Su Cipro è una disputa senza fine

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La Repubblica Turca di Cipro del Nord è stata invitata a partecipare ai lavori dell’Organizzazione degli Stati turchi in qualità di membro osservatore, ma la replica dell’Ue è stata chiara: Bruxelles riconosce esclusivamente la Repubblica di Cipro come soggetto di diritto internazionale. 

La scorsa settimana si è svolto a Samarcanda, in Uzbekistan, il 9° summit dell’Organizzazione degli Stati turchi. In occasione dell’avvio dei lavori, il presidente turco Erdogan aveva proposto di invitare l’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord a partecipare alle attività dell’organizzazione in qualità di membro osservatore. Tuttavia, lo statuto dell’organizzazione prevede che ne possano far parte esclusivamente Stati internazionalmente riconosciuti e sovrani, mentre la Repubblica Turca di Cipro del Nord, autoproclamatasi nel 1983, a seguito dell’occupazione turca del territorio settentrionale di Cipro, non è riconosciuta come tale dalla Comunità internazionale. 

Come si legge in un comunicato del ministero degli Esteri della Repubblica di Cipro, a fronte del diniego da parte degli altri membri dell’organizzazione di conferire all’entità separatista di Cipro Nord lo status di osservatore, Erdogan ha proposto una modifica dello statuto al fine di poter invitare a partecipare ai lavori dell’organizzazione in qualità di osservatore non solo gli Stati internazionalmente riconosciuti e sovrani, ma anche altre entità non riconosciute come tali dalla Comunità internazionale.

L’episodio non è stato accolto con favore dall’Ue, che ha colto l’occasione per ribadire la posizione di Bruxelles in merito alla questione di Cipro. In un comunicato del Servizio europeo per l’azione esterna si legge: “L’UE ha ripetutamente chiarito, anche al più alto livello politico, che l’UE riconosce solo la Repubblica di Cipro come soggetto di diritto internazionale, conformemente alle rispettive risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Qualsiasi azione volta a facilitare o assistere in qualsiasi modo il riconoscimento internazionale dell’entità secessionista turco-cipriota danneggia gravemente gli sforzi volti a creare un ambiente favorevole alla ripresa dei colloqui di risoluzione sotto gli auspici delle Nazioni Unite”.

Quella del presidente turco, infatti, è una mossa che rema contro gli sforzi sostenuti dalle Nazioni Unite per promuovere una soluzione globale al problema di Cipro, attraverso la riunificazione dell’isola e la costituzione di una federazione bizonale e bicomunitaria che, pur riconoscendo le differenze etniche e culturali tra le due aree dell’isola, preservi l’integrità di Cipro, nel rispetto del diritto internazionale ed europeo. Ogni soluzione differente da questa non fa che allontanare, almeno su questo fronte, Ankara e Bruxelles.  

Del resto, la rivendicazione dei territori nordciprioti comporta numerosi problemi per la Repubblica di Cipro, membro dell’Ue dal 2004, che non possono essere considerati come secondari. Tra questi, innanzitutto c’è l’impossibilità di garantire l’integrità politica e territoriale del Paese. In secondo luogo, la divisione territoriale si estende anche al mare, dove si riscontra il problema dello sfruttamento delle risorse delle acque contese. Infine, un ultimo e significativo problema riguarda l’impossibilità di applicare a pieno l’acquis di Schengen.

La Repubblica di Cipro, infatti, assieme a Romania, Bulgaria e Croazia, è uno di quegli Stati dell’Ue che, pur avendo aderito alla Convenzione di Schengen, ancora non soddisfa i requisiti per far parte dell’area Schengen. Se per gli ultimi tre, però, la situazione potrebbe cambiare a breve, lo stesso non può dirsi per Cipro, dove la Green Line e l’ultimo muro d’Europa minano la sovranità del Paese e rendono di fatto impossibile il pieno controllo delle frontiere.

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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