Kazakistan: storia e riflessi della nazione dell’Asia Centrale

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Il Kazakistan è la seconda nazione più estesa all’interno della ex Unione Sovietica con oltre due milioni e mezzo di chilometri quadrati,  ma con solo 18 milioni di abitanti, di cui il 63% di etnia Kazaka, 23% di etnia Russa, ed il restante 13% di varie etnie. Rendendo cosi la maggior parte del territorio Kazako disabitato. Il territorio immenso del Kazakistan è molto variegato, è comprende deserti, steppe, catene montuose ricche di uranio, un lago di dimensioni notevoli, per metà dolce e metà salato, ed uno sbocco sul mar caspio.

La lingua Kazaka è la lingua ufficiale ma dopo oltre 70 anni di dominio Sovietico, la maggior parte della popolazione parla la lingua russa. Proprio la Russia ha sempre giocato, nel bene e nel male, un ruolo fondamentale nella geopolitica e politica del Kazakistan. Cominciando dagli anni 50 quando il Kazakistan, su iniziativa di Krusciov, divenne un enorme granaio per  soddisfare la grande richiesta di cereali di tutta l’unione Sovietica, e cosi sfruttando al massimo tutte le immense pianure presenti. Grazie proprio alla particolarità del territorio Kazako, ricco di pianure, la Russia decise di instaurare una gigantesca base aerospaziale: il cosmodromo di Bajkonur, da dove venne lanciato nel 1957 il primo satellite “Sputnik” nello spazio. E successivamente, nel 1961, il lancio del primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin. 

Sempre nelle immense pianure Kazake, difficilmente raggiungibili da spie di forze straniere, precisamente tra Karaganda e Semej, dal 1949 al 1989  vennero effettuati quasi 500 test atomici, contaminando un’area abitata da quasi 2 milioni di persone.

La popolazione di etnia Kazaka ha sempre visto di cattivo occhio l’utilizzo della propria nazione come cavia per testare armi atomiche, facendo crescere cosi un malcontento sempre maggiore verso la politica dell’unione Sovietica. Infatti la classe dirigente comunista Kazaka aveva fatto impoverire la popolazione, aveva fatto crescere la corruzione, è trattava i Kazaki come una popolazione inferiore rispetto al ceppo slavo. L’etnia kazaka cominciò sempre più a resistere al potere del Cremlino, per esempio in risposta all’imposizione dell’ateismo di stato, la maggior parte della popolazione divenne mussulmana sunnita, vedendo nella religione una contrapposizione al mondo comunista. Oppure in buona parte della popolazione di etnia kazaka si faceva sempre più dominante, l’ideologia del “Panturchismo” cioè riunire in un’unica entità sovra nazionale tutte quelle nazioni di etnia turco-altaica, e sostituirsi al potere Sovietico.

Con il crollo dell’unione Sovietica, il Kazakistan divenne una repubblica autonoma e dagli anni 90 in poi, per 30 anni, è stata governata dal Presidente Nursultan Nazarbaev, ex leader del partito comunista, che nel 1991 sciolse il partito e la repubblica socialista del Kazakistan, fondando la repubblica semi presidenziale del Kazakistan. 

In questo modo Nursultan Nazarbaev non lasciò mai il potere e pur essendo parte integrante dell’ex partito comunista, cavalcò il mal contento popolare e divenne leader incontrastato del nuovo Kazakistan con 89% dei voti favorevoli. Con la Russia momentaneamente fuori gioco, Nursultan Nazarbaev iniziò la sua strategia per rendere il Kazakistan una nazione autonoma, e come prima cosa iniziò a far sentire le sue ragioni in campo internazionale, forte delle oltre 104 testate nucleari Sovietiche presenti nelle basi Kazake. Solo nel 1994 Nursultan Nazarbaev acconsenti allo smantellamento delle armi nucleari, ma totalmente a spese degli Stati Uniti d’America, i quali hanno sempre mantenuto un dialogo aperto con il Kazakistan, sia per motivi commerciali ed economici, sia per sottrarre il Kazakistan all’aerea d’influenza Russa. Infatti ancora oggi sono presenti molti militari Americani in Kazakistan, che collaborano per migliorare le difese Kazake. Da questo punto di vista il Kazakistan gioca un ruolo di ponte neutrale tra gli Americani ed i Russi, facendo affari con entrambi e non sbilanciandosi mai né dalla parte degli uni, ne dalla parte degli altri. Lo stesso modo di fare viene utilizzato dal Presidente Nazarbaev con le etnie presenti sul territorio nazionale, infatti lui è il difensore dell’etnia Kazaka, ma ha anche concesso lo status di lingua franca al russo, comunemente parlato su tutto il territorio nazionale. Invece non ha mai ceduto alle pressioni di Mosca per concedere la doppia cittadinanza alla popolazione slava del Kazakistan, probabilmente per non far rafforzare l’influenza russa già forte, visti i tantissimi interessi economici che le due nazioni condividono.

Infatti il Kazakistan esporta piombo, zinco, cromo, uranio, carbone, petrolio, gas, in tutto il mondo. Ha stipulato dei contratti storici con la Cina, 9 miliardi di dollari per la costruzione di oleodotti e gasdotti di oltre 3.000 km, ha ricevuto 10 miliardi di dollari dalla Cina per costruire infrastrutture sulla via della seta che passa sul territorio kazako. Ha stipulato contratti con la Russia per la produzione di 1 milione e mezzo di barili al giorno di petrolio, ed insieme collaborano per l’estrazione, lo stoccaggio, e la ricerca di giacimenti di idrocarburi, rendendo le due economie molto legate tra loro.

Il presidente Nursultan Nazarbaev, spostò la capitale al nord nella città di Astana, oggi conosciuta come Nur Sultan, che nel giro di 20 anni è divenuta una città moderna e tecnologica, centro finanziario della nazione, infatti tutto questo è stato possibile grazie ai tanti investitori stranieri (turchi, russi, americani, cinesi, europei) che hanno scelto di investire il loro business in Kazakistan. Ma se da un lato la capitale è una città tecnologica e ricca, tanti sono ancora i posti in Kazakistan dove la popolazione vive in condizioni di povertà e dove non esiste una sanità in grado di garantire anche i servizi essenziali.

Infine possiamo affermare che da un punto di vista geopolitico il Kazakistan si pone come la nazione più importante in Asia centrale, capace di attrare molti investimenti stranieri, per la sua posizione di ponte geografico tra l’Asia e l’Europa, attraversata da una delle vie della seta cinesi, e quindi in ottimi rapporti con la Cina. Proprio il Presidente cinese Xi jinping, ha paragonato l’amicizia tra il Kazakistan e la Cina, a l’aquila d’oro, simbolo kazako di lealtà, solidità, fedeltà. Usando questa metafora il Presidente cinese ha garantito che la Cina difenderà l’integrità dello stato Kazago da ingerenze straniere. Nei rapporti con la Russia, il Kazakistan si pone molto positivamente nelle collaborazioni economiche e commerciali, nelle esercitazioni militari condivise, ma negativamente per quanto riguarda la guerra condotta dalla Russia in Ucraina, temendo un domani di essere la prossima nazione ad doversi scontrare con la Russia, vista la presenza di oltre 3 milioni e mezzo di slavi sul proprio territorio nazionale. Con gli Stati Uniti in maniera positiva, poiché oltre gli investimenti americani in Kazakistan, la presenza di militari americani, che collaborano con militari kazaki, ricorda sia alla Russia che alla Cina di rispettare sempre l’autonomia del Kazakistan, poiché essa è in buoni rapporti con tutte le super potenze.

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