Europa tradita e accordi di pace nulli: per dove passa il Nord Stream 1

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Fonte immagine: Telegram

Il 5 ottobre la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha scritto sul suo canale Telegram che i Paesi dell’UE dovrebbero affrontare la verità, ossia di essere stati traditi dai propri alleati, in riferimento alle esplosioni del gasdotto Nord Stream 1.

Il messaggio è legato alla notizia che la Russia stava esprimendo la sua volontà di fornire gas attraverso il flusso Nord Stream 2 che, sebbene non attivo, rappresentava il tentativo di tendere la mano all’Europa nel sopperire alla mancanza di gas dalla linea principale danneggiata. La portavoce ha premuto particolarmente sulle accuse rivolte alla Russia da parte degli Occidentali, che la vedono responsabile del danneggiamento, ritenendo di fatto gli europei “ingenui” e che l’atto di sabotaggio, dichiarato tale dall’intelligence svedese, non avrebbe nessun risvolto positivo sulla Russia, bensì il contrario.

Il danneggiamento del gasdotto è una perdita economica molto forte per la Russia, non solo in quanto è stata decisa la chiusura dell’approvvigionamento di gas dovuta alle sanzioni occidentali alla Russia, ma soprattutto per il pagamento del suo riaggiustamento/manutenzione. A rafforzare i sospetti della Russia c’è anche l’esclusione del Cremlino dalle indagini sul danneggiamento del gasdotto, ritenuto ingiusto essendone la Russia proprietaria. 

La situazione attuale è quindi un continuo accusarsi a vicenda. Gli Occidentali attaccano la Russia ritenendolaresponsabile, principalmente a causa della chiusura del gasdotto ad Agosto per motivi di “manutenzione”, vista come una scusa per permettere di avere abbastanza tempo per il sabotaggio, avvenuto un mese dopo.

Il Cremlino sostiene invece che l’atto va solo a discapito della Russia, rappresentando soltanto un danneggiamento più per loro che per gli occidentali, avanzando prove che invece gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo sul sabotaggio del Nord Stream 1, in quanto diventata di pubblica conoscenza la notizia di un aereo dell’aviazione americana che, poco dopo le esplosioni, aveva sorvolato la zona. Inoltre, le tubature, nonostante l’accesso sia riservato ai tecnici russi, può essere stato intaccato da altri attori data la scarsa profondità del gasdotto.

Nell’attesa di qualche informazione in più, quello che è stato dichiarato come sabotaggio in realtà non vede ancora prove sufficienti, in quanto dichiarate sulla base di un’indagine preliminare rallentata dalle continue perdite del condotto. A trovare i responsabili è infatti molto difficile, a causa della difficoltà non solo nell’avanzamento delle indagini ma anche nel comprendere chi sia veramente più a vantaggio nel sabotaggio del Nord Stream. 

Tuttavia, l’evento riguarda l’ennesimo caso di tensione tra Russia e Occidente, che rende più difficile i tentativi (attualmente quasi nulli) di raggiungere accordi di pace. 

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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