Biden indispettito per i rapporti tra mercenari di Wagner e nordcoreani

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Gli Stati Uniti hanno accusato la Corea del Nord di aver fornito missili e razzi da campo di battaglia al gruppo mercenario russo Wagner per la guerra in Ucraina. Nel 2023 Cremlino e Pyongyang potrebbero avvicinarsi sempre più, forse fino al punto di far risorgere la quasi-alleanza che esisteva durante la Guerra Fredda. Scenario che scombussolerebbe i piani di Biden anche nell’Indo-Pacifico.

L’accusa americana: Wagner e i nordcoreani vanno ora a braccetto

L’intelligence statunitense ritiene che il gruppo mercenario russo Wagner abbia nel recente periodo ampliato la propria influenza e stia reclutando detenuti dalle carceri del Paese nell’intento di aggiungere nuove forze all’esercito di Mosca impegnato nella guerra in Ucraina. Secondo le valutazioni americane, Wagner potrebbe aver recentemente ricevuto armi dalla Corea del Nord. La Casa Bianca ritiene che la spedizione abbia violato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha annunciato sanzioni contro Wagner.

Washington ritiene inoltre che Wagner abbia ottenuto una tale influenza nel conflitto ucraino tale da essere ora in grado di ingaggiare una battaglia di potere con lo stesso esercito russo. “In alcuni casi, i funzionari militari russi sono effettivamente subordinati al comando di Wagner”, ha affermato John Kirby, coordinatore delle comunicazioni strategiche presso il Consiglio di sicurezza nazionale. Secondo le valutazioni della Casa Bianca Wagner sta ora emergendo come centro di potere rivale all’esercito russo stesso.

Le suddette rivelazioni sul gruppo Wagner sono giunte all’indomani della storica visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Washington, occasione durante la quale, dopo aver ringraziato gli Stati Uniti per la loro assistenza militare, il leader ucraino ha anche spinto gli americani ad un aiuto ancora più consistente per opporsi e respingere le offensive russe.

Wagner: attore chiave nella guerra in Ucraina?

Wagner sembra dunque ora emergere come un attore chiave nel conflitto ucraino. Le truppe appartenenti al gruppo vengono spesso descritte come l’apparato clandestino del presidente russo Vladimir Putin. Il gruppo è riuscito nell’intento di ampliare la propria presenza a livello globale sin dalla sua creazione nel 2014 ed è stato altresì accusato di crimini di guerra in Africa, Siria e Ucraina. Il Gruppo Wagner, un’organizzazione paramilitare privata che gode di stretti legami con il Cremlino, nel corso del 2022 ha ricoperto un ruolo principale nelle attività militari di Mosca in Ucraina, mentre in precedenza aveva già ricoperto un ruolo importante in conflitti in altre parti del mondo, come ad esempio nel Continente africano.

Gli Stati Uniti stimano che Wagner abbia attualmente circa 50.000 uomini dispiegati in Ucraina: il gruppo impiegherebbe almeno 100 milioni di dollari al mese per finanziare le proprie operazioni in Ucraina.

L’influenza e la presenza di Wagner si sono drasticamente rafforzate dopo che le truppe russe impegnate nell’invasione dell’Ucraina hanno subito molteplici battute d’arresto. Se nel marzo 2022 alcune stime valutavano la presenza del gruppo attorno alle 1.000 unità, recentemente funzionari britannici hanno affermato che Wagner consta sul terreno di almeno 20.000 uomini, circa il 10% del totale delle forze russe presenti sul territorio ucraino.

Il fondatore del gruppo, Yevgeny Prigozhin, si è persino recato personalmente nelle carceri russe per reclutare lui stesso i detenuti destinati ad andare a combattere in prima linea: in cambio del servizio sul campo di battaglia, è stato promesso loro che saranno retribuiti e che la pena sarà commutata dopo aver scontato sei mesi in prima linea. Per la Casa Bianca sono circa 1.000 i combattenti di Wagner che sono stati uccisi nei combattimenti delle ultime settimane. Anche la leadership dello stesso Prigozhin, soprannominato  “lo chef di Putin”, sembra essere in ascesa.

Secondo l’intelligence americana, nel novembre scorso Wagner avrebbe ricevuto in consegna razzi e missili di fanteria dalla Corea del Nord, chiara indicazione, altresì, di come la Russia e i suoi partner militari riescano ad eludere ed aggirare le sanzioni occidentali e i controlli sulle esportazioni. Seppur le armi fornite ai gruppi mercenari da Pyongyang non dovrebbero apportare alcuna modifica significativa alla dinamica sul campo di battaglia in Ucraina, il precedente apre tuttavia alla possibilità che la Corea del Nord possa in futuro rifornire di ulteriore materiale il gruppo mercenario.

Kirby ha anche affermato che l’amministrazione Biden, attraverso il Dipartimento del Commercio, ha ora designatoWagner come “utente finale militare”, il che ha lo scopo di limitarne l’accesso alle apparecchiature “ovunque nel mondo basate sulla tecnologia o sulle apparecchiature di produzione statunitensi”.

Altro fronte caldo: Wagner indigesta a Washington

Prigozhinn ha risposto alle affermazioni americane secondo le quali il suo gruppo avrebbe preso consegne di armi dalla Corea del Nord, ritenendole “nient’altro che pettegolezzi e speculazioni”. “Tutti sanno che è passato molto tempo da quando la Corea del Nord ha fornito armi alla Federazione Russa”, ha poi proseguito Prigozhin. “E non sono stati nemmeno fatti altri tentativi del genere. Pertanto, queste consegne di armi dalla Corea del Nord non sono altro che pettegolezzi e speculazioni”. 

La struttura del gruppo ricorda da vicino una rete informale di mercenari e imprese, apparentemente operante come agente “non ufficiale” di Mosca, che potrebbe però fare affidamento sulla capacità di Wagner di riuscire ad operare nell’ombra, come suggerisce Valeriy Akimenko, ricercatore associato presso il Conflict Studies Research Centre con sede nel Regno Unito. È verosimile ritenere come Putin possa servirsi di Wagner per sfruttarne i collegamenti internazionali e accaparrarsi così ulteriori forniture militari.

Seguendo questo filo logico appare plausibile ritenere possibile uno scenario che comporterebbe una spedizione di armi nordcoreane nel Continente africano, che verrebbero poi reindirizzate a Mosca: questa prospettiva si allineerebbe anche alle ipotesi di Washington secondo le quali Pyongyang avrebbe fornito armi per la guerra in Ucraina facendole transitare attraverso Nord Africa e Medio Oriente.

La Corea del Nord sembra poter rifornire Wagner vista l’industria attiva delle munizioni del paese e la sua ambizione di incrementare le esportazioni  di armi. Un modus operandi già visto in passato, anche in ragione del fatto che Pyongyang ha spesso fornito riparazioni ai paesi dell’ex blocco comunista, come Cuba.

Pyongyang ha inoltre espresso costante sostegno alle “legittime preoccupazioni per la sicurezza” espresse da Mosca, accusando Washington di rappresentare la “causa principale della crisi ucraina”.

Nelle prossime settimane si attendono da Washington ulteriori sanzioni contro la società e gruppo di supporto a Wagner ma Pyongyang e Mosca potrebbero approfondire i loro rapporti: dall’inizio della crisi ucraina, I nordcoreani hanno sostenuto inequivocabilmente Mosca e inoltre, assieme alla Siria, la Corea del Nord ha riconosciuto le repubbliche sponsorizzate dalla Russia di Donetsk e Lugansk. I due Paesi hanno inoltre una lunga storia di collaborazione economica che potrebbe essere ulteriormente approfondita nei prossimi mesi.

L’intesa Mosca-Pyongyang sarà inserita nell’allineamento guidato da Pechino tra Cina, Russia e RPDC: un blocco cinese-russo-nordcoreano potrà avere un profondo impatto sugli equilibri di potere nel nord-est asiatico, quadrante sul quale Biden ha concentrato la sfida futura per gli Stati Uniti.

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