Nuovo lancio da Pyongyang: il quinto in soli dieci giorni

5 mins read
Fonte Immagine: https://www.opb.org/article/2022/10/03/north-korea-fires-a-ballistic-missile-over-japan/

Il lancio del missile Hwasong-12 al largo delle coste giapponesi segna un nuovo record per Pyongyang sia per distanza coperta da quest’ultimo sia per il numero di test effettuati nel corso del 2022; in concomitanza di sempre più esercitazioni congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud, il Nord reagisce e la minaccia nucleare si avvicina.

Lunedì 3 settembre, la Corea del Nord ha effettuato un lancio missilistico che sorprende gli osservatori non solo perché si tratterebbe del quinto lancio portato avanti con successo dal regime di Pyongyang in soli dieci giorni, ma anche perché costituirebbe il primo lancio missilistico nordcoreano ad aver sorvolato i territori giapponesi dal 2018.

Il missile in questione secondo i primi dati in nostro possesso dovrebbe essere il “Hwasong-12”, un missile balistico a raggio intermedio (dall’inglese, IRBM), il quale a seguito di una traiettoria della durata di ventidue minuti ha raggiunto il largo delle coste giapponesi nel tratto di mare che suddivide la penisola coreana dallo Stato insulare del Giappone.

Nonostante non siano stati registrati danni a cose o persone, gli abitanti della vicina isola di Hokkaido e della prefettura di Aomori hanno vissuto attimi concitati: le autorità di Tokyo hanno infatti fatto scattare i propri sistemi di allerta e ingiunto alla popolazione di cercare immediato riparo in caso di caduta di detriti o altro materiale. Anche il servizio ferroviario della regione è stato poi temporaneamente sospeso.

La reazione del primo ministro Fumio Kishida è stata, come prevedibile, forte e repentina; degna di nota è sicuramente la dichiarazione di quest’ultimo circa la possibilità che il Paese del Sol Levante possa eventualmente adottare misure di “contrattacco” in risposta alla sempre più pressante minaccia nordcoreana. Pyongyang, da parte sua, ha ribadito la sua posizione sostenendo che i numerosi test di quest’anno (più di trenta lanci nel solo 2022, un record personale per la Repubblica Popolare Democratica di Corea) siano da imputare principalmente alle esercitazioni militari congiunte portate avanti in maniera massiccia proprio nell’ultimo periodo da Stati Uniti e Corea del Sud. Sebbene i due alleati continuino a sottolineare la natura difensiva delle esercitazioni, Pyongyang continua a accusare le due repubbliche di atteggiamenti “ostili” accusandole di avvicinare pericolosamente la regione a uno stato di guerra.

Il lancio del Hwasong-12 porta con sé infatti implicazioni sia di natura tecnica sia politica. Secondo alcuni esperti l’IRBM in questione avrebbe raggiunto una distanza record e potrebbe essere stato efficacemente testato dalle autorità del regime di Kim Jong-Un al fine di coprire aree sempre più estese (raggiungendo potenzialmente sia i territori sudcoreani che giapponesi) e in diversi scenari climatici.

Da un punto di vista politico invece si è notato in particolar modo il tempismo degli ultimi lanci: dei sopracitati quattro lanci precedenti al Hwasong-12, il primo è stato effettuato in concomitanza delle esercitazioni navali Washington-Seoul, i due successivi alla vigilia della visita di Kamala Harris in Corea del Sud e altri due il giorno successivo alla visita di questa ultima alla zona demilitarizzata che separa le due Coree.

Sebbene la risposta degli Stati Uniti sia in qualche modo stata più “tiepida” rispetto a eventi precedenti, con Daniel Kritenbrink (uno dei principali diplomatici USA in Asia orientale) che ha parlato della necessità di mantenere uno spazio di dialogo con la Corea del Nord, appare sempre più chiaro a tutti come l’accento che l’amministrazione Biden pone sulla denuclearizzazione della penisola insieme all’incremento delle collaborazioni militari con il Sud e con il Giappone non stiano dando i risultati sperati.

Anzi, la minaccia nucleare si fa sempre più concreta con i servizi di intelligence che suggeriscono che il temuto test nucleare del Nord possa avvenire tra il Congresso del Partito Comunista Cinese di ottobre e le elezioni di metà mandato statunitense a novembre.

È per questo che la notizia di un ennesimo test missilistico da parte di Pyongyang, benché di per sé non sorprenda, non deve essere sottostimata: da ovest a est la diplomazia non trova più spazio e le minacce si fanno sempre più concrete.

Laureata triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (LICSAAM) indirizzo "Cina" e magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (RIC) indirizzo Asia Orientale all'università Ca'Foscari di Venezia. Membro di redazione dello IARI per la sezione Asia, con focus sui Paesi del gruppo ASEAN e Corea.

Latest from ASIA E OCEANIA