Erdogan e Putin, un nuovo hub del gas per l’Europa

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L’incontro tra i leader della Russia e della Turchia, ha deluso chi si aspettava delle svolte riguardo il conflitto con l’Ucraina, ma da un’altra parte Putin propone un hub del gas in Turchia come piattaforma per un prezzo migliore. 

Font: https://www.avvenire.it/mondo/pagine/putin-nessuna-azione-militare-a-idlib

Il 13 ottobre si sono incontrati il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il leader Vladimir Putin, ad Astana, capitale del Kazakistan. Nel corso della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (CICA). Durante l’incontro, durato circa un’ora e mezzo, si è discusso principalmente di affari e non di pace. Nonostante ciò, Erdogan sostiene “Una pace equa in Ucraina può essere raggiunta con l’aiuto della diplomazia… Il nostro obiettivo è quello di fermare al più presto lo spargimento di sangue, giungendo a un armistizio.

Putin, propose al leader turco, Erdogan, di iniziare a creare in Turchia il più grande deposito di gas europeo destinato all’Occidente, in modo da regolare i prezzi del gas ad un livello “normale” di mercato. Alla Turchia arriverebbe la piena fornitura di gas, in quanto si è dimostrata il partner più affidabile agli occhi del leader del Cremlino, Oltre a rafforzare e mantenere l’accordo di esportazione di altri beni russi, come, il grano e i fertilizzanti russi destinati ai Paesi in via di sviluppo.

La Turchia, membro della Nato e dipendente dal gas e dal petrolio dalla Russia, attualmente è l’unico Stato europeo che continua ad avere incontri regolari con la Russia. Il presente incontro tra Erdogan e Putin è stato il quarto in quattro mesi, gli scorsi incontri si erano svolti a luglio in Teheran, ad agosto nella località russa di Sochi e a settembre a Samarcanda in Uzbekistan. Anche se possiamo notare due atteggiamenti diversi riguardo l’attuale conflitto in corso in Ucraina.

Da un lato possiamo vedere Mosca completamente attiva sul campo e dall’altro Ankara alle prese con il suo ruolo di mediatore. Il leader turco dall’inizio della guerra in Ucraina ha cercato di mantenere un ruolo da mediatore tra le due parti in conflitto, sostenendo diplomaticamente l’Ucraina e senza aderire alle sanzioni contro la Russia, contando che con il presidente russo, Putin, condivide la stessa visione delle relazioni internazionali. Ankara, nel corso di questi mesi ha facilitato l’accordo sull’esportazione del grano attraverso il Mar Nero e il Bosforo, a luglio; mediato lo scambio di prigionieri a settembre; ed in fine ospitato per due volte a Istanbul i negoziatori ucraini e russi, anche se non si sono conclusi con degli ottimi risultati, sono stati utili in quanto erano riusciti a portare alla prima e vera unica bozza d’intesa tra Russia e Ucraina.

Durante il loro ultimo incontro, la Turchia offre ancora la sua mediazione. Infatti, il consigliere per la politica estera del Cremlino Jurij Ushakov sostiene Se colloqui tra Russia e Ucraina dovessero mai aver luogo, avverrebbero sul loro territorio: a Istanbul o ad Ankara… Erdogan probabilmente proporrà qualcosa di ufficiale, successivamente ha continuato ad esaltare la posizione turca riguardo l’attuale conflitto, non schierandosi alle sanzioni occidentali illegittime, in questo modo si va a rafforzare la cooperazione economica tra Russia e Turchia.

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