Caccia di nuova generazione. Nasce il Global Combat Air Programme (GCAP)

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Fonte Immagine: https://www.airforce-technology.com/features/new-gcap-fighter-moves-beyond-parochial-european-continentalism/

L’Italia, il  Regno Unito e il Giappone nel loro impegno nel campo del mantenimento della pace e sicurezza a livello mondiale hanno avviato una collaborazione nel settore della difesa siglando il Global Combat Air Programme (GCAP)

Il campo della difesa è tra le principali questioni vitali per uno Stato. L’obiettivo, oltre la classica “corsa agli armamenti” è quello di elevarsi tecnologicamente come potenza dominante in quel settore. Pertanto, è necessario lo studio per lo sviluppo di nuove armi strategiche che consentono una maggiore resistenza e un alto livello di precisione per centrare il bersaglio. Si  può pensare alla logica del drone diventato un comune strumento nel campo di battaglia che permette, oltre una mira precisa, di evitare meno vittime tra i soldati. 

Che cos’è il Global Combat Air Programme (GCAP)

Il 9 dicembre del 2022 i capi dei governi di Italia, Giappone e Regno Unito hanno annunciato al mondo intero la nascita di un nuovo programma, nato dall’intesa dei tre Stati di “armarsi” tecnologicamente.  L’accordo è frutto del progetto Tempest a guida britannica a cui partecipa anche l’Italia, e il programma F-X dello Stato asiatico. Si tratta  anche di una cooperazione nell’ambito del system of systems per operazioni multi-domino. 

Il partenariato congiunto mira a sostituire gli Eurofighter occidentali di Roma e Londra e gli F-16 di Tokyo perché sono formati da attrezzature obsolete, vecchie di circa 40 anni. E’ necessario un continuo aggiornamento date le circostanze a livello globale che vede l’avanzamento delle superpotenze. La data prevista per il raggiungimento di questo scopo è il 2035. 

Un altro elemento caratterizzante è quello di dare una risposta degna di nota all’interno dell’area europea a Francia, Germania e Spagna che nel 2017 hanno avviato una cooperazione nel settore degli armamenti con il programma FCAS, ossia Future Combat Air System. 

Una divisione all’interno del territorio comunitario che vede nuovi spostamenti di equilibrio e la nascita di nuove “alleanze” portando a nuovi “scontri” e tensioni, in un’area come quella del sistema difensivo che avrebbe dovuto lasciar spazio alla cabina di regia di Bruxelles e non alle prevalenze nazionali. 

Dal punto di vista orientale, è una grande opportunità per il Giappone collaborare con Stati europei. Un sentimento di dispiacere nei riguardi di Washington ha guidato uno tra i paesi più sviluppati dell’Asia ad avviare una partnership con Londra e Roma. Le ragioni secondo alcuni analisti ed esperti del settore risiedono nel comportamento avviato dagli Stati Uniti come principali proprietari di attrezzature di tecnologia avanzata che non hanno voluto condividere le proprie idee con gli alleati.

Nel novero della cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale si siglano accordi e alleanze, ma spesso si usa l’altra parte in campo per capire tattiche e strategie, non condividendo i propri progressi nazionali. Così, il Giappone ha pensato bene di dirigersi verso nuove prospettive con altri Paesi. 

Il 2035 potrebbe essere l’anno cruciale dove saranno pronti i nuovi velivoli aerei asiatici che metteranno a dura prova l’avanzata Cina. Le industrie coinvolte sono Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries e  da parte italiana l’impresa capofila sarà Leonardo. Quest’ultimi saranno più propensi a lavorare nel campo dell’elettronica ed ingegneristica per sviluppare forme di tecnologia più avanzata. 

Contesto europeo ed italiano 

Nel panorama comunitario, l’Italia tramite questo programma dimostrerà che avrà un ruolo di primo piano. Dimostra le potenzialità che possiede nel diventare un centro di riferimento a livello mondiale. 

In questo quadro, Roma ha saputo intessere quella rete di alleanze necessarie per far sì che il paese e le sue industrie non vengano marginalizzate. E’ una sfida che si gioca non solo sul campo della difesa, bensì anche su quello economico e, soprattutto, politico. E’ fondamentale in questa circostanza rimanere ancorati a quel sistema di alleanze strategiche come la Nato, di cui non si  è mai messa in discussione la sua posizione di membro.

L’Italia avrà  maggior peso politico, non solo nel rapporto con Bruxelles, ma anche con Washington e Pechino. Il tema legato alla tecnologia è tra i punti salienti dell’agenda di lavoro degli americani, quasi come se costituisse una vera e propria mania. Lo deve diventare anche per gli europei e l’Italia per puntare al meglio su scala globale. 

L’Europa, come in diverse altre politiche, si vede ancora una volta divisa da opinioni divergenti e da scontri di prevaricazione nazionale. Non si è ancora pronti per arrivare a formulare un programma congiunto che porti l’intera Unione ad un passo verso un futuro brillante. 

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