Elezioni politiche in Italia: il successo del centrodestra e i titoli della stampa estera

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Fonte Immagine: https://abitarearoma.it/elezioni-politiche-del-25-settembre-2022-come-si-vota-e-novita/

L’ascesa della coalizione di centrodestra, tradizionalmente sovranista, lascia presagire possibili scontri con l’Ue, proprio quando la Commissione europea dà il via libera all’erogazione all’Italia della seconda rata del PNRR, una tranche da 21 miliardi di euro.   

Il risultato delle elezioni politiche in Italia dello scorso 25 settembre, con la vittoria della coalizione di centrodestra, ha confermato le proiezioni elettorali che, da tempo, indicavano il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia (FdI), in vetta ai sondaggi. Come previsto, infatti, FdI ha ottenuto il 26% dei voti, che, sommati ai risultati della Lega di Matteo Salvini (8,9%) e di Forza Italia di Silvio Berlusconi (8,3%), fanno del centrodestra la coalizione di maggioranza, con oltre il 40% dei consensi complessivi.

Il Partito Democratico, invece, si è fermato al 19% e il Movimento 5 Stelle al 15,6%. I voti per la circoscrizione Estero, al contrario, premiano il centrosinistra, con l’elezione di 7 deputati del Pd. In generale, il centrodestra ha ottenuto la maggioranza dei voti in tutte le regioni del Paese. Con ogni probabilità, dunque, Giorgia Meloni si appresta a divenire la prossima premier italiana, nonché prima premier donna del Paese. 

Alla notizia del risultato conseguito dal partito di Giorgia Meloni, la stampa estera ha reagito in maniera piuttosto compatta esprimendo preoccupazione per quella che è stata definita come una coalizione di estrema destra.  El País parla di Giorgia Meloni come una leader euroscettica e ultranazionalista, definendo l’ascesa di un partito di estrema destra come una minaccia per gli equilibri di potere nell’Unione europea.

Il ministro degli Esteri spagnolo Juan Manuel Albares, in conferenza stampa, ha dichiarato: “In tempi di incertezza, i populismi crescono e finiscono sempre nello stesso modo, con una catastrofe”. The Guardian descrive il prossimo governo come il governo più di destra dalla seconda guerra mondiale. Della stessa opinione anche la CNN, che indica Giorgia Meloni come la leader del governo più di estrema destra dall’era fascista.

Non sono mancati, però, i complimenti da parte degli alleati europei di Fratelli d’Italia, con cui c’è una condivisione dell’impegno su temi quali il rafforzamento della sovranità nazionale e il contrasto all’immigrazione incontrollata.

Tra questi, Mateusz Morawiecki, premier polacco esponente del partito di estrema destra Diritto e giustizia, i nazionalisti spagnoli di Vox, l’Ungheria di Viktor Orban e il Rassemblement National di Marine Le Pen. A congratularsi con Giorgia Meloni è stata anche Liz Tuss, primo ministro del Regno Unito e leader del Partito Conservatore. Ma è proprio l’onda conservatrice che spaventa gli europeisti. 

Per quanto riguarda la politica estera, infatti, il programma elettorale di FdI prevede un chiaro impegno a tutela dell’interesse nazionale e a difesa della Patria, con l’obiettivo finale di rendere l’Italia protagonista in Europa, nel Mediterraneo e nello scacchiere internazionale.

Pur nel rispetto delle alleanze internazionali, il partito di Giorgia Meloni intende rilanciare il modello di integrazione europea, rivedere il Patto di stabilità e la governance economica europea. Bruxelles teme che una possibile deriva nazionalista possa ostacolare o, quanto meno, rallentare la collaborazione tra Ue e Stati membri, in un momento complicato come quello che stiamo vivendo, in piena crisi energetica. 

Proprio pochi giorni dopo le elezioni, la Commissione europea ha approvato l’erogazione all’Italia della seconda rata del PNRR, una tranche da 21 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di euro di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti, esortando il governo entrante ad onorare gli impegni presi con Bruxelles.

Il via libera è arrivato a seguito dell’esito positivo della valutazione preliminare sul raggiungimento, da parte dell’Italia, dei 45 obiettivi previsti nell’ambito del PNRR per il primo semestre del 2022. La stessa procedura verrà seguita anche per le rate successive, per le quali seguiranno ulteriori attività di monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi. Pertanto, per ottenere nuovi aiuti da Bruxelles, il nuovo governo dovrà dimostrare di essere in grado di attuare riforme tali da tutelare gli interessi del Paese nel rispetto degli impegni assunti con l’Ue.  

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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