 2,491 milioni di barili.

L’Artico non è solo una delle regioni con le maggiori risorse fossili non ancora scoperte, ma riveste una rilevanza strategica sotto il profilo geopolitico, economico e militare. Lo scioglimento dei ghiacci marini sta aprendo la possibilità di navigazione delle tre rotte artiche: la Rotta del Mare del Nord, la Transpolare ed il Passaggio a Nord-Ovest. Attraversando l’Artico, le rotte abbrevierebbero tempi e costi degli scambi commerciali tra Europa ed Asia. La rivendicazione della regione è dunque connessa al controllo dei corridoi marittimi e alla possibilità di proiezione di potenza in un’area sempre più strategica.
Scenari Previsionali
Scenario 1 – Riconoscimento internazionale della rivendicazione russa
Se lo status delle rivendicazioni di Danimarca e Canada presso la CLCS si trova ‘in attesa di valutazione’, il modello tettonico presentato dalla Federazione Russa è stato esaminato. Dopo aver valutato i dati descrittivi dell’evoluzione geologica dell’Artico presentati dalla Russia, la Commissione ha concluso che la Dorsale di Lomonosov, ai sensidell’art. 76, paragrafo 6, ha origine continentale, presentandosi come rilievo sottomarino in continuità morfologica con la piattaforma continentale siberiana e, dunque, suo componente naturale.
Impatto: la Russia ottiene, per accordo degli altri Stati e sulla base della Raccomandazione della Commissione, il riconoscimento delle sue rivendicazioni, iniziando ad esercitare diritti esclusivi nella regione
Strategie: la Federazione rinforza la propria presenza militare ed economica nella regione
Implicazioni: consolidamento della posizione russa in Artico, aumento delle tensioni ed erosione della cooperazione internazionale; rafforzamento del peso strategico russo rispetto alle posizioni artiche della NATO; geografia come moltiplicatore di potenza
Scenario 2 – Impasse internazionale
Impatto: il mancato riconoscimento da parte di Canada e Danimarca della rivendicazione russa porta ad uno stallo geopolitico
Strategie: la Russia cerca un riconoscimento giuridico vincolante, portando il caso di fronte fori internazionali
Implicazioni: frammentazione della cooperazione artica e crisi delle organizzazioni di riferimento; aumento delle tensioni tra Russia e paesi NATO
Scenario 3 – Cooperazione artica
Impatto: la regione rivendicata viene gestita multilateralmente dalle potenze artiche, condividendo lo sfruttamento di risorse e ponendosi obiettivi scientifici ed esplorativi comuni
Strategie: a causa dell’impasse, Canada, Danimarca e Russia decidono di optare per una gestione condivisa, in modo da usufruire delle risorse e porsi degli obiettivi scientifici comuni, sfruttando l’effettivo potenziale della regione in modo condiviso
Implicazioni: rafforzamento delle istituzioni volte alla cooperazione nell’Artico; geografia come piattaforma di progresso scientifico
Conclusione
La Raccomandazione riconosce la rivendicazione russa. Tuttavia, la Commissione è un organo consultivo e le sue raccomandazioni sono dunque non vincolanti. La CLCS non può dirimere controversie territoriali fra Stati e spetta a un accordo tra le parti il riconoscimento delle rivendicazioni russe sulla Dorsale Lomonosov. È dunque molto probabile che la situazione rimanga in uno status di impasse internazionale, in cui Danimarca e Canada non si dimostrano disposte a concedere il riconoscimento di una regione tanto rilevante all’attore russo. La soluzione più plausibile sarà la presentazione del caso di fronte a fori internazionali, dove la Russia, forte del riconoscimento della Commissione, potrebbe ottenere una decisione vincolante per gli altri Stati.
La geografia, in questo caso, funge da moltiplicatore di potenza: la Dorsale Lomonosov diviene motivo di competizione internazionale e testimonianza del ruolo cruciale del fattore geografico nell’Artico. Il caso dimostra quanto la geografia sia capace di ridefinire gli spazi politici e i pesi geostrategici degli Stati.
