La Malesia va ad elezioni anticipate

6 mins read
Fonte Immagine : https://www.aljazeera.com/news/2022/10/20/malaysia-to-go-to-the-polls-on-xxx

Le elezioni anticipate in Malesia rappresentano un tentativo di porre fine all’instabilità politica ed economica che ha coinvolto il paese negli ultimi due anni, complice la pandemia di Covid-19. 

Il Primo Ministro malese Ismail Sabri Yaakob ha dissolto lo scorso 10 ottobre il Parlamento, convocando elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura nel settembre 2023. Il 20 ottobre la Commissione Elettorale ha stabilito che le elezioni si terranno il prossimo 19 novembre. Tale decisione, come già quella di dissolvere il Parlamento, ha creato molte perplessità, dato che le elezioni avranno luogo nella stagione dei monsoni, che ogni anno da ottobre a marzo provocano inondazioni in molte aree del paese, soprattutto lungo le coste peninsulari della Malesia. Ciò potrebbe, quindi, impattare negativamente sulla partecipazione elettorale. Queste elezioni saranno inoltre le prime da quando l’età di voto è scesa a 18 anni. 

Yaakob ha giustificato le elezioni anticipate con la necessità di ridare la parola al popolo malese, auspicando che il paese possa ritrovare la stabilità politica ed economica. Nominato Primo Ministro nell’agosto 2021, egli è il terzo ad alternarsi alla guida del Governo malese in soli due anni e mezzo, dopo la prematura fine dei governi di Mahathir Mohamad (in carica dal maggio 2018 al febbraio 2020) e di Muhyiddin Yassin (in carica dal marzo 2020 all’agosto 2021). Le elezioni del 2018, con la vittoria di Mahathir Mohamad (già Primo Ministro dal 1981 al 2003), del Partito unito indigeno della Malesia (BERSATU) della coalizione Pakatan Harapan (PH), segnarono una svolta storica, poiché per la prima volta da quando la Malesia ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1957, il partito al potere non era più l’Unione nazionale dei malesi uniti (UMNO) della coalizione del Barisan Nasional (BN), sulla scia degli scandali di corruzione che avevano coinvolto l’ex Primo Ministro Najib Razak e altri esponenti del partito.

Nel 2018, la coalizione vincente Pakatan Harapan era formata da due partiti principali, il BERSATU di Mohamad e il Partito della Giustizia Popolare (PKR) di Anwar Ibrahim. L’accordo pre-elettorale aveva stabilito una divisione del mandato tra Mohamad e Ibrahim. Tuttavia, nel 2020 Mohamad si rifiutò di lasciare l’incarico a Ibrahim, temendo che non sarebbe stato in grado di mantenere una maggioranza parlamentare. La coalizione PH collassò e nell’impossibilità di trovare una maggioranza alternativa, dato che Mohamad non volle collaborare con l’UMNO (partito di cui aveva fatto parte precedentemente), egli fu costretto a dimettersi e lasciò il partito, fondandone uno proprio, il Partito dei combattenti della patria (PEJUANG). Al suo posto, fu nominato Primo Ministro il nuovo leader di BERSATU, Muhyiddin Yassin, che ritirò il partito dalla coalizione PH e ne formò una nuova, la Perikatan Nasional (PN), ottenendo la maggioranza parlamentare grazie al sostegno dell’UMNO. Tuttavia, nel luglio 2021, l’UMNO ritirò la fiducia a Yassin, accusandolo per la cattiva gestione della pandemia di Covid-19 e il conseguente impatto economico negativo sul paese. Il mese successivo, Yassin rassegnò le dimissioni e gli successe alla guida del Governo l’attuale Premier Yaakob, vicepresidente dell’UMNO. La sua nomina suscitò le proteste delle altre formazioni politiche, dato che il partito era stato platealmente sconfitto nel 2018. 

Alle prossime elezioni, si sfideranno quattro coalizioni: la Barisan Nasional, formata dall’UMNO, che rappresenta gli interessi dell’etnia malese, e da altri partiti minori, che rappresentano gli interessi delle minoranze cinese e indiana; la Pakatan Harapan, guidata da Anwar Ibrahim del PKR; la Perikatan Nasional, con a capo Muhyiddin Yassin del BERSATU, che spera stavolta di diventare Primo Ministro in modo legittimo; la Gerakan Tanah Air (GTA), il cui partito principale è il PEJUANG di Mahathir Mohamad, che nonostante i 97 anni di età, potrebbe candidarsi nuovamente come Primo Ministro. 

Pochi giorni prima della dissoluzione del Parlamento, il Governo di Yaakob ha presentato il bilancio per l’anno 2023, che alla luce delle nuove elezioni, dovrà essere ridiscusso e ripresentato. Tuttavia, appare probabile che l’UMNO utilizzerà le misure in esso contenute come programma elettorale. Il bilancio 2023 è il più ampio della storia malese, con 371.6 miliardi di ringgit (oltre 79 miliardi di euro), che sorpassano i 332.1 miliardi stanziati per il 2022. Sono istituiti sussidi per il carburante, l’elettricità e diversi prodotti alimentari, tesi a far calare il prezzo dei beni. Il deficit scenderà nel 2023 al 5,5% del PIL, mentre quest’ultimo crescerà del 6,5/7%, rallentando al 4/5% nel 2023, come conseguenza della decelerazione economica globale. 

Da quanto si è detto in quest’analisi, si evince come il panorama politico malese sia estremamente confuso e frammentato. Al momento si prevede che la coalizione con più voti potrebbe essere la Barisan Nasional, ma qualsiasi coalizione vinca, è difficile ritenere che possa governare da sola e sarebbe quindi costretta ad allearsi con altre coalizioni. Il futuro della Malesia dipenderà quindi dagli allineamenti in Parlamento.

Latest from ASIA E OCEANIA