Asse Helsinki – Reykjavik per sicurezza e cooperazione nell’Artico

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Incontro tra Finlandia e Islanda, sullo sfondo di uno scenario internazionale che cambia. L’Artico si propone sempre più come nuovo baluardo di valori democratici e luogo di sperimentazione della politica che cambia.

Le questioni sullo sviluppo dei sistemi di sicurezza nell’Artico, passano anche per due paesi come Islanda e Finlandia, che provano a far valere il proprio approccio puntando ad un asse strategico. La scorsa settimana, nei giorni 22 e 23 novembre, la premier finlandese Sanna Marin ha incontrato l’omologa Katrìn Jakobsdòttir a Reykjavik, per confermare il saldo legame tra i due paesi e la necessità di cooperazione, ampiamente prevista nell’agenda politica finlandese. La visita della Marin è successiva al precedente incontro tra i due paesi, avvenuto ad ottobre, quando il Presidente finlandese Sauli Niinistö si è recato a Reykjavik per i medesimi motivi.

Sullo sfondo vi è il 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, ma alla luce delle nuove problematiche internazionali, oltre a transizione energetica e cambiamento climatico, ci sarà ampio spazio per argomenti relativi come la difesa, il conflitto in Ucraina, l’Europa e l’adesione della Finlandia alla NATO. Il tutto rientra in uno scenario del tutto inedito che vede il Nord e l’Artico impegnati necessariamente nel dibattito su quali saranno le sfide che interesseranno questa regione nel prossimo futuro. Per questo motivo, per Helsinki, la partnership con l’Islanda è molto importante, specie in vista della presidenza del Nordic Council of Ministers che passerà all’Islanda dalla Norvegia a partire da gennaio 2023

I progetti islandesi

L’Islanda si sta preparando ad assumere il ruolo di presidenza del Consiglio dei Ministri Nordico, e intende presentarsi a tale momento con un programma che punterà ad un Artico verde, sostenibile e competitivo sul piano economico. Ma i punti principali riguarderanno la pace e la sicurezza nella regione. Ed è forse per questo che il programma è definito “The Nordic Region – A Force for Peace”. La pace sarà un prerequisito fondamentale per il futuro della regione, una pace che dovrà passare necessariamente per l’impegno degli stati artici.

Con la Finlandia poi, il rapporto è molto saldo, ed oggi, l’Islanda ricopre un ruolo che Helsinki non è intenzionata a sottovalutare. Quando la Finlandia, congiuntamente alla Svezia ha annunciato di voler entrare in NATO, ha trovato l’Islanda, membro dal 1949, tra i primi supporter per tale causa. Riguardo il conflitto in Ucraina, la questione della sicurezza in Europa e quella relativa ai problemi ambientali nell’Artico, Finlandia e Islanda portano avanti un discorso da molti anni. Al centro di tutto vi è ovviamente la cooperazione, con una serie di operazioni congiunte per fronteggiare eventuali pericoli. Nel solo 2022 i rappresentati dei due paesi si sono incontrati tre volte, e l’appoggio reciproco è più saldo che mai, forse anche per la percezione maggiorata del pericolo. 

I valori artici

Nell’ambito dell’incontro tra la Marin e la Jakobsdòttir, sono stati ribaditi concetti posti sotto l’aura dei “valori artici”. In una logica espressa e condivisa dalle due premier, il Nord sarebbe un vero e proprio baluardo dove resistono i principi democratici e partecipativi, in un panorama internazionale dove, tali valori sono messi seriamente a repentaglio.

La storia, le tradizioni e la cultura dei due paesi sono affini e questo rientra nel novero del discorso portato avanti tanto dalla Marin, quanto dalla Jakobsdòttir. Alla fine dell’incontro, le due premier si sono dette comunque molto soddisfatte e, confermando l’impegno reciproco, Islanda e Finlandia danno vita ad un vero e proprio asse nordico, che si propone come ulteriore rinforzo alla cooperazione in zona artica. D’altronde con l’emarginazione della Russia, successiva all’invasione dell’Ucraina, è cambiato anche lo scenario relativo ai progetti di cooperazione nell’Artico. Ora che tutti gli stati rivieraschi tendono a fare terra bruciata intorno a Mosca, ed ora che Mosca è diventata un avversario temibile e non più un vicino scomodo, i vecchi rapporti diplomatici tra i vari paesi artici vengono rinnovati.

Il nuovo ruolo dell’Artico

L’incontro tra Islanda e Finlandia avviene praticamente nello stesso periodo in cui, la Finlandia ha incontrato anche Norvegia e Svezia. Con i due paesi scandinavi, Helsinki ha rinnovato l’accordo stipulato nel 2020, aggiornato alla luce del nuovo scenario di tensione internazionale. I due incontri danno l’idea di quale sia la percezione del pericolo nell’Artico. Gli stati artici sono fermamente convinti che è da quelle regioni che debba partire un esperimento vero e proprio di cooperazione e di difesa reciproca. D’altronde le sfide derivanti dal cambiamento climatico e le minacce di escalation belliche riguardano a vario titolo tutti gli stati rivieraschi dell’Artico, e con l’ingresso di Svezia e Finlandia in NATO l’asse dell’Alleanza Atlantica si sposta inevitabilmente verso nord.

In questo contesto la Finlandia si appoggia all’Islanda, la quale, a scapito delle sue piccole dimensioni, si appresta ad assumere un ruolo di primo piano per Helsinki, in ottica NATO. Inoltre, tutte queste operazioni, gli incontri e gli accordi, non sono fini a sé stessi, ma hanno proprio a che fare con la NATO. Esse potrebbero essere a lungo termine, operazioni di supporto e di rinforzo per le ingerenze atlantiche per un’alleanza che si propone di orientarsi sempre più a nord. Di tutto questo però, bisognerà vedere cosa ne pensano gli altri player artici come gli Stati Uniti e la rivale Russia. Di certo, le relazioni con i due paesi avranno molta influenza sul processo decisionale, ma per il momento, gli stati che si trovano di mezzo nello storico conflitto, provvedono alle giuste contromisure. 

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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