La Russia tra conflitto in Ucraina e progetti militari nell’Artico

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Fonte Immagine: https://www.themoscowtimes.com/2019/08/24/russia-test-fires-missiles-from-submarines-in-the-barents-sea-a67009

Il progetto russo di militarizzare l’Artico, messo a confronto con la battuta d’arresto nel conflitto ucraino. Le vere ragioni degli armamenti e le reazioni dei vicini. 

La guerra che vede impegnata la Russia sul fronte ucraino va avanti ormai da 7 mesi circa; uno sforzo bellico notevole che ha comportato la mobilitazione di mezzi e uomini sulla zona calda, per far fronte non solo all’esercito ucraino, ma anche agli armamenti forniti dalle potenze occidentali. Tuttavia la Russia non sembra essere spaventata dallo sforzo, dato che l’ampliamento delle risorse militari rientra in un progetto decennale che vede il proprio punto cardine a nord del paese, nell’Artico.

Basi militari, installazioni radar, aeroporti, esercitazioni di confine e armamenti sempre più raffinati e potenti, rientrano a pieno titolo nel succitato progetto, che ha lo scopo di migliorare le capacità di Mosca di fronteggiare eventuali sfide nell’Artico e non solo. Per questo la Russia si prepara a difendersi ed eventualmente ad attaccare, con nuovi porti, nuovi caccia e un nuovo radar, il Resonas-N, con un raggio di 600 km, con il quale poter individuare tempestivamente qualunque pericolo. 

Perché proprio l’Artico? La costa russa che si affaccia sui mari del nord è la più estesa di tutti gli stati rivieraschi della regione, con i suoi circa 6000 km. Da qui l’intuizione che la zona può essere d’importanza vitale, non solo per la navigabilità civile e militare, ma anche per il monitoraggio e i sistemi difensivi. Nell’ultimo decennio infatti, la Russia ha dato vita a numerosi presidi nell’area; in alcuni casi si tratta di installazioni militari, in altri sono basi o radar di ultima generazione.

Ovviamente l’area di riferimento, maggiormente interessata a questo fenomeno si trova a ridosso del Passaggio a Nord-Est, tra il Mare di Barents e la penisola di Kola. Se la Russia nell’Artico sembra essere predisposta di tutto punto ad un conflitto armato, lo si deve ad un dato di fatto: la flotta russa nella regione è veramente imponente, così come imponente è il numero di basi e di presidi militari. Questo perché, non solo la Russia ha dato vita ad una sorta di corsa agli armamenti, ma anche perché nel 2021, la marina militare russa è stata interessata da un forte potenziamento. In questo discorso rientrano anche i mezzi militari, tra cui i sottomarini dotati di armi nucleari.

Nulla accade per caso.Proprio perché nulla è mai casuale, anche l’attenzione progressiva verso il Mare di Barents ha un suo perché: la zona rappresenta un vero e proprio varco e, riuscire a sorvegliare quelle acque vorrebbe dire garantire ingressi ed uscite sicure per la flotta russa, nonché l’interdizione delle navi nemiche e la salvaguardia degli interessi economici nazionali. Una su tutti, la questione energetica: le compagnie nazionali come Novatek, Gazprom e Rosneft, hanno puntato molto sulla Northen Sea Route e vogliono mantenere saldo il diritto di continuare a sfruttare le importanti risorse ivi custodite. 

Tutta questa presenza militare, contornata dalla predisposizione di nuovi apparati, nuovi mezzi e sistemi di rilevamento di ultima generazione, apre il dibattito sulla tenuta della Russia nella guerra in Ucraina. Dato che in molti tendono a parlare di “pantano”, può darsi che la corsa agli armamenti russi sia stata solo fumo? Allo stato attuale sembra improbabile. La Russia è un player temibile dal punto di vista militare, guidato da una leadership che intende essere ancora più temuta.

Il possesso di armi nucleari non sono una notizia di oggi e contornate dalla ingente crescita di mezzi e uomini nell’Artico, il paese si è dotato di un ottimo sistema di deterrenza. Probabile quindi, che il rallentamento in Ucraina sia imputabile ad un’interpretazione errata del contesto e non ad una carenza materiale. Quella pare non esserci.

Certo, il conflitto ha portato a conseguenze immediate nell’Artico, anche dall’altra parte, con Svezia e Finlandia in NATO, ma i contraccolpi, fisiologici per un esercito di un paese in conflitto, non sembrano avere le carte in regola per fermare il progetto militare russo nel Nord. Un progetto che potrebbe vedere in realtà, delle ulteriori modifiche, proprio a seguito dell’ingresso dei due stati vicini nell’Alleanza. Probabile che, nel caso di ulteriori tensioni sul piano internazionale, la Russia decida di proteggersi ancora di più, preventivamente, aumentando le capacità militari nell’area; per reggere il confronto però, questa volta sarebbe il caso di puntare tutto sulla flotta aerea, per fronteggiare i velivoli scandinavi, fiore all’occhiello degli eserciti di quei paesi.

Il pericolo c’è, anche se è lontano, ed è per questo che il paese vicino della Russia, per eccellenza, la Norvegia, si guarda bene da prendere posizioni particolarmente nette sul fronte militare. Oslo infatti continua a mantenere un doppio profilo, lasciando che il rapporto con Mosca scorra con meno tensioni possibili, pur prendendo una netta posizione in supporto della NATO, ospitando a più riprese le esercitazioni  aeree e navali della flotta atlantica. 

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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