La partnership russo-iraniana, tra interessi comuni e ambizioni contrastanti

Fonte Immagine: Sergei Savostyanov/AFP via Getty Images

L’Iran rafforza i legami militari con la Russia, finalizzando accordi per l’acquisto di aerei da combattimento ed elicotteri. Un’ulteriore dimostrazione della collaborazione crescente tra i due Paesi. Quali le potenzialità e i limiti di quest’intesa pragmatica?

Martedì scorso, il vice ministro della Difesa iraniano ha annunciato la conclusione degli accordi relativi alla fornitura di aerei da combattimento e elicotteri Sukhoi Su-35 di produzione russa. Questa dichiarazione evidenzia un rafforzamento dei legami militari tra Teheran e Mosca.

Attualmente, l’aeronautica iraniana dispone solo di un numero limitato di aerei d’attacco, tra cui jet di fabbricazione russa e modelli statunitensi datati, acquisiti prima della rivoluzione islamica del 1979.

Il vice ministro della Difesa iraniano, Mehdi Farahi, ha confermato che sono stati finalizzati piani per l’acquisizione di aerei da combattimento Sukhoi Su-35, elicotteri d’attacco Mil Mi-28 e addestratori di jet Yak-130. Questi velivoli saranno integrati nelle unità di combattimento dell’esercito iraniano, sottolineando ulteriormente il potenziamento delle capacità militari del Paese.

La Russia ha costantemente svolto un ruolo significativo nella modernizzazione delle forze armate iraniane, in linea con la loro crescente collaborazione in ambito militare. Collaborazione che non si limita solo alla vendita di armi, ma si pone anche come cooperazione militare in sé, in particolare nella regione del Medio Oriente e Sud Asia, in cui i due attori condividono gli stessi interessi. Ne sono un esempio la cooperazione in Siria e in Afghanistan.

Nel caso della Siria, entrambi gli Stati avevano un interesse comune nel sostenere il regime di Assad e mantenere un’influenza stabile sulla regione. In questo contesto, l’Iran ha fornito un supporto operativo terrestre, potenziando ulteriormente l’efficacia della campagna aerea condotta dalla Russia.

Quanto all’Afghanistan, i due Paesi hanno condiviso una posizione di sostegno nei confronti dei Talebani, considerandoli una scelta preferibile rispetto all’ISKP, il quale rappresentava una minaccia più significativa per Teheran e Mosca a causa della sua ideologia e brutalità. Entrambi vedono l’Afghanistan come un teatro d’influenza strategica e, di conseguenza, hanno unito le forze per affrontare le sfide comuni nella regione.

Effettivamente, Mosca e Teheran vantano diverse ragioni per mantenere un rapporto amichevole. Oltre al comune sentimento anti-occidentale e alla determinazione di allontanare gli Stati Uniti e ridurne l’influenza a livello regionale (nel Medio Oriente) e internazionale, entrambi perseguono i propri interessi distinti.

Per la Russia, la Repubblica Islamica assume un ruolo cruciale per vari motivi. In primo luogo, rappresenta una delle poche potenze stabili in una regione notoriamente volatile. Inoltre, poiché la Russia mira a espandere la sua presenza nella regione MENA, la collaborazione con l’Iran offre accesso a autorità centrali, milizie e gruppi regionali, rendendolo un prezioso partner nell’ambito dell’intelligence. Infine, la conoscenza dettagliata del territorio da parte di Teheran lo rende altresì un collaboratore ideale per missioni congiunte.

È da notare, per di più, che Teheran sta attualmente fornendo il proprio supporto alla Russia nella guerra con l’Ucraina, contribuendo con la fornitura di droni. È stato persino redatto un piano di circa 2 miliardi di dollari che prevede l’importazione in Russia della tecnologia di produzione dei droni kamikaze Shahed-136 forniti finora dalla Repubblica Islamica, al fine di costruire circa 6.000 unità utilizzando un ibrido di tecnologie iraniane e russe.

Per l’Iran, invece, Mosca costituisce un alleato fondamentale sia per affermarsi a livello internazionale e contrastare l’impatto delle sanzioni economiche e politiche nel corso degli anni, sia per garantirsi un costante approvvigionamento di armi. Le vendite di armi dalla Russia all’Iran sono notevolmente aumentate, specialmente dopo la conclusione della guerra tra Iran e Iraq, durante la quale la Cina era il principale fornitore di armi per la Repubblica Islamica.

Inoltre, i due Paesi hanno avviato una cooperazione nella sicurezza informatica, concentrando particolare attenzione sull’utilizzo del cyberspazio per scopi di raccolta di informazioni. Entrambi hanno altresì espresso la volontà di collaborare allo sviluppo del programma spaziale iraniano.

Tuttavia, la collaborazione tra questi due attori sembra limitarsi a una cooperazione pragmatica. A causa di interessi e alleanze contrastanti, specialmente nella regione MENA, e della volontà di mantenere entrambi la propria autonomia e indipendenza, un’alleanza vera e propria appare impraticabile.

In particolare, l’Iran, a differenza di altri Paesi della regione, ha l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza e l’indipendenza in tutti i settori, senza affidarsi alle capacità di attori internazionali. La Repubblica Islamica aspira a essere una potenza su cui fare affidamento per Paesi e gruppi regionali, come Iraq, Siria, Libano da una parte, e Hamas, Hezbollah e gli Houthi dall’altra. In parte, Teheran sta già avviando con successo tale processo.

Gli attuali accordi per la vendita di aerei ed elicotteri militari russi all’Iran sono quindi certamente un valido esempio della partnership consolidata e crescente tra i due Paesi. Mosca e Teheran sono partner da diversi anni in ambiti politici, economici e militari, e tale cooperazione è destinata a rafforzarsi nel tempo. 

Oltre a condividere interessi significativi sia a livello regionale che internazionale, essi hanno saputo dimostrare una capacità di coordinamento e combinazione di forze per perseguire tali obiettivi comuni. 

Non si può che prevedere la prosecuzione di tale rapporto e il perseguimento di nuovi e diversi obiettivi tra i due Paesi.

Tuttavia, entrambi gli attori mantengono politiche fortemente nazionaliste, sottolineando la loro dedizione all’autonomia e all’autosufficienza. Entrambi aspirano a essere attori chiave nella politica regionale e internazionale. Mentre Mosca è già un attore affermato, Teheran sta emergendo come una potenza geopolitica sempre più rilevante, diventando un punto di riferimento per molti attori statali e non statali. 

Sebbene per ora tale ruolo sia prevalentemente regionale, le ambizioni della Repubblica Islamica non sembrano avere limiti. Lo sviluppo in settori militari, spaziali, nucleari e della cybersicurezza, anche con l’assistenza della Russia, è solo una manifestazione di tali crescenti ambizioni.

Fonte

D. Esfandiary, A. Tabatabai, Triple-Axis: Iran’s Relations with Russia and China, Bloomsbury

Publishing PLC, Londra, 2018

Latest from MEDIO ORIENTE DAILY