“Linea Wagner” in Ucraina: il cambiamento nella tattica di guerra russa

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In questi giorni, sono emerse delle immagini satellitari della Maxar Technologies, e poi confermate dalla Cnn, su una serie di linee composte da piramidi di cemento nella zona dell’Ucraina orientale. “Linea Wagner” è il suo nome ed è stata costruita dai russi per rallentare la controffensiva ucraina. 

Il sistema di fortificazione è composto da 4 linee di piramidi tra cui compaiono dei tracciati di  trincee scavate dalla compagnia di Yevgeny Prighozin, imprenditore vicino a Putin. L’idea iniziale è quella di farla estendere per 200 chilometri, a partire dalla città di Hirske, oblast di Luhans’k, fino a Lisichansk e Lugansk, tuttavia, attualmente si calcola da un minimo di 2 ad un massimo di 24 chilometri già costruiti. 

L’obiettivo della costruzione di tale tracciato è lanciare un messaggio, ossia quello di bloccare o quanto meno ritardare l’avanzata degli ucraini nelle zone occupate dai russi. Nonostante molti punti critici siano emersi velocemente, come a esempio l’inutilità di una spesa del genere sia in termini di fondi che di tempo per rallentare la controffensiva ucraina in quanto questi ultimi abbiano dimostrato la loro abilità nella guerra di movimento e nel fatto che bulldozer e esplosivi possono facilmente aprire delle brecce, i russi potrebbero altrettanto tentare di colpire gli ucraini nel tentativo di attraversamento. Il fatto che la linea non sia ancora stata completata a causa di rallentamenti nei lavori, ha fatto inoltre avanzare l’ipotesi che gli ucraini possano tranquillamente aggirarla, o che comunque subirebbero dei ritardi nella controffensiva non insormontabili. 

Ma a prescindere dal ruolo militare della linea Wagner, a delinearsi è la tattica di Mosca di lanciare segnali, chiara già dall’inizio del conflitto. Infatti, per la Russia questa guerra sembra essere un simbolo, in ogni suo aspetto. La linea è il tentativo di mostrare all’Ucraina come al blocco occidentale come è la Russia ad essere attaccata nei suoi territori e trovi la sua legittimazione a difendersi, quando di fatto l’offensiva è iniziata da parte loro. 

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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