Continua la partita delle Isole Salomone

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Fonte Immagine: https://www.theaustralian.com.au/nation/no-china-bases-ever-solomon-islands-prime-minister-manasseh-sogavare/news-story/fab1a56d64db61414f17ecde0511d08f.

L’Australia corre ai ripari per limitare l’influenza cinese nel Pacifico Meridionale.

Dopo la firma del chiacchierato accordo di sicurezza con la Cina nei mesi scorsi, l’Australia deve necessariamente rispondere all’espansione dell’influenza politica della Cina nel Pacifico meridionale, che tradizionalmente è un’area che ha sempre guardato a Canberra e Washington. Il nuovo governo laburista guidato da Anthony Albanese si era promesso di recuperare i rapporti con gli altri Paesi del Pacifico, segnalando come le politiche regionali siano state troppo sottovalutate dai governi precedenti.

Negli ultimi giorni, la Polizia Federale Australiana ha consegnato una cospicua donazione alla polizia delle Isole Salomone, consistente in 60 fucili semiautomatici e 13 veicoli: per le piccole forze di polizia dell’isola si tratta di veri e propri asset che possono risultare decisivi, essendo il Paese particolarmente instabile per via di scontri di matrice etnica e politica.

Oltre ad armi e veicoli, la polizia australiana ha anche garantito aiuti nella formazione del personale che dovrà maneggiare queste armi. I fucili infatti andranno non agli agenti in generale (la polizia delle Isole Salomone non porta armi da fuoco) ma ad agenti delle forze speciali di polizia che, come sottolineato dall’Australia, giocheranno un ruolo chiave nel “mantenimento della pace e della stabilità” in vista dei prossimi Giochi del Pacifico e delle elezioni politiche nazionali del 2024.

È chiaro che l’Australia voglia riportare dalla sua parte il piccolo Stato arcipelagico, balzato all’attenzione delle cancellerie globali dopo la firma dell’accordo con la Cina. Sentendosi minacciata nelle proprie vicinanze, Canberra ha deciso di fornire a Manasseh Sogavare, attuale Primo ministro delle Isole Salomone, ulteriori elementi di valutazione per rinunciare a proseguire la partnership con la Cina.

Nonostante ciò, è più probabile che il pericoloso gioco di Sogavare consista nell’attirare più attenzioni possibili, bilanciando la politica estera del Paese tra le due potenze in contrasto per garantire il suo stesso potere e ricevere aiuti economici e militari da entrambe le parti. Questo sta chiaramente avvenendo, ma l’insidia che si nasconde dietro questa politica sta nell’impossibilità di fermare determinati meccanismi quando sono ormai stati messi in moto.

Cina e Australia faranno a gara per supportare Sogavare e il suo governo, ma è facile che arrivi il momento in cui una delle due parti chiederà alle Isole Salomone di effettuare una chiara scelta di campo, trasformando il bilanciamento strategico in una chiara dipendenza politica.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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