Guerra di logoramento per Mosca, Kiev, Bruxelles e Washington: chi cederà prima?

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Ho sempre detto che la guerra Russo – Ucraina era una proxy war di logoramento tra Washington e Mosca che non sarebbe mai finita con la ritirata russa dell’est dell’Ucraina e la riconquista dei territori da parte dell’esercito di Kiev. Per un analista è facile comprendere il perché di queste affermazioni.

Quando a metà settembre l’esercito ucraino aveva  riconquistato la maggior parte dell’est dell’Ucraina, molti media occidentali avevano esultato al grido “l’invasore è stato ricacciato indietro”. Io fui tra i pochi ad avvertire che, per quanto fosse lecito esultare, la guerra non era ancora finita, forse si era concluso il primo grande atto dello scontro, ma le ostilità sarebbero presto riprese. 

La Russia non era scappata indietro, ma semplicemente optato per una ritirata strategica; concetto facile da capire per chiunque operi nell’ambito dell’analisi geopolitica.

Guerra di logoramento per Mosca

La coalizione occidentale dall’inizio delle ostilità ha attuato un piano sanzionatorio pesante, che a tratti si è riverberato anche contro gli stessi stati che hanno promosso le sanzioni. L’obiettivo principale era quello di evitare che il Cremlino potesse contare su introiti certi, come quello della vendita di materie prime ai Paesi europei, minare l’economia di mercato e il commercio internazionale, con l’esclusione dal circuito SWIFT e alimentare il malcontento interno tramite la ritirata di aziende occidentali dal suolo russo, nella speranza che la crescente disoccupazione interna potesse aiutare un regime change. Alcune di queste strategie hanno funzionato, l’economia russa, per quanto se ne parli poco, inizia a dare i primi segni allarmanti; altre, invece, hanno funzionato un po’ meno, tranne le contestazioni di qualche dissidente e qualche proclamo controcorrente, ad oggi, Putin, sembra rimanere saldo in sella alla Federazione.

Il Cremlino tuttalpiù può contare sulla forza prorompente di una disponibilità di quasi 25 milioni di unità richiamabili al fronte. Ricordiamoci che l’Unione Sovietica ha vinto la seconda guerra mondiale non tanto per l’efficienza della propria macchina bellica ma per la forza d’urto straripante dell’Armata Rossa, che poteva contare su un numero quasi infinito di uomini. 

Guerra di logoramento per Kiev

Fin dall’inizio delle ostilità Kiev ha avuto un supporto incondizionato da parte di tutti gli stati occidentali, da quello militare a quello economico. Kiev però, al contrario della Russia, ha le proprie retrovie e i propri rifornimenti in altri Paesi, quelli NATO che la riforniscono regolarmente. Al contrario della Russia, però, l’Ucraina deve fare affidamento su partner che non possono permettersi il lusso di svuotare i propri magazzini per rifornire i militari ucraini, e deve tenere conto degli umori delle cancellerie amiche. Inoltre, mentre i soldati ucraini caduti in combattimento sono impossibili da rimpiazzare, se non con mercenari stranieri, i soldati russi morti in Ucraina, invece, sono rimpiazzabili con altri provenienti dai vari territori della Federazione. Ancora, i rifornimenti ucraini devono contare sugli umori di Paesi stranieri e sul percorso che da questi devono fare per arrivare fino in Ucraina (le armi partono anche da oltre oceano, come nel caso degli USA), mentre le retrovie dell’esercito russo che si trova in Ucraina si estendono continuativamente per il tutto il territorio della Federazione.

Oltre a questo, la Russia, ha a disposizione potenzialmente più di 25 milioni di unità richiamabili al fronte. La mobilitazione parziale annunciata da Putin riguarda solamente 1% delle forze russe complessivamente disponibili. L’Ucraina, viste le perdite di questi primi 6 mesi, senza l’aiuto ufficiale e l’intervento militare di altri Paesi, potrebbe reggere l’eventuale urto?

Guerra di logoramento per Bruxelles

La notizia è recente, in base alle nuove regole le imprese dell’Unione potranno effettuare compravendite oltre ad assicurare e finanziare spedizioni russe verso paesi terzi. L’Unione Europea ha allentato le sanzioni contro la Russia su carbone e fertilizzanti affinchè venga garantita la sicurezza alimentare ed energetica. L’Unione Europea si è dimostrata, sino a ieri, molto compatta, facendo fronte comune con l’Ucraina, a discapito dei rapporti con la Russia. Questo, però, finché i magazzini non hanno iniziato a svuotarsi di armi e in Ucraina l’esito della guerra è apparso incerto.

Per questo motivo, molti paesi europei, attualmente stanno cercando di cambiare rotta, limitando progressivamente l’invio di armi in favore di un migliore addestramento delle truppe ucraine da parte di esperti militari occidentali. Nazioni come la Francia e la Germania, ad esempio, sembrano riluttanti ad aumentare significativamente l’invio di armi, come confermato dal ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht, che ha sottolineato come le forniture tedesche siano in fase di esaurimento a causa di anni di sotto investimento nel comparto bellico. Berlino nel breve periodo non potrà più inviare armi in quanto dovrà garantire la propria capacità di difesa.

Per quanto concerne Parigi, invece, le classifiche internazionali mostrano la Francia in ritardo rispetto al Regno Unito, alla Germania, alla Polonia, all’Estonia e alla Danimarca sul sostegno militare all’Ucraina. In un incontro con i giornalisti, Macron ha dichiarato di essere soddisfatto del feedback che aveva ottenuto dagli ucraini sulle consegne di armi e ha sostenuto che la Francia non dovrebbe competere in nessuna classifica con altri paesi.

Oltre a questo dobbiamo ricordarci che l’inverno è alle porte, con i prezzi dell’energia alle stelle si rischia la desertificazione industriale e l’impoverimento generale dell’intera popolazione europea, dovuto dall’elevato rischio di licenziamenti di massa nel comparto industriale.

Guerra di logoramento per Washington

Ad oggi, solamente gli Usa, in 6 mesi di guerra hanno inviato 16 miliardi di aiuti militari all’Ucraina. Questo non solo inizia a spazientire l’opinione pubblica statunitense che non è di certo disposta a sostenere la strenua difesa a costi illimitati del popolo ucraino, ma potrebbe essere un fattore destabilizzante anche per la struttura globale che l’esercito USA ha costruito negli anni. Si rischia, per l’amministrazione Biden, di focalizzarsi e dissanguarsi con il passare dei mesi solamente su un unico fronte, quello europeo; ma come sappiamo tutti bene, la partita nel pacifico che vede protagonista Taiwan, con la Cina, deve ancora incominciare. Quanto potrà durare tale afflusso di risorse se la guerra dovesse durare anni?

Sono stati spesi 16 miliardi in 6 mesi, ma se il conflitto dovesse durare altri 2-3 anni è impensabile che gli USA possano finanziare l’Ucraina con questo ritmo senza vedere la propria leadership minata in altri teatri globali. Mosca non ha una struttura globale-militare da dovere tenere in piedi, non ha altri conflitti o zone calde da dovere tenere sotto controllo, non ha altri militari disseminati nelle basi per il mondo da dovere mantenere. Quanto può durare questo sostegno illimitato?

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