I 14 PUNTI DI MANILA E PECHINO 

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Lo scorso 4 gennaio 2023 si è tenuto a Pechino un incontro istituzionale tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente filippino Ferdinand Romuáledz Marcos Jr, nell’ambito del quale sono stati siglati una serie di accordi bilaterali. I due leader hanno sottolineato l’importanza del mantenimento delle relazioni tra Cina e Filippine, della cooperazione e delle comunicazioni strategiche che prescindono dal loro ruolo come membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico. Si tratta della prima visita ufficiale di Marcos in un Paese al di fuori dell’ASEAN da quando è entrato in carica come Presidente a giugno dello scorso anno e del primo leader straniero ospitato dalla Cina quest’anno, a dimostrazione della vicinanza delle relazioni sino-filippine.

Era ormai da tempo che Manila non faceva visita al suo maggior partner commerciale, probabilmente a causa dei trascorsi “burrascosi” tra i due. Non è infatti un segreto che in passato le divergenze con la Repubblica popolare cinese si siano inasprite ancora di più in seguito al rafforzamento militare da parte dello Stato insulare nel Mar cinese meridionale – noto teatro di guerra – nel quale la Cina da anni cerca di consolidare la propria posizione. Ma Xi Jinping è pronto a riprendere i colloqui con le Filippine, motivo per cui ha deciso di invitare quest’ultima a partecipare ad una serie di colloqui bilaterali.

Durante i negoziati, i 14 accordi e memorandum posti in essere sono stati: 

Il Memorandum d’intesa tra il governo della Repubblica popolare cinese e il governo della Repubblica delle Filippine sulla cooperazione nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road. L’Accordo sull’istituzione di un meccanismo di comunicazione sulle questioni marittime tra il ministero degli Affari esteri della Repubblica popolare cinese e il Dipartimento degli affari esteri della Repubblica delle Filippine.

Il Memorandum d’intesa tra il Ministero dell’Industria e delle tecnologie dell’informazione della Repubblica popolare cinese e il Dipartimento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione della Repubblica delle Filippine sulla cooperazione nel settore digitale e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il Piano d’azione congiunto sulla cooperazione agricola e della pesca tra il ministero dell’Agricoltura e degli affari rurali della Repubblica popolare cinese e il dipartimento dell’agricoltura della Repubblica delle Filippine (2023-2025).

Il Memorandum d’intesa tra il Ministero del Commercio della Repubblica popolare cinese e il Dipartimento del Commercio e dell’Industria della Repubblica delle Filippine sulla cooperazione nel commercio elettronico. Il Certificato di Istituzione del Centro sino-filippino per la cooperazione in ambito tecnologico e agricolo (Philscat-TCPIII) tra il governo della Repubblica popolare cinese e il governo della Repubblica delle Filippine.

Il Certificato di consegna di due ponti nel programma “China-Aid” realizzati a Manila, Filippine (Binondo-Intramuros Bridge e Estrella-Pantaleon Bridge) tra il governo della Repubblica popolare cinese e il governo della Repubblica delle Filippine. Il Programma di attuazione del Memorandum d’intesa sulla cooperazione turistica tra il Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica popolare cinese e il Dipartimento del Turismo della Repubblica delle Filippine (2023-2028).

Il Protocollo relativo ai requisiti fitosanitari per l’esportazione di durian freschi dalle Filippine alla Cina tra l’Amministrazione generale delle dogane della Repubblica popolare cinese e il Dipartimento dell’agricoltura della Repubblica delle Filippine.

L’Accordo di mutuo riconoscimento del programma di promozione degli operatori economici tra l’Amministrazione generale delle dogane della Repubblica popolare cinese e l’Ufficio delle dogane della Repubblica delle Filippine.

L’Accordo di cooperazione economica e tecnica tra il governo della Repubblica popolare cinese e il governo della Repubblica delle Filippine.

Il Memorandum d’intesa tra l’Agenzia per la cooperazione internazionale allo sviluppo del governo della Repubblica popolare cinese e l’Autorità nazionale per l’economia e lo sviluppo del governo della Repubblica delle Filippine sul piano di cooperazione allo sviluppo (2023-2025).

L’Accordo quadro tra il governo della Repubblica popolare cinese e il governo della Repubblica delle Filippine sulla concessione di prestiti agevolati dalla Cina alle Filippine ed infine gli Accordi di finanziamento in dollari e renminbi per la costruzione di quattro opere infrastrutturali, inclusive di tre ponti e un’opera idraulica sul fiume Pasig-Marikina.

È chiaro dunque l’impegno da parte della Repubblica popolare cinese a siglare forti rapporti di cooperazione nell’ambito delle infrastrutture, dell’agricoltura, dell’energia e degli scambi interpersonali e di farne i 4 pilastri per le relazioni Cina-Filippine. Ma risulta ancora più chiaro che nonostante l’incontro diplomatico, la Cina continui ad ignorare le denunce sulle sue prese di posizione nel Mar cinese meridionale e probabilmente le Filippine non si spingeranno oltre nel timore di pregiudicare i rapporti con il proprio maggiore alleato commerciale.

Seppur vero come dimostrato anche dai 14 accordi, l’ambito totale delle relazioni fra i due Stati non è circoscritta alle questioni marittime, ma Marcos Jr riconosce l’importanza del problema legato alle controversie marittime e soprattutto è consapevole che lanciare una sfida a Zhongguo significherebbe screditare anche i principi del comunicato congiunto Cina-Filippine del 1975 che stabilì articolate relazioni diplomatiche, compresa la risoluzione pacifica di tutte le controversie, il rispetto reciproco per la sovranità e l’integrità territoriale e la bilaterale non interferenza negli affari interni. 

Grattando un po’ la superficie dunque, emerge la facciata propositiva di quei 14 accordi che altro non sono che dei “parafulmine” per mascherare quello che va considerato come un fallimento della visita del Presidente delle Filippine,il quale non è riuscito a ottenere nemmeno una singola importante concessione da Pechino su questioni in sospeso, in particolare le già evidenziate controversie sul Mar Cinese Meridionale e precedenti impegni di investimento cinesi in infrastrutture promessi e non mantenuti.

Tutte queste questioni possono essere ricondotte alla politica svolta dalla presidenza di Rodrigo Duterte (2016-2022), che nonostante avesse corteggiato attivamente Pechino a spese dei partner occidentali, invece di ricevere il ricambio alle aperture concesse l’ex presidente ottenne dalla Cina soltanto promesse per lo più vuote, che hanno approfondito la sfiducia dell’opinione pubblica filippina nei confronti della potenza asiatica. Invece di una “trappola del debito”, le Filippine sono cadute nella “trappola del pegno” tesa della Cina.

Sotto Duterte, il paese ha rallentato le sue rivendicazioni marittime e ha ripetutamente minacciato gli alleati occidentali di compiacere ulteriormente Pechino. Ma a meno che Xi non offra qualcosa di più sostanzioso a Marcos Jr., le Filippine probabilmente continueranno a tendere alla ricostruzione dei legami con l’Occidente. Ciò include l’area della cooperazione di difesa con i suoi tradizionali alleati occidentali, che le Filippine saranno costrette ad intensificare se la Cina dovesse proseguire nella sua espansione aggressiva attraverso il Mar Cinese Meridionale.

Con la Repubblica popolare cinese che si rifiuta di fare qualsiasi concessione reale, il governo filippino continuerà probabilmente ad espandere la cooperazione di difesa con gli Stati Uniti attraverso, tra l’altro, esercitazioni militari congiunte ampliate e garantendo al Pentagono l’accesso alle principali basi filippine nel teatro del Mar Cinese Meridionale e prossime a Taiwan. Inoltre, Marcos Jr. deve anche fare i conti con crescenti istanze della propria opinione pubblica volte allo sviluppo di una più forte cooperazione di difesa con gli alleati tradizionali. 

Nel complesso, la visita inaugurale del presidente filippino a Pechino, nonostante le imponenti dichiarazioni diplomatiche, ha evidenziato, una volta di più, le estreme difficoltà incontrate da chiunque avesse interesse ad instaurare con la grande potenza asiatica una cooperazione che abbia realmente i connotati della bilateralità.

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