FDL E GIORGIA MELONI; LE REAZIONI SUDAMERICANE

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Il centrodestra italiano ha vinto le elezioni dello scorso 25 settembre, e la leader di Fratelli d’Italia è il volto del trionfo. Tantissime sono state le reazioni e dibattiti oltre confine, e tante altre analisi seguiranno nei prossimi mesi. Vediamo come l’exploit di Fratelli d’Italia è stato visto e raccontato in America Latina, anche considerando le relazioni tra l’area e l’Italia

Fonte Immagine: https://www.vanityfair.it/article/giorgia-meloni-e-la-donna-piu-pericolosa-deuropa – https://www.leggiscomodo.org/america-latina-ucraina/

Le relazioni tra Italia e Sud America è viva e duratura ormai da anni, nonostante un’apparente inoperosità da ambo due le parti. Al di là degli aspetti storici, culturali e sociali che evidentemente ci uniscono, il legame in atto è anche su un livello strategico, economico e geopolitico non indifferente. Più che di una relazione diretta, tra Italia ed America Latina si può facilmente parlare di un rapporto in cui è l’Unione Europea primo attore di dialogo con l’area, con l’Italia sempre in prima fila. 

Nello specifico della relazione tra il nostro Paese e gli Stati latinoamericani l’evento di maggior rilievo e dibattito tra le parti è la Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, con cadenza biennale, realizzato dal MAECI, in collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA). L’evento è attualmente il culmine del dialogo tra Italia e regione latinoamericana, che ha visto nel 2021 la sua decima edizione.

L’Italia partecipa o sostiene in maniera importante anche tante altre organizzazioni o enti del Sud America, sia come attore in prima linea sia come membro UE. Tra le più importanti troviamo il Mercado Común del Sur(Mercosur), Comunidad Andina de Naciones (CAN), Caribbean Community (CARICOM), Sistema de la integración centroamericana (SICA), Organización de los estados americanos (OSA) o l’Association of Caribbean States (ACS) per citarne alcune.

Parlando invece di numeri, e più nello specifico di quelli economici, anche in questo caso va segnalato un ingente giro di affari e collegamenti tra l’Italia e l’area. Nel 2019 lo stock degli investimenti diretti esteri (IDE) ha raggiunto i 33,5 miliardi di euro verso il Sud America. Nonostante si parli di una cifra importante, risulta minima se messa a confronto con quelle dirette verso altre aree come 1,6 miliardi di Euro di IDE diretti in Asia centrale e orientale o 725 milioni di Euro diretti nella sud-est asiatico, fonte Osservatorio economico del MAECI. Sempre considerando il 2019, il valore dell’interscambio commerciale tra Italia e America Latina è stato di 23,5 miliardi di euro, come riportato dall’ISTAT. Per quanto riguarda l’export i principali settori sono i macchinari, i prodotti chimici, mezzi di trasporto e articoli farmaceutici; mentre i principali settori di importazione dalla regione riguardano principalmente i prodotti agricoli ed alimentari, metalli, legname e carta. 

Un altro spunto interessante del perché questa relazione debba essere ben considerata, è data dal fatto che vi è un crescente aumento di cittadini italiani presenti in Sud America e molti latinoamericani in Italia. Parliamo di oltre 2 milioni di italiani iscritti all’anagrafe italiani residenti all’estero (AIRE) nel 2019, ma se si considerano anche gli italo-discendenti si ottiene una stima vicina alle 40 milioni di persone. Tra le mete preferite troviamo l’Argentina, con oltre un milione di concittadini, seguita dal Brasile e Venezuela. 

Questo scenario sopra descritto, nonostante sia sintomo di interesse e reale relazione internazionale tra le due parti, va in conflitto con ciò che i governi e amministrazioni italiane hanno fatto negli ultimi tempi. 

L’Italia non ha prestato la dovuta attenzione alla regione, sprecando l’ottimo rapporto instaurato con l’area nel corso del secolo. Nel post Guerra fredda e a cavallo con il nuovo millennio, il nostro Paese ha sperperato un legame solido di relazioni politiche, economiche e culturali con l’America Latina, lasciando la posizione di maggiori interlocutori europei a Stati come la Spagna e la Germania. 

In tal senso i dati sopracitati e ciò che si può trovare all’interno del focus geografico del MAECI, sono sì reali e molto oggettivi ma non rappresentano a pieno la realtà. L’Italia ha subito una brusca frenata nei reali rapporti interlocutori con il Sud America ed ha un evidente arretratezza verso l’area in confronto ad altri Paesi UE. Più nello specifico dal 2015 i governi italiani hanno peccato di intraprendenza e si sono voltati al subcontinente solo in caso di necessità e bisogno. Altra critica possibile è che dal 2000 in poi pochissime sono state anche solo le visite dei vari ministri o premier in America Latina, paventando ancor di più un disinteresse cronico. 

Una possibile via per riformare questa relazione potrebbe essere quella di sfruttare l’Unione Europea. Da troppo tempo il Vecchio Continente delega alla Spagna il compito di interloquire con il Sud America. Sarebbe più proficuo e necessario un approccio maggiormente comunitario, che esprima al massimo gli interessi reali di tutta l’Unione. Così facendo anche l’Italia e altri Paesi potrebbero beneficiarne, intavolando maggiori legami ed interessi con l’area, oltre che comunitari anche propri.

Tornando alle elezioni dello scorso 25 settembre, le reazioni in America latina sono state differenti. Com’era facile aspettarsi la stampa latinoamericana più agguerrita è stata quella dei Paesi maggiormente o addirittura governati dalla sinistra come Perù, Colombia, Argentina e Messico. El Clarin, uno dei più quotati giornali argentini, ha scritto sul risultato elettivo italiano di “Trionfo della destra populista in Italia” e descritto Giorgia Meloni come esponente di estrema destra e nata da un partito affine al fascismo. In Cile e Brasile i toni sono rimasti maggiormente pacati dove O Globo Folha de S. Paulo hanno posto maggiore attenzione al risultato complessivo, senza sbilanciarsi. Stesso metro per Mercurio in Cile, che ha scritto: “La destra italiana vince le elezioni e Giorgia Meloni si profila come il nuovo capo del governo”. Chi invece ha seguito la traccia dei quotidiani argentini è stato El Universal in Messico, dove si parla apertamente di fascismo: “Italia svolta a destra, Giorgia Meloni al comando. Ieri l’estrema destra ha conquistato la terza economia dell’Unione europea, con la storica vittoria del partito di Giorgia Meloni alle elezioni legislative in Italia, Paese che per la prima volta dal 1945 si appresta ad essere governato da un leader post fascista”. Riferimenti al ventennio anche in Ecuador su El Comercio ed in Venezuela su El Nacional. Altri Paesi dove i giornali sono stati molto duri sono in Perù e Colombia, rispettivamente con El Comercio e El Espectador, dove viene sottolineato che una formazione neofascista guiderà l’Italia ed è ricorrente tra le righe il nome di Mussolini.

Significativo sostegno è arrivato però dal Brasile, con i sostenitori di Jair Bolsonaro, che hanno apertamente dichiarato la loro felicità per la vittoria di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. A fare eco ad alcuni cittadini verde oro è stato Eduardo Bolsonaro, figlio del Presidente, che ha affidato a Twitter il suo pensiero postando una foto della leader di Fratelli d’Italia con lo striscione «Difendiamo Dio, patria e famiglia» con scritto: È un successo. 

In definitiva in America Latina solo alcuni Paesi hanno calcato maggiormente la mano, o comunque posto tanta attenzione, alla vittoria del centro destra in Italia. Il sentimento, al momento, più diffuso in Sud America è la sola presa di coscienza. Come detto alcune aree del continente hanno dimostrato una posizione più dura, ma è ovvio che ciò sia avvenuto per via dei governi vigenti in quei Paesi. Altro dettaglio da considerare è il ruolo che ha giocato la stampa spagnola e iberica, per ragioni culturali, storiche e linguistiche, che ha inevitabilmente influenzato l’America Latina. Tanti i riferimenti all’estrema destra o al postfascismo, tante le critiche e gli affondi verso Giorgia Meloni.

In conclusione è difficile dire come effettivamente l’America Latina abbia assorbito la vittoria di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni. Tante sono le sfumature di questo contesto a partire dal profondo cambiamento del Sud America, passando dalla relazione tra America Latina e Italia sopra descritta. Nei prossimi mesi, con un quadro più chiaro, anche i Paesi Sudamericani daranno un loro responso più approfondito, nella speranza che il nuovo governo nostrano possa ricucire il proprio legame con un’area dal potenziale enorme. 

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