La Comunità politica europea: utopia o realtà concreta?

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L’instabilità della regione europea dovuta all’aggressione russa all’Ucraina e alle conseguenze che tale guerra sta avendo sugli attori europei è accompagnata da una nuova importante iniziativa: la Comunità politica europea (CPE). Tale proposta presenta interessanti aspetti legati al futuro dell’Europa, ma anche molte incognite circa quale possa essere realmente il suo ruolo e la sua efficacia nel contesto geopolitico odierno.

La nascita di un nuovo progetto europeo

Il 6 ottobre scorso, nella suggestiva cornice del castello di Praga, si è tenuto il primo grande vertice della Comunità politica europea o CPE, un format atto ad incentivare l’integrazione ed il rapporto tra i Paesi europei su questioni prioritarie concernenti l’evoluzione del Vecchio Continente stesso. Proposta dal Presidente francese Emanuel Macron assieme al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel lo scorso giugno durante un vertice del Consiglio Europeo, la CPE si presenta come piattaforma di coordinamento politico per i Paesi europei in grado di garantire un dialogo a più livelli su diverse tematiche internazionali. 

Tale iniziativa, in realtà, trae origine da un vecchio progetto dell’allora Presidente francese Mitterand che, a seguito della caduta del muro di Berlino e dei forti mutamenti in corso nel continente all’epoca, propose la nascita di una Confederazione Europea per assicurare la pace e riallacciare i rapporti con gli ex-Paesi del blocco sovietico. In particolare, il progetto del Presidente Mitterand stabiliva la creazione di un forum di dialogo e cooperazione su questioni concrete come, per esempio, economia, trasporti, ambiente, energia, da affrontare collettivamente attraverso il ruolo di guida della Comunità Europea (allora composta da dodici Stati). Nonostante la rilevanza della proposta, nel giro di pochi anni fenomeni come l’affermazione dei nazionalismi, l’intensificarsi delle tensioni nei Balcani, la disgregazione dell’URSS, oltre alla percezione da parte soprattutto dei Paesi dell’Est Europa della limitatezza e lontananza del progetto in questione rispetto alla loro volontà di entrare a far parte della Comunità Europea, portarono al fallimento della Confederazione Europea[1].

Funzionamento, limiti e differenze principali con le altre istituzioni

Pur dovendosi ancora strutturare ed inquadrare formalmente, la prima riunione della CPE si è caratterizzata per l’attuazione di una sessione plenaria d’apertura, lo svolgimento di varie tavole rotonde ed incontri bilaterali sulle tematiche centrali del vertice e la realizzazione di una sessione di chiusura, priva tuttavia di dichiarazione congiunta. Inoltre, la volontà è quella di dare una cadenza semestrale agli incontri della CPE, anche se non è esclusa l’idea di ricalcare il modello G20 con vertici organizzati a rotazione. 

Per comprendere il funzionamento ed i meccanismi della CPE fondamentale sarà osservare se essa si trasformerà o meno in una vera e propria istituzione dotata di potere decisionale, budget e influenza geopolitica. Nonostante ciò, è già possibile individuare alcune differenze marcate rispetto a quelle che sono le attuali istituzioni operanti nel continente. 

Innanzitutto, è necessario evidenziare come tale iniziativa, che da molti è stata paragonata al processo di allargamento dell’Ue, in realtà non abbia nulla a che fare con un possibile ingresso nella Comunità Europea ma può, invece, essere percepita come un’alternativa concreta da aggiungere a quelle già oggigiorno presenti (es. lo Spazio economico europeo o le unioni doganali).

Poi, per quanto concerne le somiglianze con altre istituzioni europee ed internazionali, aspetti comuni possono essere riscontrati con il Consiglio d’Europa in termine di partecipanti (46 contro gli attuali 44 della CPE); tuttavia, la Comunità politica europea attuale si svincola dal focus sui diritti umani e sullo Stato di diritto, tanto da vedere la partecipazione di Paesi come Azerbaigian e Turchia che hanno numerose problematiche su tale tematica. Per competenze e temi trattati la CPE può avere anche delle analogie con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ma non si estende ad attori extra-europei come Usa e Canada che invece svolgono un ruolo centrale nell’OSCE. 

Infine, attualmente la differenza più marcata rispetto a tutte le altre organizzazioni presenti, resta quella di basarsi sulla massima flessibilità possibile e di non dotarsi di un apparato burocratico ed istituzionale[2].  

Vertice di successo

L’incontro, tenutosi prima della riunione dei capi di Stato o di governo dell’Unione Europea, ha visto la partecipazione dei 27 Stati membri dell’Ue, più una serie di Paesi (17) per lo più appartenenti all’ex Unione Sovietica che intrattengono già relazioni con l’Ue sottoforma di negoziati di adesione, partenariati strategici, intese commerciali e molto altro ancora. Significativa, invece, l’esclusione di Russia e Bielorussia che nonostante il rispetto del criterio geografico, non hanno partecipato alla riunione della CPE, evidenziando il forte isolamento che questi attori hanno attualmente perlomeno nell’ambito europeo.   

Le questioni fondamentali che hanno dominato le discussioni tra i leader presenti a Praga sono state principalmente due: 

  • Pace e sicurezza
  • Crisi energetica

Entrambe si collegano inesorabilmente al conflitto in corso in Ucraina e ai sentimenti percepiti nel territorio europeo. In particolar modo, come sottolineato dallo stesso Charles Michel, in un momento di così profonda crisi ed instabilità del continente, l’adozione di un format come quello della CPE garantisce dialogo, ascolto e comprensione, aspetti decisivi per poter trovare una soluzione collettiva e ripristinare la pace. Di conseguenza, almeno dal punto di vista teorico questo tipo di progetto può aiutare l’Europa a svolgere un ruolo di primo piano nella crisi attuale e garantire l’implementazione di una visione comune, nonostante sussistano forti differenze di vedute ed interessi tra gli attori europei. 

Le prossime riunioni, che si terranno in Moldavia, Spagna e Regno Unito e che saranno fortemente condizionate dagli sviluppi del conflitto tra Ucraina e Russia, dovranno mostrare quale indirizzo dare alla CPE dal punto di vista strutturale e, soprattutto, pratico.  

Prospettive future

La Comunità politica europea può in concreto rappresentare un importante novità nel panorama europeo odierno; tuttavia, come accennato precedentemente, è necessario stabilire quale ruolo e compiti affidargli, in modo tale da non ricalcare i fallimenti delle iniziative passate come quella di Mitterand. A tal proposito, si possono richiamare tre idee circa il futuro della CPE:

  1. Quale spazio politico per tenere i Paesi vicini legati all’Ue; in tal caso, la CPE dovrebbe dotarsi di un’apposita struttura istituzionale, con l’Unione stessa al vertice e l’applicazione di criteri di ingresso simili a quella della Comunità Europea, al fine di identificare in concreto gli attori sui quali poter fare affidamento per la ricostruzione della stabilità europea.
  2. Piattaforma di unione contro l’invasione russa in Ucraina; in questo caso, la Comunità politica europea avrebbe una prospettiva d’azione immediata e con un obiettivo preciso: porre fine all’aggressione russa e ricostruire la sicurezza europea attraverso la pace e il negoziato internazionale.
  3. Forum politico sul futuro del continente che possa rafforzare il dialogo sulle questioni di politica estera tra i Membri dell’Ue e i partner europei; qui l’assenza di struttura garantirebbe un’ampia partecipazione e discussione ma, allo stesso tempo, porterebbe a maggiori difficoltà nel giungere a risultati concreti[3]

A prescindere dal tipo di format che la CPE assumerà, la riunione dell’ottobre scorso ha mostrato la presa di coscienza dell’Ue e degli Stati europei circa i cambiamenti in corso nel continente e la necessità di tornare a discutere di equilibri geopolitici attraverso una partecipazione collettiva. Di conseguenza, fondamentale sarà dare seguito a quanto avviato a Praga per non compromettere il futuro dell’Europa.


[1] Bozo F., “The Failure of a Grand Design: Mitterrand’s European Confederation, 1989-1991”, Contemporary European History, Vol. 17, No. 3, 2008

[2] Baccini F., “Cosa distingue la Comunità Politica Europea da tutte le altre istituzioni Ue e organizzazioni internazionali”, eunews, 26 ottobre 2022, https://www.eunews.it/2022/10/06/cosa-distingue-comunita-politica-europea-altre-istituzioni-ue-organizzazioni-internazionali/

[3] Pirozzi N., “Tre vie per realizzare la Comunità politica europea”, Affari Internazionali, 26 ottobre 2022, in https://www.affarinternazionali.it/tre-vie-per-realizzare-la-comunita-politica-europea/

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