Il piano europeo in risposta all’Inflation Reduction Act degli Stati Uniti 

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Fonte Immagine: https://www.repubblica.it/economia/2023/01/17/news/von_der_leyen_discorso_davos_2023-383960674/

La guerra ucraina da quasi un anno sta provocando malumori e turbamenti tra gli Stati membri. Il paese in guerra sta ricevendo il più grande sostegno che l’Ue abbia mai potuto dare, in termini economici e militari. L’impegno per il sostegno all’Ucraina non è finito.

Il vertice di Davos 2023 si apre con una riflessione profonda sulla guerra e tutto quello che ne è scaturito: grave crisi economica e l’aumento generalizzato dell’inflazione con Kiev che continua a chiedere aiuti economici e militari all’Occidente. Bruxelles non è pronta a fermarsi, proseguendo lungo questa linea. 

Nella giornata del 17 gennaio, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha voluto porre l’attenzione sul piano varato dagli Stati Uniti,l’Inflation Reduction Act

Il piano del “Green Deal” industriale 

La risposta europea non si è fatta attendere. L’esecutivo comunitario ha pensato ad una strategia ad hoc: un piano industriale tutto “Green” al fine di rendere il continente un luogo dove l’innovazione tecnologica e la crescita digitale siano accompagnate da una riduzione delle emissioni, con l’obiettivo dell’impatto zero. Questo strumento avrà quattro pilastri principali: il contesto normativo, il finanziamento, le competenze e il commercio. Il primo punto riguarda l’accesso ad un ambiente normativo che crei condizioni ottimali per raggiungere l’obiettivo “net-zero”. Pertanto, si includono diversi settori dall’eolico, al solare, idrogeno pulito, stoccaggio e tanti altri. Un “Net-Zero Industry Act” verrà introdotto per indirizzare gli investimenti strategici lungo questo percorso. L’Ue coopererà per la generazione di tecnologie chiave come lo stoccaggio dell’idrogeno o le batterie che ad oggi vengono effettuate in Cina. È necessario migliorare il riciclaggio, la lavorazione e la raffinazione delle materie prime in Europa, non dipendendo da terzi.  

Il secondo pilastro riguarda il finanziamento nel campo della tecnologia pulita mantenendo l’attrattività dell’industria comunitaria. Per fare questo è indispensabile adeguare le norme sugli aiuti di Stato al fine di velocizzare il processo. Dal momento che questo strumento è in parte limitato, quindi solo pochi Paesi potranno utilizzarlo efficientemente, la Commissione ha fornito una soluzione per aumentare le risorse disponibili tramite il Fondo di sovranità europeo, tramite la modifica del bilancio di fine anno. Il terzo pilastro tratta del piano industriale di questo Green Deal, ossia lo sviluppo di tutte le competenze utili per il processo di transizione verde e pulita. La ricerca riguarderà non solo le nuove tecnologie, bensì anche lavoratori più qualificati in questo ambito. Il quarto pilastro riguarda il topic del commercio aperto ed equo. L’economia dei singoli attori dovrà diventare sempre più “internazionale” perché la transizione ingloba più mercati e apre la strada a diversi orizzonti.  

L’Europa dovrà continuare perseguendo la sua strategia, con la stipulazione degli accordi commerciali come quelli con il Canada o il Regno Unito. Tuttavia, sarà anche utile intensificare le relazioni con paesi come il Messico, il Cile o l’Australia. L’Ue ha saputo dare una risposta efficace al piano di Biden sull’IRA che ha sollevato non poche preoccupazioni proprio in merito agli aiuti per le imprese.  Bruxelles deve continuare sulla via per tessere quella rete di interscambio economico con diversi attori globali al fine di evitare interruzioni al commercio. 

L’Ue dimostra di essere un punto di inizio verso un futuro di qualità e di eccellenza. Con il supporto necessario e i finanziamenti, i Paesi comunitari potranno aprire la strada verso un nuovo campo di alta tecnologia pulita, senza che l’ambiente circostante ne paghi le conseguenze. E’ un lavoro impegnativo che serve ad essere tra i principali competitor nell’arena internazionale. Il progetto della Cina di diventare la superpotenza nel campo del digitale e militare deve essere controbilanciata da un’altra potenza in ascesa, ossia l’Ue. Anche l’India ha avviato il “Production Linked Incentive Scheme”, uno strumento per migliorare nel campo delle batterie e del solare fotovoltaico. 

L’Agenzia internazionale per l’energia stima che il bilancio annuo nel campo dell’energia pulita entro il 2030 crescerà più del triplo rispetto ai livelli di oggi. 

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