XI ATTACCA, TAIPEI RISPONDE

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Il 16 ottobre è iniziato il ventesimo congresso del Partito Comunista cinese. Durante il discorso d’apertura, Xi Jinping ha inviato un duro avvertimento a Taiwan, dichiarando che Pechino non prometterà mai di rinunciare all’uso della forza per la riunificazione dell’isola con la madre patria cinese.

Durante il discorso d’apertura del 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping ha esordito con un duro avvertimento a Taiwan, affermando che Pechino non prometterà mai di rinunciare all’uso della forza per la riunificazione dell’isola con la madre patria cinese. Le sue parole, ha spiegato il presidente cinese, sono rivolte ai separatisti che lottano per l’indipendenza dell’isola irredenta, non ai «compatrioti verso cui la Repubblica Popolare cinese ha sempre mostrato rispetto e attenzione, lavorando per il reciproco beneficio».

Il governo di Taipei, tramite il portavoce dell’ufficio presidenziale Chang Tun-han, ha controbattuto che la democrazia e la questione sulla sovranità non sono diritti compromissibili. Ha ripetuto, inoltre, che «il confronto militare con la Cina non può essere un’opzione percorribile». Inoltre, Chang ha ribadito che Taiwan non accetta assolutamente il modello “un paese, due sistemi”, modello che era stato applicato a Hong Kong e che il governo di Pechino vorrebbe applicare anche all’isola.

Ma Xi non desiste. Durante il suo discorso d’apertura del Congresso, ha puntualizzato di voler rendere la Cina «un grande Paese socialista moderno in tutti gli aspetti e di avanzare nel rinnovamento della nazione cinese su tutti i fronti» e che i prossimi cinque anni risulteranno essere «cruciali» per la modernizzazione del paese. Nel 2012, all’inizio del suo primo mandato dopo esser succeduto al presidente uscente Hu Jintao, Xi aveva introdotto il concetto di “rinnovamento cinese”; adesso, il prossimo obiettivo sarà divenire un “grande paese moderno” entro il 2035, anteprima de “la grande resurrezione della nazione cinese” collegata al “sogno cinese”, che vede come apice del proprio successo la riunificazione con Taiwan e l’espansione nel Pacifico. 

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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