Il Giappone al centro della strategia indo-pacifica tedesca

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Nonostante il mondo abbia rivolto la sua attenzione al viaggio di Scholz in Cina, il governo tedesco ha però sfruttato l’occasione del viaggio per portare avanti la partnership strategica con il Giappone.

La sempre crescente importanza politica ed economica dell’area indo-pacifica sta portando tutti i più importanti attori globali alla ricerca di un ruolo su quel palcoscenico. La Germania è, da un certo punto di vista, una presenza decisamente atipica rispetto agli altri Stati europei: laddove Regno Unito e Francia portano la loro proiezione militare, Berlino gioca le sue migliori carte economiche, complice anche l’assenza di un dispositivo militare adeguato al ruolo.

La Germania ha una stretta relazione economica con la Cina, cosa che rende i rapporti politici con Pechino fondamentali per l’economia tedesca. Allo stesso modo, il deterioramento dell’ambiente strategico porta necessariamente Berlino a fare delle riflessioni e valutazioni sul ruolo della Cina nella propria visione politica. Le critiche per la cessione del 25% di un terminal del porto di Amburgo alla cinese Cosco hanno profondamente scosso l’esecutivo di Scholz e hanno portato molti partner a chiedersi quale sarebbe l’effettivo comportamento tedesco qualora i rapporti tra Cina e alleati statunitensi dovessero deteriorarsi ulteriormente.

La visita di Scholz, avvenuta esattamente alla conclusione del XX Congresso del Partito Comunista Cinese, è apparsa a molti commentatori come una sorta di koutou, una visita di cortesia al re-incoronato imperatore. Per quanto la tempistica del viaggio sia un aspetto politicamente importante, è doveroso sottolineare l’impostazione economica della missione tedesca, in cerca di un equilibrio tra questo tema e quello politico. Equilibrio che, secondo i tedeschi, è ben esemplificato dal bilanciamento del governo giapponese nella sua gestione del dossier cinese, tra tensioni politiche e necessità economiche.

Nella visione di Berlino, Tokyo è quindi un partner strategico per equilibrare i rapporti con la Cina, mantenendo una postura strategica chiara senza rinunciare ai benefici economici con quest’ultima. Il Giappone è un potenziale partner importante dal punto di vista securitario, come testimoniato dalla visita della fregata Bayern in Giappone del novembre 2021. La recente visita del presidente Steinmeier, unitamente al vertice 2+2 con i rispettivi ministri di Difesa e Esteri, apre nuovi orizzonti per una più profonda cooperazione strategica volta a rafforzare il ruolo della Germania nell’Indo-Pacifico e, dal punto di vista giapponese, avere più carte a disposizione nella gestione degli equilibri della regione, data la condivisa opposizione a cambiamenti unilaterali dello status quo attraverso l’uso della forza. I due Paesi hanno anche concordato l’inizio dei negoziati per un accordo militare logistico, pensato anche per facilitare l’organizzazione e l’esecuzione di esercitazioni congiunte.

Il Giappone si conferma quindi come un Paese in grado di elaborare una linea strategica ormai indipendente, che non si limita all’alleanza formale con gli Stati Uniti. Pur muovendosi all’interno del perimetro dei Paesi alleati e amici di Washington, Tokyo prosegue nella sua ricerca di partner anche esterni alla regione, proponendosi a questi ultimi come un attore decisivo nel futuro dell’Indo-Pacifico e nella gestione della sicurezza internazionale in una regione centrale negli equilibri mondiali.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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