Artico: operazioni congiunte di Svezia, Finlandia e Norvegia

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Fonte Immagine: https://www.government.se/press-releases/2022/11/defence-ministers-of-finland-norway-and-sweden-signed-an-updated-trilateral-statement-of-intent/

Martedì ad Oslo, si è tenuto un importante incontro tra i vertici di Svezia, Finlandia e Norvegia. Ciò che è emerso è un aggiornamento dell’accordo di cooperazione redatto nel 2020. Sulle modifiche influiscono la NATO e il conflitto in Ucraina.

La cooperazione tra Svezia, Finlandia e Norvegia riparte da un’operazione congiunta nei mari del nord, organizzata allo scopo di tenere alta l’attenzione sull’Artico. L’accordo di cooperazione e difesa è stato stipulato proprio questa settimana, e l’attenzione è tutta sull’Artico, il Grande Nord, così come è stato definito. Chiaramente, ad influire sulla stipula, è stato soprattutto il conflitto russo-ucraino, assieme al rapido cambiamento sullo scenario internazionale, che di qui a poco promette di stravolgere tutte le carte in tavola. Una situazione che, dai paesi scandinavi viene vissuta come un pericolo imminente dell’avanzata russa, o comunque come un periodo di rinnovata tensione di confine.

Per questo motivo i tre paesi hanno deciso di rafforzare le capacità congiunte dei loro paesi e di svolgere le operazioni militari, lavorando gomito a gomito. L’accordo è un ritorno alle origini per Svezia, Norvegia e Finlandia, dato che lo stesso si propone di essere la versione aggiornata del precedente documento sottoscritto nel 2020. E infatti si sa, il panorama internazionale è cambiato e si è fatto più minaccioso; a ciò, si aggiunga che Svezia e Finlandia sono sulla soglia dell’ingresso in NATO, è chiaro che un ritocco all’accordo del 2020 andava fatto. 

Nello specifico, l’accordo tra i tre stati mira a rafforzare la pianificazione operativa in maniera congiunta. Particolare attenzione sarà data allo sviluppo di capacità militari che dovranno adoperarsi in operazioni congiunte, in cui l’obiettivo saranno le strategie difensive nelle aree più a nord dei territori di competenza. Le operazioni saranno condotte da un direttivo politico con rappresentanti dei Ministeri della Difesa e vi sarà anche un gruppo di coordinamento militare a guidare le operazioni congiunte sul campo.

La prima operazione potrebbe essere la Arctic Challenge Exercise, tenutasi già nel 2021, ma che si ripeterà nel 2023 con le forze armate di Oslo, Stoccolma ed Helsinki. Per quanto riguarda invece, gli obiettivi prefissati, i tre Ministri della Difesa sono stati chiari e soprattutto concordi nel chiarire che queste operazioni previste nell’accordo, serviranno a garantire la difesa reciproca, il supporto militare, ma soprattutto la prontezza di reagire ad eventuali attacchi. Ad ogni modo, qualora dovesse palesarsi sul serio il rischio di un attacco, le azioni militari saranno discusse prima in ambito politico nazionale e poi si prenderanno decisioni congiunte. 

Ad ogni modo c’è grande soddisfazione per questo accordo, che da un lato lascia un certo margine di manovra ai tre stati e dall’altro, insiste sulla necessità di operatività congiunta tra i tre paesi, così vicini e soprattutto così vicini alla zona calda del confine russo. Ad ogni modo si prospetta un cambio di passo decisamente interessante, dato che le operazioni punteranno molto sull’Artico e sulle aree settentrionali di Svezia, Norvegia e Finlandia.

Non bisogna dimenticare che i tre paesi vantano degli apparati militari di tutto rispetto, e nonostante il contenuto numero di abitanti, ci sono eserciti molto numerosi e mezzi che, per modernità e potenza, non hanno nulla da invidiare a quelli di altri paesi. E non solo; a ciò bisogna aggiungere che a breve arriverà un rafforzamento ancora più temibile: la NATO. Gli stati firmatari dell’accordo infatti, sperano di trarre il massimo giovamento dall’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza. Infine, essendo stipulato l’accordo all’interno della NORDEFCO (North Defence Cooperation), l’intesa che comprende anche paesi come Danimarca e Islanda, è stato stabilito che non solo, Copenaghen e Reykjavik saranno informate costantemente sulle operazioni, ma sarà anche facilitata l’interazione per individuare soluzioni condivise, con l’Artico al centro. 

L’accordo, rinnovato in molti suoi punti, racchiude tutte le tematiche e le preoccupazioni che stanno tenendo banco a livello politico nei paesi scandinavi. La preoccupazione degli stati artici per la guerra in Ucraina e per la minaccia di escalation nucleare da parte di Mosca, è molto presente nelle modifiche apportate al testo. Ma altrettanto presente è anche la volontà di coinvolgere attivamente la NATO nello sviluppo di un sistema di protezione che garantisca sicurezza nei mari artici. È molto probabile quindi, che le operazioni previste dall’accordo, siano solo delle prove tecniche di difesa. 

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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