L’incontro Xi-Kishida nel segno della responsabilità

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Fonte Immagine: https://www.japantimes.co.jp/news/2022/11/19/national/politics-diplomacy/kishida-xi-summit-diplomacy-mode/

Il vertice bilaterale tra i leader di Cina e Giappone sembra essere un’ulteriore tappa di un auspicato disgelo nelle relazioni tra i due Paesi.

Il 17 novembre il presidente Xi Jinping e il primo ministro Kishida Fumio si sono incontrati a Bangkok, poco prima dell’inizio del summit dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation), in una settimana densa di vertici diplomatici cruciali per la regione. L’incontro ha rappresentato il primo vertice tra i leader dei due Paesi a distanza di tre anni dall’ultima volta e sembra dare un chiaro segnale di ripresa delle relazioni diplomatiche, nonostante le posizioni dei due Paesi sui principali dossier regionali siano molto distanti.

I principali dossier della sicurezza regionale sembrano esser stati trattati con molta franchezza dai due leader. A margine dell’incontro, Kishida ha sottolineato nuovamente l’importanza dell’ordine basato sulle regole e la sua opposizione a cambiamenti unilaterali dello status quo attraverso l’uso della forza, oltre a segnalare l’importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan. Xi, per tutta risposta, ha reiterato l’antica prassi diplomatica cinese del non intervento negli affari interni degli altri Paesi, pretendendo quindi che lo stesso principio venga applicato per la Cina. Ha inoltre sottolineato come la questione di Taiwan vada affrontata “in buona fede” e riguarda anche gli aspetti fondamentali delle relazioni tra Cina e Giappone.

Dalle due posizioni espresse emerge un quadro sostanzialmente invariato rispetto al clima di tensioni che ha caratterizzato gli ultimi mesi politici della regione indo-pacifica. L’aspetto di novità è rappresentato dall’incontro stesso, che testimonia la volontà di entrambe le parti di mantenere aperto un canale diplomatico per gestire le tensioni nel modo più corretto. È chiaro quindi che la cooperazione e il confronto rimangono (almeno per ora) il metodo preferito di contenimento e mitigazione delle dispute, essendo la composizione di queste ultime ben lontana dall’orizzonte di entrambi i Paesi.

Questo trova una motivazione anche nei periodi politicamente complicati che stanno attraversando entrambi i Paesi: la Cina si trova a dover gestire una crescita economica azzoppata dalle politiche di contenimento del Covid-19, mentre Kishida si trova a dover difendere il proprio esecutivo da continui scandali e da consensi ormai in picchiata. Due motivi che hanno portato i due leader all’approccio strategicamente più consono alle condizioni interne, evitando quindi smottamenti che potrebbero danneggiare entrambi i Paesi, soprattutto sul versante economico.

In sintesi, l’incontro tra i due leader non ha portato a nulla di sostanzialmente risolutivo, ma sembra promettere un periodo di dialogo tra i due Paesi, almeno in assenza di ulteriori e più gravi crisi politiche nella regione.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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