L’arresto di Ovidio “El Raton” Guzman

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Fonte Immagine: CNN

Ovidio Guzman, figlio del noto narcotrafficante “El Chapo” è stato recentemente catturato ed è al momento tenuto in custodia dalle autorità messicane. L’arresto ha provocato scontri importanti tra gli agenti federali e i membri del cartello di Sinaloa, nel Nord del paese.  

Una lunga operazione di polizia condotta dalle forze dell’ordine messicane ha portato, il 5 Gennaio scorso, all’arresto di Ovidio Guzman, il figlio di Joaquin “el Chapo” Guzman, il leader (ora in carcere) del cartello di Sinaloa – uno dei più importanti e pericolosi del Messico.

A seguito della cattura e dell’estradizione del “Chapo”, si presume che Ovidio abbia almeno parzialmente preso le redini dell’organizzazione precedentemente guidata dal padre. Ad un primo arresto avvenuto nell’Ottobre del 2019, aveva fatto tuttavia seguito il suo ritorno il libertà, dopo che scontri tra le forze di polizia e militanti del cartello avevano provocato la morte accidentale di un civile. Per evitare ulteriori perdite di vite, il Presidente Lopez Obrador aveva quindi ordinato di rilasciare Ovidio

Scontri di una notevole magnitudine si sono registrati anche in occasione del secondo arresto. Al momento si contano 29 vittime tra militari e membri del cartello, e la città di Culiacan è rimasta paralizzata – perfino il vicino aeroporto di Sinaloa è rimasto interessato dai contrasti e quindi temporaneamente chiuso al traffico.

I giudici federali dovranno ora considerare il caso ed eventualmente decidere in favore dell’estradizione di Ovidio verso gli Stati Uniti. Al momento, “el Ratòn”, come viene soprannominato, si trova invece nella prigione di massima sicurezza “Altiplano”, la stessa dalla quale suo padre riuscì ad evadere nel 2015.  

L’arresto di Ovidio assume una importanza particolare data la sua quasi concomitanza con la visita a Città del Messico di Joe Biden e Justin Trudeau – visita durante la quale si discuterà certamente del problema del narcotraffico. L’operazione potrebbe dunque essere un modo per dimostrare che il governo messicano sta agendo in maniera competente, rassicurando i due vicini e segnalando che progressi importanti su tale fronte sono possibili

Rimangono da vedere gli effetti concreti dell’arresto di Guzman sulle operazioni future del cartello, e di conseguenza sul mercato delle sostanze stupefacenti (prima tra tutte il fentanyl) che continuano a mietere vittime nei tre paesi citati. 

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