Il Giappone alla prova dei test missilistici nordcoreani

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fonte immagine: https://www.japantimes.co.jp/news/2022/10/04/national/north-korea-appears-launch-ballistic-missile-japan/

Per quanto Pyongyang non sia certamente restia a effettuare test missilistici, il sorvolo di un missile sul territorio giapponese era un’eventualità che non si verificava dal 2017 e può avere effetti chiari sulla politica giapponese.

La mattina di martedì 4 marzo, alle 7:30 i residenti dei territori più settentrionali del Giappone ricevono un messaggio sui propri telefoni, radio e tv, che consiglia a tutti di mettersi al riparo. Questo è il ruolo del sistema di allerta J-Alert, che raggiunge capillarmente la popolazione in caso di attacco missilistico, terremoti, attacchi terroristici e altre calamità. In questo caso a far scattare l’allarme è stato il test di un missile a lungo raggio nordcoreano, con tutta probabilità un Hwasong-12, che ha sorvolato la zona intorno allo stretto di Tsugaru per poi inabissarsi nel Pacifico a circa 3200 chilometri dalle coste giapponesi.

Che Pyongyang disponesse di un vettore in grado di raggiungere e perfino superare le coste giapponesi non è una novità: si tratta infatti del settimo test di questo tipo. Il test attuale è stato condotto in un momento in cui la Corea del Nord sta intensificando test di questo genere, volti non solo a verificare effettivamente il funzionamento dei sistemi d’arma, ma anche a dimostrare al mondo che Pyongyang dispone sempre di un deterrente all’avanguardia.

La reazione giapponese non si è fatta attendere, con il Primo ministro Kishida Fumio che ha annunciato una dura reazione da parte di Tokyo. Kishida ha sentito immediatamente Joe Biden, confermando le posizioni condivise di entrambi: il test missilistico nordcoreano rappresenta una provocazione e una minaccia alla sicurezza giapponese e della comunità internazionale nel suo complesso. Oltre ai comunicati di rito, il Giappone ha infatti intrapreso subito delle esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti (analogamente a quanto accaduto in Corea del Sud) e ha annunciato un incontro telefonico con Seoul per programmare le prossime mosse. Il Ministro della Difesa, Hamada Yasukazu, ha poi confermato la linea del governo in materia di sicurezza: il Giappone dovrà aumentare le proprie capacità difensive, tenendo anche in considerazione l’ipotesi di capacità di contrattacco missilistico.

Le probabilità concrete di un attacco nordcoreano verso il Giappone sono comunque molto ridotte. La Corea del Nord utilizza i propri assetti strategici in senso conservativo, per garantire la sopravvivenza del regime. È ovvio però che determinati eventi devono suscitare un qualche tipo di reazione, che per il Giappone è più che dovuta: il Paese sta infatti fronteggiando non solo la Corea del Nord, ma anche la Cina e la Russia: se con la prima si tratta di dissapori politici di lungo corso, nel caso di Mosca è proprio Tokyo che ha deciso di prendere una posizione chiara a fianco dell’Ucraina, con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza. Si tratta quindi di una triplice potenziale minaccia nucleare, davanti al quale il Giappone non può fare altro che accelerare il suo percorso di “normalizzazione” militare. 

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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