IN CINA, I MERCATI CROLLANO

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Il terzo mandato di Xi Jinping alla guida della Repubblica Popolare cinese inizia con una crisi finanziaria molto profonda.

Xi Jinping è stato rieletto per la terza volta Segretario generale del Partito Comunista cinese e il suo terzo mandato inizia con una profonda crisi finanziaria.

Questo avvenimento sottolinea un aspetto importante della realtà della Repubblica Popolare: la politica cinese vive una dimensione parallela, ignorando i veri problemi del Paese. Debito, crescita anemica, fallimenti della lotta al Covid. Non a  caso, infatti, il governo di Pechino ha deciso di sana pianta di rimandare la pubblicazione delle previsioni per l’economia cinese. Tutto ciò stride fortemente con le celebrazioni per l’elezione di Xi. 

Un esempio lampante è costituito da Huarong, una delle principali aziende che gestiscono il debito corporate, ha rischiato di chiudere a causa dei molti debiti di Evergrande, la Lehman Brothers cinese. E, nonostante tutto, il governo cinese ha chiesto a quattro gestori di crediti inesigibili di proprietà statale di assumere nuovi stock di debito, in particolare presso il settore immobiliare.

Questi quattro gestori sono: China Cinda Asset ManagementChina Huarong Asset ManagementChina Great Wall e China Orient Asset Management. Essi fanno e faranno fatica a soddisfare questa richiesta perché lo spazio sui bilanci è troppo limitato per incamerare e gestire volumi terzi, vale a dire i crediti inesigibili. Questi gestori, avendo accumulato molti debiti, rischiano seriamente di crollare.

Inoltre, gli analisti della sede cinese della banca Crédit Suisse hanno riportato che l’economia cinese si espanderà “soltanto di un 3,5% e 4,5%, rispettivamente nel 2022 e 2023, percentuali inferiori rispetto ai tassi di crescita del resto dell’Asia per la prima volta in 30 anni. Tutto questo è dovuto anche alla politica “Zero Covid” messa in atto da Xi fin dall’inizio del 2020: si calcola, infatti, che la quota a rischio del PIL della Cina è cresciuta dal 46,8% al 62,1% e potrebbe continuare ad aumentare con le autorità che lottano per contenere il virus.

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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