La “diplomazia” dei missili

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Dopo la caduta del missile avvenuta in territorio Polacco la notte tra  il 15 e il 16 novembre 2022 il mondo ha rischiato una guerra totale. Mosca ha apprezzato la cautela di Washington nel commentare l’evento nell’immediato, ma Zelensky chiede commissione internazionale per indagare. Secondo il presidente ucraino il missile non era ucraino; e allora di chi era? Ipotizziamo i possibili scenari alternativi.

La notte del 16 novembre, forse tra qualche decennio, verrà studiata dai nostri discendenti, come la notte in cui si arrivò vicinissimo a trovare un casus belli per far scoppiare la Terza Guerra Mondiale.

Per fortuna, il tempestivo intervento, dopo qualche ora dalla diffusione della notizia, del presidente degli Stati Uniti Joe Biden – che già in precedenza aveva ipotizzato quanto fosse altamente improbabile la provenienza russa del missile – ha detto agli alleati della Nato che il missile caduto in Polonia, altro non era che un dispositivo di difesa aerea ucraina. 

Adesso, in virtù del ruolo di analista che ricopro, possiamo ipotizzare differenti scenari e interpretazioni rispetto alla versione ufficiale. Suona molto sospetto, del resto, che, dopo quasi un anno di guerra, l’innalzamento della tensione si sia verificato in occasione del G20, in cui le personalità più importanti della Terra sono riunite a Bali. Se volessimo fare analisi di scenario, potremmo ipotizzare quattro ipotesi alternative a quanto è stato riportato ufficialmente. 

Scenario n. 1 

Il missile appartiene realmente alla Russia, e per qualche errore umano/tecnico è andato fuori rotta. Nessuno si auspica una guerra mondiale e, con Zelensky che preme sull’acceleratore dello scontro diretto NATO – Russia, qualcuno a Washington ha pensato di fare la colomba e non il falco. Parlando a nome di tutti, Biden aveva già chiuso il caso con l’affermazione che il “missile é della contraerea ucraina”.

Scenario n. 2 

Il missile è russo, non c’è stato alcun errore e qualcuno al Cremlino ha cercato una prova di forza nel momento in cui, per la prima volta dall’inizio della guerra, Cina e USA si incontrano e smorzano le tensioni (colloquio Biden – Xi). L’obiettivo non era sicuramente scatenare la terza guerra mondiale, ma dimostrare che la tensione rimane alta a livello globale, nella speranza di creare una nuova crepa tra Pechino e Washington.

Scenario n. 3 

Il missile è ucraino ma la caduta in Polonia non è figlia del caso, ma una vera e propria false flag orchestrata da Kiev con lo scopo di incolpare la Russia, in modo da sabotare possibili accordi o trattative che potrebbero realizzarsi tra russi e statunitensi a Bali, alle spalle dell’establishment ucraino.

Scenario n. 4 

Avvertimento NATO alla Russia nel tentativo di non esacerbare ulteriormente gli animi di una coalizione che, seppure unita, non gode dello stesso appoggio politico dei singoli Stati nell’eventualità di un possibile scontro diretto con Mosca. L’ammonimento consisterebbe nella creazione di un casus belli che permetterebbe, senza troppi controlli e/o scrupoli, un intervento diretto.

Perché dovremmo passare al vaglio queste ipotesi?

Perché il primo a disconoscere quanto accaduto è la principale parte che è stata coinvolta in questo conflitto, ovvero il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. È stato proprio lui ad insistere sul fatto che quanto accaduto oltre il confine polacco sia poco chiaro e la versione ufficiale non soddisfa Kiev.

“Non ho dubbi che non sia stato il nostro missile o il nostro attacco missilistico; voglio che siamo onesti, e se è stato l’uso della nostra difesa aerea, allora voglio quella prova. “

Tutti questi scenari sono possibili chiavi di lettura alternative, dato che reputo altamente sospetto il verificarsi di un incidente – che ha tenuto il mondo col fiato sospeso – nel momento in cui i grandi della terra, riuniti in Indonesia, cercano soprattutto una soluzione al conflitto in Ucraina, puntando gli occhi su Cina, Russia e USA.

L’unica nota positiva, se qualcosa di positivo si può trovare in un missile che ha ucciso due innocenti esseri umani, che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, è che, giunti alla prova finale, Biden, e gran parte dei Paesi occidentali, hanno frenato veementemente e visibilmente di fronte anche solo alla remota possibilità che il missile potesse essere russo.

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