STATI UNITI E CORONA: PER CARLO LA DIFFICILE EREDITÀ DI ELISABETTA

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Fonte Immagine: The Telegraph

Nel corso del suo Regno, Elisabetta ha contribuito a rinsaldare la “special relationship” tra Stati Uniti e Regno Unito, ricevendo gli apprezzamenti dell’opinione pubblica americana. Il nuove re, Carlo III, raccoglie una difficile eredità e il suo cavallo di battaglia nella vita da erede al trono, la lotta al cambiamento climatico, potrebbe rilevarsi un’arma a doppio taglio per il gradimento della Corona, essendo questo un argomento di non particolare interesse per gli americani.

Elisabetta e la Casa Bianca: empatia durata mezzo secolo.

Nel corso del suo Regno, la regina Elisabetta II ha incontrato tutti i presidenti statunitensi degli ultimi sette decenni, contribuendo a rinsaldare la “special relationship” tra Stati Uniti e Regno Unito, costruita dal secondo dopoguerra in avanti. Il modo di regnare di Elisabetta, intriso di imparzialità e apoliticità, ha infatti raccolto i favori dell’opinione pubblica americana.

Come erede al trono, con il padre Giorgio VI già gravemente malato, incontrò il presidente Harry Truman a Washington. Fu poi una fitta corrispondenza a caratterizzare i rapporti tra la regina prima con il presidente Eisenhower e poi con il presidente Kennedy. Seppur con la moglie di JFK, Jacqueline, ci fu qualche piccola incomprensione, fu Elisabetta che all’indomani della morte del presidente a Dallasdecise di istituire un memorialee un fondo per borse di studio in onore del defunto Capo della Casa Bianca.

Ben più saldi furono i rapporti tra la Corona e Ronald Reagan, esemplificati da un iconica e storica passeggiata a cavallo tra Elisabetta e l’ex attore di Hollywood. Nel 1989 la regina concesse al “grande comunicatore” il titolo di cavaliere onorario, la più alta onorificenza che il Regno Unito attribuisce agli stranieri, in riconoscimento dell’assistenza fornita dal presidente ai britannici durante la guerra delle Falkland. Dopo la morte di George H. Bush nel dicembre 2018, la regina ha rilasciato una dichiarazione nella quale esaltava l’ex presidente come “un grande amico e alleato del Regno Unito”.

Se Elisabetta impressionò Clinton per le sue qualità di “politico e diplomatico”, ben più tesi furono i rapporti con Donald Trump. Qualche “inciampo” nel protocollo diplomatico costarono al tycoon le forti critiche dei media. Ma fu proprio Elisabetta a lanciare diverse “frecciatine” a The Donald: durante l’incontro con Trump, indossò la spilla a fiore d’agata, regalo di Obama, e riservò poi un elogio all’importanza delle istituzioni internazionali, un chiaro riferimento, pur senza citarle, a Nato e Onu, che Trump aveva più volte criticato e sminuito durante la sua presidenza. L’attuale capo della Casa Bianca, Joe Biden, ha definito, invece, Elisabetta “una presenza stabile e una fonte di conforto e orgoglio per generazioni di britannici”.

Elisabetta: per quali motivi gli americani ammiravano la Regina?

Carlo, l’erede al trono più longevo nella storia britannica, è divenuto ora il sovrano del Regno Unito. È ora plausibile ritenere come Carlo deciderà di incentivare alcune sue prerogative che hanno dato corpo al suo impegno socialedurante il regno della sua ‘amata madre’, “my beloved Mother”, come ha voluto ricordarla il nuovo sovrano all’indomani della morte: questioni come, ad esempio, il cambiamento climatico e l’agricoltura biologica. Proprio su questi punti Carlo potrebbe raccogliere maggiori consensi tra i suoi sudditi, sensibili alle problematiche ambientali.

Già su questo campo il nuovo sovrano riuscì a risvegliare le coscienze durante il vertice sul cambiamento climatico di Glasgow nel 2021, incontrando gli elogi anche del presidente degli Stati Uniti Biden. Se sul versante del cambiamento climatico il nuovo sovrano potrà fare breccia nei britannici, diverso è il discorso per gli statunitensi. Se Carlo proseguirà il suo lavoro di attivista, potrebbe perdere non solo l’approvazione del pubblico statunitense ma compromettere anche l’interesse americano per la monarchia nel suo insieme, contribuendo a sfilacciare l’amicizia transatlantica tra i due Paesi.

Raccogliere l’eredità di Elisabetta su questo versante non sarà facile per Carlo: la Regina infatti, ottenne punteggi di approvazione costantemente elevati nei sondaggi: il 72% dei democratici e il 68% dei repubblicani hanno riferito di avere una visione alquanto o molto favorevole del monarca in un sondaggio YouGov del maggio 2022. Parte di questo fascino si riconduce all’ammirazione verso l’istituzione reale in generale: gli americani rimanevano estasiati dallo sfarzo che circondava la regina, ammaliati anche dallo status di “celebrità permanente” di cui erano investiti i membri della Royal Family.

Rimanere saldamente al di sopra della mischia della politica è stato uno degli elementi che gli statunitensi hanno maggiormente apprezzato di Elisabetta: tra gli americani vi è ammirazione per il fatto che la politica britannica separi il capo di stato e il capo del governo con il monarca che vive in un palazzo, ovvero Buckingham Palace, mentre il Primo Ministro vive e svolge i suoi uffici da Downing Street.

Prospettive future: e se Trump tornasse alla Casa Bianca?

Il figlio maggiore di Elisabetta ha trascorso gli ultimi decenni immischiandosi in un territorio decisamente  politico, coltivando un curriculum di progetti progressisti che sono stati spesso incentrati sul clima. A 21 anni, Carlo ha tenuto il suo primo discorso sull’argomento in una conferenza a Cardiff, attirando l’attenzione sulle minacce di inquinamento, plastica e sovrappopolazione. Era il 1970, molto prima che le preoccupazioni ambientali divenissero i principali argomenti di discussione politica. È intervenuto alla COP21, alla COP26 e all’incontro del G-20 del 2021 a Roma, implorando i leader di ascoltare le “voci disperate dei giovani”.

Alla riunione del World Economic Forum del 2020 a Davos, ha lanciato la Sustainable Markets Initiative, uno sforzo per spingere le imprese verso pratiche sostenibili. Tuttavia, questo non chiarisce quanto bene sarà Carlo accolto dagli americani, un popolo che, come sopra detto, ha apprezzato la regina in particolare per il suo approccio alla diplomazia e che è più nettamente diviso sul cambiamento climatico rispetto all’opinione pubblica britannica sulle questioni più care a Carlo a cui non giova aver avuto un indice di gradimento piuttosto basso visto come quasi la metà degli americani ha riferito di avere un’opinione sfavorevole di Carlo in un sondaggio del febbraio 2022. Gli appelli di Carlo al contrasto al cambiamento ambientale potrebbero essere ascoltati in modo diverso in Gran Bretagna e oltre Atlantico.

Questo perché il pubblico americano è relativamente scettico sul cambiamento climatico: l’eredità del tycoon sugli Usa in questo campo è ancora forte, vista anche la decisione di Trump di ritirare gli Usa dagli Accordi di Parigi, scelta poi revocata da Biden: mentre il 51% dei britannici crede che il clima stia cambiando e che l’attività umana sia la principale responsabile, solo il 38% degli americani è d’accordo con questo interpretazione. Allo stesso modo, il 15% degli americani crede che il clima non stia cambiando.

Su queste premesse non sarà facile per Carlo raccogliere l’eredità di Elisabetta e confermare il successo tra gli statunitensi conquistato durante il suo lungo regno. Mentre un’identità di vedute potrebbe esserci con l’amministrazione Biden, visto come la Casa Bianca valuta un taglio delle emissioni del 50% entro 2030, i rapporti tra Corona e Casa Bianca potrebbero andare incontro a tensioni un tempo impensabili qualora Trump riuscisse a riconquistare lo Studio Ovale vista l’inconciliabilità degli interessi tra Buckingham Palace e la Casa Bianca. 

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