Minaccia nucleare: il Parlamento europeo chiede un’azione congiunta dell’Ue

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Fonte Immagine: https://www.open.online/2022/10/08/parlamento-europeo-risoluzione-putin-pd/

Gli europei erano sicuri che il sistema delle sanzioni avrebbe messo in ginocchio l’economia russa tramite la perdita derivante dalla vendita del petrolio; tuttavia, Mosca sta mostrando la sua strategia vincente nel mettere in difficoltà l’Europa. All’orizzonte una minaccia atomica

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato l’annessione ufficiale delle quattro regioni ucraine, occupate dall’esercito russo, dove si era tenuto un referendum considerato dall’Occidente irregolare. Le future tattiche strategiche del capo del Cremlino non sono ancora ben chiare.

Tra le diverse preoccupazioni che sorgono in capo agli esperti, oltre all’uso della legge marziale in base alla quale l’intero sistema amministrativo con il quale viene governata la Russia andrebbe sostituito temporaneamente con uno a carattere militare, la perplessità più grande sorge sull’uso dell’arma atomica. Il possesso del nucleare può essere utilizzato come strumento tattico utile ad evitare le minacce esterne. Le preoccupazioni che nacquero durante la guerra fredda tornano a farsi sentire. 

Risoluzione del Parlamento europeo

L’idea di un attacco atomico sembra preoccupare non solo gli analisti russi, ma anche gli europarlamentari. La risoluzione  approvata con 504 voti favorevoli e solo 26 contrari con 36 astenuti sottolinea la priorità di investire maggiormente nel settore delle infrastrutture per permettere che incidenti come quello avvenuto con l’esplosione del gasdotto Nord Stream non si verifichi più.  

Tra le altre richieste avanzate dall’istituzione parlamentare, vi è l’impegno da parte dell’intera Comunità internazionale nel non riconoscere i due referendum illegittimi di Mosca, di creare un tribunale internazionale ad hoc per la condanna dei crimini di guerra perpetrati dai russi nei confronti della popolazione ucraina. Si chiede, inoltre, che l’Europa continui a fornire aiuti militari e non, verso il Paese aggredito. 

In base ai comunicati stampa né il Cremlino né l’Alleanza Atlantica hanno confermato l’ipotesi di esercitazioni con dispiegamenti di mezzi nucleari, come i sottomarini. Eppure, le minacce frequenti della Russia non devono e non possono essere considerate secondarie. L’insieme dei Paesi occidentali deve prestare molta cautela nel dialogo con un presidente che ha instaurato un regime di terrore. Le previsioni di medio-lungo termine non sono note.  

Il capo di Mosca aveva già avvertito che nel caso di un attacco al suo territorio, la Russia si sarebbe difesa con le armi a sua disposizione, ovvero le “armi tattiche nucleari”. Quest’ultime, rispetto a quelle strategiche che hanno una maggiore capacità distruttiva, hanno una portata circoscritta rispetto ad uno specifico territorio. Una guerra di questo genere porterebbe ad una completa distruzione. Sia gli Stati Uniti sia la Russia possiedono circa il 90% delle scorte a livello globale.

L’Europa si troverebbe di fronte ad una seria pericolosità. Dal canto suo, Bruxelles continua ad abbracciare la strada dell’attore più forte, del più strategico puntando sulle sanzioni che non placano i sentimenti rivoluzionari di Putin. 

In questo conflitto si evince tutta la vulnerabilità del sistema comunitario legato da una forte interdipendenza economica con l’Est che l’ha portato sull’orlo del precipizio. L’Ue nel corso degli anni non si è mai “preoccupata” seriamente del problema atomico tanto da non avere una vera e propria strategia comune in caso di concreta pericolosità.

Gli Stati membri avrebbero potuto continuare nel novero del Trattato dell’EURATOM, ovvero della Comunità europea dell’energia atomica, un’organizzazione internazionale del tutto indipendente dal sistema comunitario in sé, dotato di una propria personalità giuridica, ma che condivide con l’Ue il suo organo esecutivo, la Commissione europea. In questo quadro avrebbero potuto dedicare una strategia congiunta. Ora è il tempo che le istituzioni provvedano ad assicurare stabilità e sicurezza ai propri cittadini.

L’Occidente deve pensare che le azioni del presidente Putin possano trasformarsi in realtà e che non costituiscono solo una minaccia. La tattica delle ritorsioni economiche con le sanzioni di diversa natura non sta sortendo l’effetto sperato. 

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