Tornano le tensioni tra Grecia e Turchia sulle isole dell’Egeo

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Fonte Immagine: http://www.cese-m.eu/cesem/2020/10/il-braccio-di-ferro-tra-ankara-e-atene-e-le-posizioni-dellunione-europea/

Il Mediterraneo torna con il fiato sospeso mentre si raccendono le tensioni ormai da mesi tra Ankara e Atene, le quali preoccupano Bruxelles.

La Turchia ha accusato la Grecia di avere schierato delle navi corazzate sulle isole dell’Egeo, le quali, in base ai trattati internazionali devono essere smilitarizzate. Così si riaccendono le tensioni nel Mediterraneo orientale, territorio in cui i due Paesi si contendono i diritti di esplorazione e la sovranità. Inoltre, qualche settimana fa il Ministero della Difesa turco aveva accusato Atene di aver violato il suo spazio aereo, sorvolando con dei caccia in missione sul Mar Egeo.

Il presidente turco Recep Tayyep Erdogan ha dichiarato “Siamo ben consapevoli che le vere intenzioni di coloro che hanno provocato i politici greci contro di noi sono di ostacolare i nostri piani per una Turchia grande e potente”, “Nessuno ama le provocazioni”, aggiungendo che il suo Paese non metterà in dubbio l’utilizzo di “tutti i mezzi disponibili per proteggere i suoi diritti e interessi contro la Grecia, ove necessario”. Infatti, secondo la Turchia la Grecia starebbe allineando armi ricevute dagli Stati Uniti. Nel frattempo, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha sollecitato Ankara a tornare sulla strada del dialogo. Ma la diplomazia internazionale si è schiarata al fianco della Grecia, confermato anche dalla recente ed ultima visita in Grecia della ministra francese Catherine Colonna. Anche la Casa Bianca ha definito “inutili” le minacce effettuate da Erdogan, precisando che la sovranità della Grecia sulle isole del Mar Egeo non è in nessun modo in discussione.

L’Alto Rappresentante Josep Borrell, si è riferito all’atteggiamento di Ankara, come una retorica inaccettabile accusandoli anche di “minacce”. Attualmente però non sarebbe la cosa più giusta da fare aprire una disputa con la Turchia, in quanto Erdogan è in buoni rapporti sia con Mosca sia con Kiev, guadagnandosi così il ruolo da mediatore tra Russia e Ucraina, diventando anche un alleato strategico nella “guerra energetica” che sta colpendo l’Europa attualmente, in quanto la Turchia è diventata un Paese di transito nel rifornimento di gas sia da Israele sia dal Qatar verso i diversi Paesi del vecchio continente. Dal canto suo Erdogan in questo periodo, ha ripreso le relazioni diplomatiche ed economiche con tutti i Paesi del Golfo, Arabia Saudita ed Israele. 

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